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Scritto da Melania Costantino   
Venerdì 21 Dicembre 2012 01:01

Da un curriculum ricco di spessore artistico, ritorna - in maniera eccelsa - Gigi Savoia.

La peculiarità, però, della messa in scena proposta in cartellone dal 25 dicembre 2012, si unisce ad un meraviglioso evento, ovvero la riapertura del Teatro Politeama in Napoli.

La città partenopea si arricchisce, dunque, di un nuovo avamposto dell’arte, verso cui eccelsi protagonisti di tale universo, quali, per l’appunto, Gigi Savoia, Maria Basile Scarpetta, Renato De Rienzo e Antonio Casagrande, si muovono al fine di arricchire i cittadini di stimoli preziosi ed autentici.

Ditegli sempre di sì’, ridonda come un boato sublime, ove, Eduardo De Filippo, ivi imprimendo buona parte della sua genialità, spiega in volo la sua voce lontana, ma limpida e chiara.

L’intellettuale-artista napoletano, rivive, pertanto, in questa nuova rappresentazione.

Rivive, però, attraverso una prospettiva inedita, dalla cui angolazione, il pensiero dell’autore – si rammenta, appena ventisettenne, - non risulta falsato.

L’opera scritta con arguzia ed ingegno strutturale impeccabile, attraverso l’esplicitazione del sotteso di cui è intrisa l’amara commedia, non manca di note di regia atte – effettivamente – ad illustrarne la precisione contenutistica e stilistica:

Il testo di Eduardo scritto nel 1927, evolve nel tempo e nel linguaggio fino ad arrivare a noi “uomini di questo tempo”. Un tempo, il nostro, dove il linguaggio si fa, se possibile, ancora più confuso di allora, l’uso non corretto e “furbo” della parola oggi imperversa sia nelle discussioni salottiere, che nell’uso spicciolo e quotidiano ma soprattutto nella politica che ne piega i significati allo scopo di raggiungere obiettivi e risultati.

 

La lingua è usata per ottenere favori, regalie etc.. è di fatto una lingua svilita che ha bisogno sempre di essere interpretata. Oggi come allora il significato delle parole si scontra con il significante che quelle parole si trascinano dietro. Michele Murri torna di nuovo tra noi per riposizionare l’esatto significato delle cose dette, usa ancora una volta l’espressione di “parola adatta”, che costringe ognuno ad uscire fuori dai ruoli e dalle ipocrisie, sovvertendo quella pace sociale così faticosamente conquistata dai personaggi di “Ditegli sempre di sì” ma allo stesso tempo così fragile ed instabile.

 

La pazzia e la “normalità” in questo mirabile testo sono continuamente rovesciate. Michele Murri entra dalla porta della “normalità” di casa Lo Giudice e inizia un viaggio come gli eroi delle favole che lo porterà ad incrociare un’umanità che annaspa affannosamente.

 

Eduardo ancora una volta ci mostra il teatro del mondo, vi partecipa, se ne distacca, ne rovescia la visione, quello che credevamo sano e buono ci si mostra nella sua più completa evanescenza.

 

Michele/Eduardo funge da detonatore e costringe tutti gli altri ad uscire allo scoperto, mostrandoci tutte le loro miserie e soprattutto la loro inadeguatezza del vivere.

 

Michele riconosce nel suo alter ego Luigi Strada, “l’attore”, la sua pericolosità sociale e ce la indica fino ad affermare, lui pazzo vero - Tu sei pazzo, tu devi essere rinchiuso in manicomio, tu sei un pericolo per la società. La gente ha paura di te, hai capito? Gli amici, i parenti, la famiglia ti possono compatire… ma ad un certo punto si rassegnano e ti abbandonano, vattene al manicomio.” In una mimesi totale, inquietante e pericolosa.

 

Una “commedia nera” soprattutto nel secondo atto dove Michele Murri da vita ad una serie di azioni crudeli che culminano nel tentativo di decapitare Luigi Strada per salvarlo dalla pazzia. L’azione si fa serrata e costringe tutti i partecipanti a fare i conti con l’implacabile logica e rigore del protagonista, fino all’arrivo della sorella che svelando la reale follia di Michele rimette tutti i tasselli al loro posto.

 

Ho sempre trovato in Eduardo una capacità chirurgica di operare ed incidere sulla società civile leggendo la realtà senza pietismi o facili entusiasmi, ho sempre percepito la sua inesauribile volontà di essere “esatto e “vigile” su un’umanità che chiede continuamente di essere aiutata, capita, compresa ma che proprio per questo dimentica che la responsabilità individuale è il fondamento di ogni vivere comune” (Maurizio Panici).

Lo spettacolo, – prodotto dalla Campania Global Entertainment Produzioni – , non pecca, quindi, di generosità, a dimostrazione di cui, Attori del calibro dei già citati Gigi Savoia, Maria Basile Scarpetta, Renato De Rienzo e Antonio Casagrande, saranno affiancati da ulteriori eccelsi artisti, ovvero: Massimo Masiello, Vincenzo Merolla, Francesca Ciardiello, Vincenzo D’Aniello, Felicia Del Prete, Livinia Limone e Massimiliano Rossi.

La storia di ‘Michele’ subirà, così, l’impronta di interpreti ineccepibili, per cui, le scenografie di Renato Lori, le luci di Franco Ferrari, le musiche di Antonio Sinagra ed i costumi di Lucia Mariani, risulteranno essere degno complementi di una piéce impeccabile.

L’appuntamento, dunque, è presso il Teatro Politeama di Napoli dal 25 dicembre 2012, cosicché,Ditegli sempre di sì’, possa porre l’accento - senza dubbio - sull’essenza di un meraviglioso Natale.

 

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