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Napoli Teatro Festival Italia 2013 gioca d'anticipo Stampa E-mail
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Scritto da Maria Raffaella Pisanu   
Venerdì 16 Novembre 2012 20:03

Il Napoli Teatro Festival Italia 2013 porterà nella sua sesta edizione la firma del direttore artistico Luca De Fusco ed è previsto dal 6 al 23 giugno 2013; in settembre si terrà soltanto il Premio Le Maschere del Teatro Italiano, da tre anni supportato dalla Fondazione Campania dei Festival.
Il programma completo verrà presentato come ogni anno in primavera, ma alla conferenza stampa tenutasi il 15 novembre 2012 sono stati annunciati 7 prime mondiali, 3 prime italiane e 30 spettacoli del nuovo Fringe, annuncio dettato dal fatto che, per la prima volta, la Fondazione Campania dei Festival, in collaborazione con l’Agis e presieduta da Caterina Miraglia, lavorerà alla promozione della manifestazione oltre i consueti confini regionali e nazionali, nella ben fondata convinzione che il turismo culturale sia uno dei punti di forza della città di Napoli. Pertanto nel 2013 il Festival non farà che proseguire la sua vocazione internazionale, dedicando spazi e particolare attenzione alla nuova drammaturgia e cogliendo l’occasione per rivalutare i luoghi sconosciuti della città.
Sarà il grande Maestro Peter Brook (per il secondo anno consecutivo al Napoli. Teatro Festival Italia) ad aprire la manifestazione il 6 giugno 2013 – continuando poi i due giorni successivi - con la prima mondiale di Le dépeupleur di Samuel Beckett, con il sostegno di Centre International de Recherche Thèâtrale. Lo spettacolo è un racconto inquieto di duecento esseri intrappolati in un formicaio. Beckett indubbiamente attira pubblico e comunque lo spaventa, lo infastidisce perché non offre soluzioni, non dà risposte, ma se lo si sa leggere con entusiasmo e buone dosi di coraggio diventa un ottimo punto di partenza, offre spunti risolutivi e creativi al di là della sua contagiosa facciata di pessimismo globale.
In prima mondiale si assisterà anche alla La bisbetica domata di William Shakespeare, prima regia italiana di Andrej Končalovskij (coproduzione Fondazione Campania dei Festival – Teatro Festival Italia, Teatro Stabile di Genova, Teatro Metastasio di Prato e Teatro Stabile di Napoli). Il regista russo, che ha realizzato diversi lavori per il cinema e il teatro internazionali, a proposito di Shakespeare commenta: “Così come Cechov, Strindberg o altri autori classici rappresenta sempre una sfida per un regista. Sono drammaturghi capaci di portare sulla pagina un mondo unico che non è sempre facile decifrare… proprio come la Vita stessa può essere interpretata in mille modi differenti". Accogliamo volentieri la provocazione di simili geni in attesa di godere del suo lavoro il 14 e 15 giugno 2013.
Prima mondiale anche per il Circo equestre Sgueglia il 21, 22 e 23 giugno 2013, firmato dall’argentino Alfredo Arias, invitato dal Teatro Festival Italia a realizzare appositamente uno dei testi più noti e amati del repertorio teatrale di Raffaele Viviani. I lavori di Arias uniscono la passione per la spettacolarità della rivista, del vaudeville e del musical all’interesse per i classici, e subiscono varie contaminazioni dal teatro musicale, proponendo il grottesco e la maschera così brillantemente adatti per l’allestimento di quest’opera, ambientata tra baracconi, giostre e trapezi e incentrata sulle alterne vicende della famiglia Sgueglia, metafora universale di un mondo povero e precario. L’ironia caustica e amara di Viviani verrà fatta rivivere in anteprima il 7 giugno 2013.
