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Oltrecultura - Periodico di Informazione, Spettacolo e Cultura
Idomeneo: La scena si riempie di splendide voci Stampa E-mail
Oltrecultura: Recensioni Musica ©
Scritto da Demetra Fogazza   
Giovedì 29 Ottobre 2009 11:01

In scena dal 15 al 30 ottobre 2009, gli eroici personaggi della letteratura greca tornano sul palco del Teatro alla Scala con Idomeneo di W.A.Mozart, sotto la direzione di un eccellente Myung-Whun Chung. Già l’apertura della Stagione 2005-2006 aveva visto protagonista il re di Creta con la medesima regia di Luc Bondy, ripresa da Lorenza Cantini.
Si tratta di un dramma musicale in tre atti su libretto di Giambattista Varesco, prima rappresentazione nel 1781 a Monaco di Baviera, dopo la travagliata composizione di un Mozart non proprio contento dell’estensione del libretto. Eppure di tanta prolissità non è rimasta traccia: scorre dolcemente il susseguirsi, per nulla metastasiano, di arie precedute da lunghi ma espressivi recitativi accompagnati, ognuna caratterizzata da un preciso colore e che di volta in volta suscitano nello spettatore sempre più simpatia nei confronti di ciascun personaggio.
E’ un’opera pervasa dalla semplicità dei sentimenti degli eroi e delle principesse che, se pur contrastati da diversi affetti, spiegano col canto la genuinità del proprio carattere, fatta eccezione per il personaggio di Elettra, che giunge a Creta con l’animo forgiato da esperienze tragiche. Pochi i pezzi d’insieme, ma preziosi e sempre efficaci.
Sublimi le parti corali, sempre discrete fino al maestoso “Oh, voto tremendo”, che con un crescendo di terzine evoca sensazioni da “requiem” anche grazie al ritmo puntato dei timpani. Un’opera inattaccabile dal punto di vista musicale, ma difficile da cantare.
La parte del protagonista, Idomeneo, è stata resa con estrema morbidezza dal giovane tenore Steve Davislim (28 e 30 ottobre 2009): voce importante, timbro scuro e tuttavia saldo nelle agilità, ben celato qualche cenno di stanchezza (perdonatissimo data la difficoltà del ruolo), ottima la pronuncia che rendeva sensuale ogni suo accento.
Tra i protagonisti, si distingueva un’elegantissima Carmela Remigio, sia  per la maturità espressiva e  musicale che per la ineccepibile cifra vocale. E’ un’ Elettra sempre originale nei suoi sbalzi affettivi, un’irosa Armida con tratti di seducente debolezza. Si tratta già di una regina.

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Angela Hewitt la versatilità di un' interprete unica al Teatro Verdi di Salerno Stampa E-mail
Oltrecultura: Recensioni Musica ©
Scritto da Dadadago   
Mercoledì 28 Ottobre 2009 13:34

Lunedì 26 ottobre 2009. Siamo arrivati. L'appuntamento è prima delle nove al Teatro Verdi. Dopo qualche saluto gradito con amici e colleghi entriamo e stupiti non troviamo il teatro gremito come ci saremmo aspettati, data la straordinaria presenza nel Massimo salernitano di Angela Hewitt, pianista e clavicembalista canadese, considerata un punto di riferimento assoluto per le sue interpretazioni bachiane, un'artista che vanta diverse incisioni di livello indiscusso, insignita di riconoscimenti internazionali, concertista contesa dai più prestigiosi palcoscenici del mondo intero, i quali registrano spessissimo il tutto esaurito con mesi di anticipo!
Delusi ma partecipi e solidali dello sforzo che tutto lo staff organizzativo/ direttivo compie per assicurare una stagione concertistica di qualità elevata, nonostante i tempi non proprio rosei, incassiamo il colpo e ci consoliamo ammirando lo splendido Gran coda Fazioli, strumento caro alla grande musicista che di qui a poco spiegherà il suo bellissimo suono.
Angela Hewitt per questo recital, rivelatosi come da attesa imperdibile, ha scelto di cominciare con il Concerto Italiano di J. S. Bach (1685-1750) in tre movimenti, Allegro (anche se non compare tale indicazione nella partitura originale per clavicembalo del 1735) Andante e Presto , in cui la lezione vivaldiana viene superata e trasfigurata dall'estro del compositore tedesco.

