Ediz. n.242 - 09.10.16

Partnership

Sostieni
Oltrecultura
e sarai visibile a  1 milione di  contatti !
scrivi a
commerciale


di mary
Via Oslavia , 44 - 00195 Roma
 +39 063208224
lallegrettodischi@yahoo.it


minabottesini@libero.it

+39 3392394093

 

 

 


Luigi Petrosino - Grafico e Pittore

 

Bottega Federiciana delle Arti

 

 

Dove saremo

Area Riservata

Corelli e il Concerto grosso, l'Europa e Napoli Stampa E-mail
Oltrecultura: Recensioni Musica © - Cameristica ®
Scritto da Dario Ascoli   
Martedì 11 Giugno 2013 09:08

(in progress) Quante ricorrenze in questo 2013! Verdi, Wagner, Britten e finisci col dimenticare Gesualdo da Venosa e poi Poulenc, certo, e alla fine un gigante delle musica barocca quasi non trova spazio; parliamo di Arcangelo Corelli (Fusignano, 1653 – Roma, 1713).
Il Conservatorio San Pietro a Majella di Napoli ha onorato il musicista "padre" del Concerto Grosso e della "Sonata da Chiesa" , il 7 giugno 2013, con un programma intitolato "Corelli e il Concerto Grosso in Europa", eseguito dall'Orchestra del Laboratorio di Musica Antica, in collaborazione con i Dipartimenti di Musica Antica dei Conservatori di L'Aquila, Novara, Torino e Roma.
Non solo opere del Maestro di Fusignano, di cui è stato eseguito il Concerto Grosso in re maggiore, op.6 n.4, ma anche di musicisti europei, coevi e successivi come Georg Muffat (1653-1704) con la Sonata II e la Passacaglia dalla Sonata V da "L'Armonico Tributo"; Wilhelm van Wassenaer (1692-1766) con il Concerto Grosso n.1 in Sol maggiore e Charles Avison (1709-1770) con il Concerto Grosso n. 5 in re minore, su Domenico Scarlatti.
I docenti, che hanno preso parte attiva all'esecuzione sono Olivia Centurioni (Conservatorio di Napoli), Nick Robinson (Conservatorio di Novara), Geppino Guida (Conservatorio di Napoli), Marco Ceccato (Conservatorio di Porto, Portogallo), Evangelina Mascardi (Conservatorio di Pesaro).
"L'orchestra è frutto dell'intenso lavoro del Laboratorio di Musica Antica, nato dall'istituzione del Master di Musica Antica di II livello, che il primo ad essere istituito in un conservatorio italiano, evidenziando, ancora una volta, che il nostro Conservatorio è all'avanguardia nell'offerta formativa" afferma il direttore Elsa Evangelista.
La figura del compositore emiliano, trasferitosi a Roma alla corte della regina Cristina di Svezia, mecenate ed esule volontaria nella Città eterna, ha dato nome e ispirazione al progetto, la cui artefice è stata Olivia Centurioni, violinista e didatta di livello internazionale, ma soprattutto, energica ed entusiasta promotrice di attività dei suoi allievi.
Il felice incontro del Maestro Centurioni con la Direttrice del Conservatorio San Pietro a Majella, Elsa Evangelista, ha permesso la realizzazione di un concerto, giunto a termine di un laboratorio, che persino addetti ai lavori hanno definito memorabile.
Corelli, Muffat, Avison e van Wassenaer gli autori che figurano nel programma del concerto del 7 giugno 2013 nella Sala Scarlatti del Conservatorio San Pietro a Majella.