Lo spettacolo Spam, coproduzione di varie fondazioni italiane supportate dalla Fondazione Campania dei festival, porta l’impronta autoriale del drammaturgo argentino Rafael Spregelburd, cui si deve anche la regia. Il protagonista, dal nome vagamente politico, per una serie di intrecciate vicissitudini si troverà a fronteggiare intrighi esterni e a dover fare i conti con la propria interiorità. E’ un racconto pop, frammentato per coerenza con il caotico susseguirsi e stratificarsi dei pensieri del personaggio principale, che andrà in scena il 7 e l’8 giugno 2103.
La réunification des deux Corées, di Joël Pommerat, autore di punta del teatro francese contemporaneo è uno spettacolo di ampio respiro europeo in coproduzione franco-belga, e verrà presentato per la prima volta in Europa a gennaio all’Odéon-Théâtre de l’Europe per poi venire rappresentato a Napoli dal 6 all’8 giugno 2013. L’autore anticipa che la messinscena sarà come “un corridoio in mezzo a due montagne. Uno spazio più banale del cerchio, ma con il quale non mi ero mai confrontato. Lo spazio scenografico è il primo elemento drammaturgico dei miei testi. La fonte di ispirazione che traina la scrittura”, e a proposito del testo che “È un susseguirsi di istanti senza unità esplicita e coerenza narrativa. Assomiglia a una successione di piccoli frammenti funzionali, come delle storie, accomunate da un tema. E tuttavia non si tratta di un testo astratto”. Aumenta indubbiamente la nostra curiosità in merito al suo lavoro una dichiarazione simile.
Bobo-Dioulasso (22 e 23 giugno 2013), adattamento e regia di Jean-Louis Martinelli (a Napoli dopo cinque anni con uno spettacolo africano); si ispira al film Bamako (2006) di Abderrahmane Sissako: attraverso gli occhi di una coppia in crisi, si racconta il sorprendente processo di accusa della società civile africana alla Banca Mondiale e al Fondo Monetario Internazionale. Martinelli racconta con sguardo lucido e non retorico temi durissimi quali crisi finanziaria, corruzione, globalizzazione, in una produzione firmata da Fondazione Campania dei Festival – Teatro Festival Italia e Théâtre Nanterre-Amandiers.
Altra grande anteprima sarà l’Antonio e Cleopatra di William Shakespeare per la regia di Luca De Fusco, coproduzione tra Fondazione Campania dei Festival – Teatro Festival Italia, Arena del Sole, Nuova Scena – Teatro Stabile di Bologna e Teatro Stabile di Napoli, che si avvarrà del prezioso contributo musicale di Ran Bagno, già autore delle musiche dell’Antigone presentato nella quinta edizione del Festival. Il 9 e 10 giugno 2013 il regista darà vita a un oratorio musical-visivo di intenso impatto scenico, in cui si esalterà il rapporto tra la parola recitata e la musica che fa da contraltare. il ruolo di Antonio verrà affidato a Luca Lazzareschi, quello della Regina d’Egitto Cleopatra a Gaia Aprea, mentre Paolo Serra vestirà i panni del consigliere Enobarbo e Giacinto Palmarini quelli del triumviro Ottaviano.
In prima mondiale si vedrà poi l’israeliana Vertigo Dance Company, reduce dai successi napoletani del 2012, che il 22 e 23 giugno porterà in scena Vertigo 20 ( per rendere omaggio ai vent’anni di attività della compagnia: fondata nel 1992 da Adi Sha’al e Noa Wertheim). Sin dall’inizio Vertigo ha creato performance fortemente evocative ispirate alla natura e agli elementi, capaci di dar vita a uno spazio fisico di incontro tra danzatori e spettatori attraverso viaggi sorprendenti e stimolanti in territori sconosciuti. In bilico tra sfera pubblica e privata, la coreografa Noa Wertheim percorre un difficile sentiero temporale fisicamente incerto tra reale e surreale, esplorando le possibilità espressive del corpo dei danzatori in un ventaglio di immagini che oscillano dalla vivacità alla malinconia. Come un processo rituale, questo lavoro attrarrà per la sottesa spiritualità e il carattere spettacolare.
