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Oltrecultura: Eventi Arti Figurative - Oltrecultura: Eventi Arti Figurative
Scritto da Direttore   
Venerdì 02 Marzo 2012 10:02

Virtual Stage Design è una tecnica ed è un'arte. Il principio è quello della proiezione 3D di scene e fondali teatrali, ma la tecnologia non si sostituisce all'arte scenografica, piuttosto la libera dai vincoli, sempre più stringenti, dei costi di realizzazione e installazione.
Fondali e scene possono essere realizzati in prima istanza come reali e materiali e montati in un teatro che diviene studio di ripresa per la digitalizzazione tridimensionale di ogni dettaglio (Half-Digital Stage Design) ovvero si può procedere direttamente a partire da un disegno digitale realizzato in computer graphic, senza alcun impegno di mezzi materiali né di palcoscenici reali (Full Digital Stage Design).
La prima opzione conserva un tocco oseremmo dire “romantico” alla realizzazione, ma fa salvo l'elemento vincente del Virtual Stage Design: la riproducibilità e la rilocabilità in ogni situazione e su pressochè qualsiasi palcoscenico, quali ne siano le dimensioni.
La seconda opzione non necessita di alcuna realizzazione fisica e mette a disposizione dello scenografo l'intera gamma del fisicamente attuabile e, in aggiunta, di tutto quanto la tecnica digitale consente di rappresentare.
Il Full Digital Stage permette di contenere, ma vorremmo dire, abbattere, ulteriormente i costi attuativi, nonchè di svincolarsi dal riconoscimento di diritti (royalties) al teatro che fornisce la prima installazione per la Half Digital.

L'argomento del diritto d'autore è di non poco interesse. Va detto che la proprietà intellettuale del disegno scenografico resta tutelata nella stessa misura e nelle stesse forme che regolano le realizzazioni tradizionali, sulle riprese/riproduzioni della scenografia virtuale, in termini di vantaggio contrattuale, i ridotti, ovvero nulli, costi di trasporto e di montaggio per ogni riutilizzo, nel breve volgere, è prevedibile conducano ad un congruo incremento di valore del prodotto realizzato in VSD, a tutto vantaggio della creazione intellettuale e nel mantenimento del risparmio per Fondazioni e Enti che ne acquisteranno la licenza di uso.
La flessibilizzazione di impiego apre opzioni innumerevoli che vanno dalla possibilità di ospitare sullo stesso palco persino più scenografie in uno stesso giorno, e, sul versante geografico, di realizzare la medesima messa in scena in più luoghi diversi contemporaneamente, e ovviamente sempre live, con musicisti, cantanti, direttori, ballerini, figuranti presenti sul palco e visibili mentre agiscono nello spazio 3D del Virtual Stage.

Un versante di grande impatto è il settore formativo; una informale indagine conoscitiva condotta intervistando direttori di conservatori e responsabili di orchestre giovanili e Opera Studio ci induce a ritenere il VSD un'applicazione vincente, soprattutto dopo un periodo di ammortamento dei costi di diritto d'autore di prima realizzazione di una scenografia e ancor più quando la tecnologia si porrà al servizio di giovani studenti di scenografia che potranno collaborare con Conservatori, Opera Studio, Accademia Nazionale di Danza e Scuole di Danza, nelle messe in scena di opere e balletti, anticipando opportunità che, nella più fortunata delle ipotesi, si sarebbero presentate ben oltre la conclusione del percorso di studio.
E' innegabile, altresì, che il potere agire sulle scene, virtuali, ma dall'aspetto reale, migliora la preparazione dell'arte scenica del cantante e potenzia la capacità di gestione dello spazio dell'allievo ballerino.

Una nuova prospettiva si annuncia anche per la stesura dei calendari di grandi festival estivi, poichè VSD offre la considerevole possibiità di rappresentare in giorni contigui più opere e balletti, con il risultato che l'offerta per lo spettatore turista si fa più appetibile, consentendogli in un arco di tempo di un breve soggiorno, di assistere ad un maggior numero di eventi diversi.

Siamo certi anche che la sperimentazione del Virtual Stage Design stimolerà nuove soluzioni e persino offrirà a giovani compositori, drammaturghi e coreografi, idee e scelte innovative, così come ogni nuova macchina teatrale ha suggerito nel corso di millenni, a partire del teatro greco.

Gli unici ostacoli alla diffusione della VSD sono la diffidenza e le logiche delle grandi spese per grandi firme: entrambi, è ragionevole supporre, sono in corso di abbattimento ad opera degli eventi internazionali e delle, purtroppo inevitabili, contrazioni dei finanziamenti per la cultura.
La risposta è meno manualità e più creatività.

 

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