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'Il mio Egitto' Le sculture di Biagio Landi a Positano fino al 30 luglio 2011 Stampa E-mail
Oltrecultura: Eventi Arti Figurative
Scritto da Marisa Paladino   
Martedì 19 Luglio 2011 21:05

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Piramidi che prendono la forma di vele, assorte e regali regine, divinità misteriose e inedite mummie egizie. A Positano dal 20 luglio è in scena l'Egitto 'visto' attraverso l'occhio e la sensibilità dell'artista salernitano Biagio Landi.
Vere e proprie emozioni plastiche, un sogno antichissimo rivissuto che restituisce tutta la suggestione di una civiltà millenaria. Le sculture esposte trasmettono un fascino primigenio, cui si aggiungono intrecci complessi e contraddizioni, somma di allineamenti mentali e prospettici contemporanei. Biagio Landi compone la narrazione unendo i tasselli di puzzle, insegue le infinite storie presenti nei simboli e nelle fonti ispiratrici, le ripropone con l'argilla, i cotti e la ceramica decorata, lasciando intuire, oltre la rappresentazione immediata, il canto profondo e più segreto di questo antico popolo.
Un incrocio di culture e di storia che sembra scorrere, ancora oggi, in questo percorso espositivo, come profilo di un fiume generoso verso un'altra foce che l'artista ha voluto suggerire. Nefertiti, La Sfinge, Cleopatra ma anche Dei o GIZA “l'altra sponda”; sono alcune opere di questa affascinante narrazione, materica e plasmata insieme a sollecitazioni emozionali e consapevoli riflessioni.
L'autorevolezza della regalità e della bellezza si combinano alla solennità del mistero e alla sacralità divina, ma al rigore estetico e alla suggestione visiva immediata, l'artista unisce un suo personale simbolismo, è l'altra foce di epifanie di libertà e istanze di rottura delle gerarchie, le ritroviamo  attraversare altre sculture in esposizione.
Sulla copertina della piccola brouchure illustrativa la scelta figurativa del potente occhio di Horo, sovrastato dal sopracciglio e con all'ingiù una spirale, emblema di prosperità e potere regale, ma anche sguardo all'aldilà, è la migliore sintesi dello sguardo dell'artista, teso nel cogliere, in un passato indefinibile, frammenti tra i più significativi per una narrazione contemporanea.
E la magia della ricerca ci è restituita pienamente. Horus “Verso Orione” è scultura-sintesi di questo sguardo che indaga il molteplice per arrivare alla somma del “suo” Egitto. Forme riconoscibili insieme ai recessi di voci inespresse,  dove ascoltare un canto intimo e commovente, ma anche ribelle e sofferto. Attraverso la materia plasmata e gli inserti di ceramica policroma dai vividi colori, che evocano preziosi turchesi e coralli, prende forma  l'effige della regalità ed il suo lato oscuro, la grandezza delle piramidi che è magnificenza ma anche dolorosa fatica. Al silenzio di 'schiavi portatori' l'artista rende omaggio: le figure emblematiche Il Portatore e Il Mummificatore assunte nella dimensione dialettica corpo/spirito sono gli assi portanti del sogno dei Faraoni, senza gli 'eserciti silenziosi' e quanti catturavano corpi (ed invero anche anime ), forse l'Egitto avrebbero conosciuto l'oblio. Regina e Un'altra stella sono le opere di approdo.

E pure provocatorie. La prima pervasa da un anelito di dolorosa ribellione,  in cui la sofferenza della donna costretta da fasce metalliche è segno di rivolta protesa alla catarsi, l'altra una mummia che si toglie le bende levando in alto il braccio,  a significare la ricerca della nuova era. Diventano contaminazioni culturale in cui l'atto disobbediente è sinonimo di riscatto. E di grande forza emotiva, evocativa ed impatto visivo è Contaminazioni un incrocio di argille plasmate, più corpi mutano in un unicum proteso verso nuovi orizzonti, una novella statua della 'Libertà' per una “primavera” che ha accomunato popoli arabi e nordafricani in rivolte e moti di piazza, al grido di democrazia e cambiamento.
Hanno creduto in questa mostra tematica, e nella sua formula narrativa,  il Presidente dell'Associazione 'Daedalus' la dinamica operatrice culturale Belinda Villanova, impegnata da sempre nella promozione di artisti emergenti e nel dialogo tra il mondo dell'associazionismo e quello dell'arte variamente declinata, ma anche la prestigiosa Accademia d'Egitto a Roma che ha deciso di ospitare 'in autunno la mostra nelle sue aree espositive. Egitto e Italia, terre affacciate sul mare e popoli di viaggiatori, non è escluso, allora, che l'allestimento non attraversi il Mediterraneo per sbarcare direttamente in Nord Africa, il dialogo interculturale tra i popoli passa pure attraverso l'arte e la promozione di messaggi di pace. Ancor di più in epoche di grandi conflitti.
La mostra “Il mio Egitto” inaugura con il patrocinio del Comune di Positano il 20 luglio 2011 alle ore 20,00 nella sede del Museo del viaggio, resterà aperta e visitabile fino al 30 luglio con ingresso dalle ore 10,00 alle ore 22,00, pronta per ripartire alla volta dell'appuntamento romano.

 

Marisa Paladino

 

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