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Fate, Janare e Streghe nella Foresta di Cuma Stampa E-mail
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Scritto da Melania Costantino   
Venerdì 28 Settembre 2012 17:14

La riscoperta della sinergia viscerale tra l’uomo ed il senso di appartenenza alla natura è stato l’obiettivo di un percorso suggestivo ideato e realizzato dall’ Associazione ‘Lo sguardo che trasforma e dalla Regione Campania S.T.A.P.F. Napoli.
I giorni 29 e 30 settembre 2012 divengono, pertanto, suggestivi momenti di incontro presso gli incantevoli percorsi della Foresta Regionale di Cuma, dove, attraverso performances teatrali, musicali e danzanti, nell’avvincente percorso ideato su racconti emblematici, gli spettatori sono stati condotti negli anfratti di luoghi sconosciuti ai più; grande impegno è stato profuso nel mettere i partecipanti nelle condizioni più favorevoli alla riscoperta di ciò che è connaturato all’essere umano nella sua totalità. Le messe in scena, quindi, sono state introdotte per mezzo di tali premesse: “Accorciare le distanze tra cittadini e natura”; uno  scopo lodevole e da avallare indubbiamente  con sentito entusiasmo.
È stata riferita, tra l’altro, proprio l’impellente esigenza di attuare tale rapporto, laddove recenti studi americani pare abbiano confermato i rischi di una nuova patologia, ovvero il Nature deficit disorder’, per cui i problemi legati all’ansia, alla depressione, alla noia, al bullismo dei giovani ed alla loro poca capacità alla concentrazione, costituiscono gravi conseguenze di una mancanza di contatto diretto tra l’uomo e l’ambiente. Una citazione mirata di Fulco Pratesi conclude egregiamente, poi, il senso dell’introduzione legata al primo dei due incontri: ‘Abbiamo molte più cose in comune con un albero che con un transistor’. ‘Streghe nella Silva Gallinaria al plenilunio’, non può che assumere una valenza dirompente, ove la commistione indissolubile tra natura e cultura diviene dato imprescindibile di una rinnovata consapevolezza che è alla base dello spettacolo ideato dall’Associazione, strettamente connessa alla pregevole opera di ‘Legambiente Neapolis 2000’. A tal proposito, l’accattivante comunicato stampa, afferma: ‘Sarete coinvolti in un percorso di suggestione naturale e culturale attraverso la foresta regionale di Cuma con performance di teatro, danza e musica celtica.  Evocheremo i più antichi rituali pagani concernenti la magia con incantesimi, invocazioni, scongiuri e leggende di un’antica tradizione orale italiana. Ascoltare questi brani, per lo più dedicati al Culto di Diana e di sua figlia Aradia, sarà un’esperienza di grande fascinazione che ci farà comprendere come la stregoneria sia un’esperienza culturale tramandata e praticata di generazione in generazione, e inoltre come assuma nel corso del tempo una valenza religiosa-pagana e mistica, con varie forme di iniziazione. 

Scelta, studio ed interpretazione dei testi ‘Il vangelo delle streghe’ di G. Leland, ‘Sud e magia’ di E. De Martino a cura di Cristiana Buccarelli.  Dopo un’ introduzione di Fiorella Capuano, i partecipanti-spettatori hanno condiviso attivamente i palpiti serrati delle rappresentazioni, circondati, durante il cammino, da alberi secolari e dalla vegetazione della Foresta di Cuma, mentre dapprima fate impertinenti ed allegre e, successivamente, streghe e Janare infide ed impietose, hanno recitato brani scritti da Tiziana Tirrito (Il Bosco delle Janare), Cristiana Buccarelli (Ero strega a ritroso nel tempo) e Giuseppina Dell’Aria (Le Streghe del nord).
Al suono delle egregie esecuzioni musicali di Arcangelo Michele Caso (Cello), Ettore Pavone e Maurizio Carbone (percussioni etniche), nonché di Maya Raggio (flauto), e per il canto e i movimenti ben ideati di Lina Liotti, Simona Perrella e Ambra Marcozzi, le voci recitanti di Tiziana Tirritto, Giudo Liotti, Cristiana Buccarelli, Katia Gagliano, Anita Pavone, Giuseppina Dell’Aria e Iole D’Antonio hanno creato un’atmosfera di notevole impatto emotivo.
La regia dello stesso Guido Liotti e le scenografie e gli allestimenti di Bruno De Luca hanno completato, poi, un itinerario di sincero interesse artistico. Seppure qualche problema organizzativo ha reso il tragitto talvolta incerto, la nobile ambizione di voler creare una piena unione tra gli spettatori e l’ambiente circostante, non può che far propendere per un obiettivo ben centrato. Al termine dello spettacolo, inoltre, è stato allestito un banchetto di ‘Cibo incantato – buffet a chilometro zero, idromele, vino buono e bocconcini incantati’.
Con l’auspicio che iniziative del genere abbiano presto una costante crescita, un plauso sincero va a tutti coloro i quali hanno dato vita ad una iniziativa importante ed estremamente carica di valenza artistica ed umana.

Melania Costantino

 

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