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Musica & Danza per volteggiare nella Lecce barocca Stampa E-mail
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Scritto da Emilia Maurizi   
Venerdì 30 Ottobre 2009 22:00

Il virtuosismo pianistico di Sergej Rachmaninoff e la sensualità filo-iberica di Maurice Ravel: questi gli ingredienti per una splendida serata di musica al Teatro Politeama Greco di Lecce. Uno dei numerosi appuntamenti nell’ambito della nuova Stagione sinfonica Concerti e Balletti d’Autunno, che andrà avanti fino al 20 dicembre.
La Stagione – 11 eventi in tutto – che è stata affidata alle cure del M° Marcello Panni con grande protagonista l’Orchestra Sinfonica Tito Schipa di Lecce, annovera anche prestigiosi ospiti tra direttori e solisti.
Nella serata del 23 ottobre scorso (svolta in collaborazione con la Camerata Musicale Salentina), alla quale abbiamo partecipato, l’étoile è stata sicuramente la moscovita Lylia Zilberstein. Splendida esecutrice del Concerto n. 2 in do minore per pianoforte e orchestra op.18 di Rachmaninoff. Uno dei tanti capolavori del Maestro, nato dopo un periodo di profonda depressione.
La musica a tratti struggente, inconfondibilmente “nordica”, russa, maestosa, profonda, si è espressa nei tre movimenti della Sinfonia. L’esordio con il Moderato con i due temi che si intrecciano: uno in tonalità minore, più drammatico e incalzante, l’altro in tonalità maggiore, più cantabile.

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Dieci candeline per mille misteri Stampa E-mail
Oltrecultura: Eventi Prosa ©
Scritto da Tonia Barone   
Martedì 03 Novembre 2009 17:02


Il Pozzo e il Pendolo ha compiuto anni ed è quindi il momento di stilare un bilancio oltre che di festeggiare.
Il cartellone del decennale prevede una programmazione dedicata a tuti i grandi temi che hanno caratterizzato un percorso a tratti, spesso, entusiasmante: i gialli, la letteratura e la voglia di giocare.
Lo spazio di Piazza San Domenico Maggiore è divenuto luogo di incontro di appassionati del genere; “Come diceva qualcuno – sottolineano i direttori Annamaria Russo e Ciro Sabatino - ci vuole scienza, ci vuol costanza a invecchiare senza maturità. E noi tutta la scienza e la costanza che avevamo l’abbiamo profusa tutta in questa mirabolante impresa. E ce l’abbiamo fatta a invecchiare senza maturità! Dieci anni”.
La sezione teatrale inizierà sabato 6 novembre alle ore 21.00 (in replica fino al 29, dal venerdì alla domenica) con Via delle Oche di Carlo Lucarelli, interpretato da Antonello Cossia, Rosalba Di Girolamo, Adriana Follieri, Dalal Suleiman, per la regia di Annamaria Russo e Ciro Sabatino.
Dal 5 al 13 dicembre (repliche dal venerdì alla domenica) la scena ospiterà Animali come noi, con Paolo Cresta e Carlo Lomanto. Un viaggio esilarante ma anche poetico nel mondo “bestiale”. Uno spettacolo per ridere, riflettere, emozionarsi e scoprire incredibili sonorità vocali.

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Cristina Comencini: EST OVEST Stampa E-mail
Oltrecultura: Recensioni Prosa ©
Scritto da Ilaria Della Croce   
Giovedì 29 Ottobre 2009 20:51


Le pareti in stile retrò mostrano i segni visibili di quadri staccati: cornici vuote o semplici stampi dovuti alla polvere che per lunghi anni ha disegnato il solo perimetro esterno di chissà quali meravigliose tele.
È così che si presenta il salone di Letizia, la protagonista di “Est Ovest” per la regia di Cristina Comencini e in scena all’Eliseo dal 13 ottobre al 1 novembre 2009.
A vestire i panni dell’egocentrica padrona di casa una magistrale Rossella Falk capace di far scaturire sensazioni ora di ilarità e ora di profonda disperazione.
È proprio questo insieme di emozioni che genera nello spettatore l’opera della regista romana: una profonda catarsi che fa sì che ci si impersoni ora nei nipoti, ora nei figli, ora nei genitori radunati attorno al tavolo per festeggiare il compleanno di nonna Letizia.
La durezza delle parole della donna sembra attraversare in più direzioni i protagonisti in un modo paragonabile al guizzo di un lampo.
Ogni ospite sembra recepire le osservazioni dell’anziana come fossero scossoni e ognuno tende a difendersi cercando parole scomparse, proprio come l’argenteria e gli oggetti di maggior valore contenuti nella casa.
“Gli oggetti fuggono come se avessero paura di morire con me” ripete Letizia in un insieme di vittimismo e volontà di sapere come stiano realmente le cose.

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