Tra le prime italiane ci sarà Desdemona (18 e 19 giugno 2013), coproduzione euro-americana per la regia di Peter Sellars, i cui allestimenti di classici (da Mozart a Shakespeare) sono famosi per venire allestiti in chiave totalmente anticonformista. Il suo interesse per la sperimentazione di nuovi linguaggi le tecniche teatrali orientali lo hanno portato a creare uno spettacolo in collaborazione con la scrittrice afro-americana Toni Morrison e la cantante malese Rokia Traoré che si presenta come un viaggio attraverso i continenti e le culture. Prendendo spunto dalla fine dell’atto IV dell’Otello, Sellars dà vita a un dialogo immaginario tra Desdemona e la sua balia, quella “Barbary” che in inglese elisabettiano indicava l’Africa che Shakespeare non ha mai conosciuto. Lo spettacolo ha già riscosso diversi successi sui più importanti palcoscenici internazionali, tra cui Los Angeles, New York e Parigi.
Lo spettacolo del coreografo di fama internazionale José Montalvo dal titolo provvisorio Trocadero (13 e 14 giugno) si inserisce nel suo progetto di ricerca in cui la scrittura coreografica (nutrita di danza classica, hip hop, danza contemporanea, africana, flamenco, circo e teatro) indaga sul rapporto tra reale e virtuale, tra visivo e immaginato. In Montalvo traspare un forte gusto per il barocco e la mescolanza di generi e culture, elementi che in alcuni spettacoli hanno reso difficile allo spettatore capire cosa fosse reale e cosa no. A detta del coreografo, il suo lavoro “che mette a confronto la grammatica del gesto della commedia dell’arte con le pratiche corporali della danza urbana contemporanea”. , lui che ancora è in fase creativa e di ricerca sperimentale intende realizzare uno spettacolo dinamico e divertente, perché “il corpo comico è il corpo dell’umanità”.
Nel 2013 il Napoli Teatro Festival Italia verrà impreziosito dalla nuova edizione di E45 Napoli Fringe Festival, sezione del Festival nata nel 2009 con un’edizione sperimentale e debuttante nel 2010 con la sua prima edizione ufficiale. Ispirato ai modelli di Fringe diffusisi nel mondo a partire dal primo Fringe di Edimburgo del 1947, tra le sue linee-guida vi è quella di affiancare al cartellone ufficiale del Napoli. Teatro Festival Italia un programma collaterale di spettacoli presentati da compagnie indipendenti e di recente formazione, selezionate attraverso un bando di partecipazione. Lo scopo è evidentemente quello di offrir loro la possibilità di presentare il proprio lavoro in un momento di particolare attenzione da parte di pubblico e critica, sottoponendo il loro operato anche al vaglio di valenti operatori presenti per il festival ufficiale.
La Fondazione Campania dei Festival, in collaborazione con Interno 5, che ne cura produzione esecutiva e organizzazione, mette a disposizione delle compagnie spazi e teatri di Napoli dotati di tecnologie e attrezzature all’avanguardia nonché di personale tecnico ben preparato; supporterà inoltre la promozione e la comunicazione del cartellone di Fringe corrispondendo alle compagnie il 100% dell’incasso ottenuto dalle repliche.

La novità è che da giugno 2012 il Fringe si evolve diventando un evento biennale. Anche la selezione delle compagnie, prevista in passato unicamente su materiale video e cartaceo, è stata oculatamente sostituita da una presentazione dal vivo di estratti degli spettacoli della durata di 10 minuti valutati di fronte a una giuria di direttori di teatri e festival di vastità internazionale avvenuta presso il Teatro Niccolini dell’Accademia di Belle Arti di Napoli. Inizialmente sono stati selezionati 70 studi, 30 dei quali sono stati scelti dalla giuria per debuttare (con lo spettacolo in versione definitiva) nel programma del Fringe a giugno 2013; il contributo previsto alla produzione è di 5000 Euro.
Sei le compagnie napoletane scelte: la Compagnia Danza Flux, Flegreinarte, Francesco Colaleo, Hermit Crab-Rosso Simona e Fortunato Cerlino, Nerosesamo e Petraio produzioni; parteciperanno poi una compagnia di danza gallese, la Sioned Huws, una compagnia di danza italo-olandese, Annika Pannitto; altre quattro compagnie di danza (Egribiancodanza, Eleonora Ciocchini/Artisti Associati Sosta Palmizi, Ibicultura e Muxarte, nO -Dance first. Think Later); e ancora una compagnia di teatro sensoriale, l’Officina Sensi, in collaborazione con BABEL CREW, un gruppo internazionale che lavora sulle disabilità motorie causate da disturbi neurologici o psichici (Looking for Michele/Ludwig), e un lavoro firmato da Michele Cremaschi che si avvale dell’utilizzo di ologrammi, sicuramente molto interessante e innovativo. Altri lavori in concorso sono quelli di Andrea Cosentino, del coreografo Sioned Huws e delle compagnie Atir, Babygang,Carullo-Minasi, Esiba Teatro, ETTORE_teatro al kg, La ballata dei Lenna, Macelleria MO.Lem, Nerosesamo, Quartiatri, Roberta Nicolai, SenzaFissaDimora, Teatro Sonenalé e Fusiello/Riola ,Teatro Rebis, Terry Paternoster e Collettivo InternoEnki, e infine Vico Quarto Mazzini e Teatro Minimo,
Tutto quel che ruota quest’anno attorno al Napoli Teatro Festival Italia intende mantenere il carattere cittadino della manifestazione (con gli spettacoli presentati in prima mondiale nei teatri napoletani) allargando contemporaneamente la propria azione nella regione, dal momento che le produzioni saranno allestite con prove aperte in teatri della Campania. In più, l’efficace sistema di coproduzioni con teatri stabili di prima grandezza aumenta il pregio e il carattere internazionale dell’intera operazione.
Attori, danzatori, tecnici, musicisti napoletani italiani e stranieri, pur mantenendo il carattere internazionale del Festival, lo radicheranno maggiormente sul territorio, offrendo agli artisti italiani una straordinaria occasione di esperienza e crescita artistica.
Il carattere di “prime mondiali” di molti spettacoli aumenta la rilevanza del Festival determinando un reale meccanismo di turismo internazionale e rafforzando quello di turismo italiano, dato che tutti questi lavori saranno presentati per ora solo nel cartellone napoletano e non saranno visibili in altre città italiane. Una rassegna così anticipatamente e adeguatamente organizzata pone il Festival non più sul piano esclusivo di “vetrina” ma soprattutto su quello, ancor più prestigioso, di “produzione”. Il direttore artistico De Fusco auspica una grande affluenza di pubblico, un positivo riscontro da parte del turismo culturale e conta sulla necessaria collaborazione di tutto il settore mediatico.
Nei prossimi mesi il cartellone sarà arricchito da altri spettacoli, dando largo spazio alle compagnie napoletane secondo un disegno che dovrebbe comunque privilegiare l’aspetto qualitativo piuttosto che quantitativo delle produzioni. In questo senso, gli spettacoli che andranno ad aggiungersi dovrebbero inserirsi in tre filoni così definibili: un focus su teatro e danza francese che vedrà tornare a Napoli anche alcuni artisti partenopei che hanno trovato il successo in Francia; un focus africano, e un evidente primo piano sulle donne di Shakespeare.
Nel primo focus si inseriscono gli spettacoli di Montalvo, Martinelli, Brook, Arias; nel secondo quelli dello stesso Martinelli e di Sellars; per quanto concerne il terzo gruppo, esso comprende le intramontabili figure di Cleopatra, di Caterina e di Desdemona.
Quest'anno il numero di spettacoli è inferiore, ma nella rassegna Fringe diversi lavori saranno presentati in luoghi teatrali inusuali, proseguendo con la consuetudine già precedentemente intrapresa di valorizzare il patrimonio architettonico e paesaggistico della città di Napoli.

 

Maria Raffaella Pisanu

 

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