Charles Avison: "Concerto grosso n.5"

 

Interessante il legame di Corelli con Napoli, testimoniato dal ritrovamento di un manoscritto di un Concerto a quattro, recante la dicitura "non date alle stampe"; della stessa composizione, la copia rinvenuta nella Library of St. Michael's College of Tenbury, la indica come "Sonata a 7" , ovvero come concerto grosso.
La forma del Concerto grosso, che fu portata alla massima espressione da Corelli, contrapponendo Concertino a Tutti, ovvero, si presta a mettere in luce le qualità degli strumentisti e, perciò, oltre al fascino della composizione in quanto tale, presenta una valenza didattico-formativa di assoluto rilievo.
Le cronache dell'epoca corelliana ci informano che, diversamente dalle consuetudini dei nostri giorni, l'organico impiegato era di dimensioni rilevanti, potendo arrivare, in alcuni casi, persino a cinquanta elementi, includendo i fiati, ma non di rado si utilizzavano oltre venti strumentisti e il continuo era molto ricco, essendo doppio e prevedendo per ciascuno cembalo, organo positivo, tiorba, violoncello, violone e contrabbasso.

Georg Muffat (Megève, 1º giugno 1653 – Passavia, 23 febbraio 1704) dalle sue origini e dalla formazione italiana, francese e austriaca, ricavò una grande versatilità e varietà stilistica.
Divenuta francese la sua terra natale, l'Alsazia, Muffat si trasferì a Parigi, dove fu allievo di Jean-Baptiste Lully.
I conflitti franco-tedeschi lo portarono prima a Salisburgo, poi a Roma, dove ebbe modo di perfezionarsi con Bernardo Pasquini e dove venne in contatto con Arcangelo Corelli, dal quale apprenderà la scrittura per archi, che fino a quegli anni, 1685, aveva occupato un posto marginale nel catalogo compositivo del musicista, essenzialmente di formazione organistica.
A lui si deve la diffusione in area tedesca del concerto grosso italiano.
Diversa formazione per l'inglese Charles Avison (Newcastle upon Tyne, 1709 – Newcastle upon Tyne, 1770), organista anch'egli, ma, come spesso accade ai compositori britannici, di formazione totalmente straniera, essendosi formato con Francesco Geminiani, dopo avere ricevuto le basi dai suoi genitori, entrambi musicisti.
Avison fu profondo teorico della musica e raffinatissimo conoscitore dello stile tardo-barocco.
Non brillante per estro compositivo, tuttavia, le sue più celebri composizioni, i 12 Concerti Grossi su temi di Domenico Scarlatti, sopperiscono la debole fantasia con l'eccellente tecnica compositiva.
I suoi contemporanei non poterono certo lodare l'originalità di brani nati già "datati", ma a distanza di secoli quel che rimane è una raccolta di opere ispirate a temi di grande fascino elaborati con sapienza e dottrina esemplari.
Sonorità napoletane e iberiche distillate in forma di concerto grosso corelliano, da un musicologo inglese. Se non è Europa questa..
Avison ha avuto il merito di aver pubblicato il primo trattato di critica musicale in lingua inglese nativa: "An Essay on Musical Expression" e il coraggio di assumere posizioni contrarie ad Händel, musicista adottivo inglese e idolatrato nell'isola britannica.
Unico Wilhelm van Wassenaer (Delden, 1692 – L'Aia, 1766) è stato un nobile diplomatico e compositore dilettante olandese.
I viaggi compiuti nei paesi europei permisero a van Wassenaer di venire in contatto con i più grandi compositori, così che egli divenne in grado di scrivere "alla maniera di", al punto che alcune partiture composte in stile napoletano, e, ora possiamo affermarlo con certezza, dal nobile olandese, vennero attribuite a Giovan Battista Pergolesi, dopo qualche decennio di temporanea attribuzione a Carlo Ricciotti.
il manoscritto dei sei concerti, rinvenuto nel 1979, nel castello di Twickel reca una introduzione autografa di van Wassenaer che recita: "Partition de mes concerts gravez par le Sr. Ricciotti " (Partiture dei miei concerti trascritte dal Sig. Ricciotti).
Dagli studi musicologici circa l'attribuzione di quei brani è derivata la stima di cui oggi gode Wilhelm van Wassenaer.

Wilhelm van Wassenaer: "Concerto grosso n.1"


Passando a dar cronaca della eccellente esecuzione, vale precisare come molti fossero gli strumenti "antichi" adoperati, copie di esemplari di epoca o solo rimontati all''antica, mentre la quasi totalità degli archi era di tipo barocco.
Olivia Centurione, Nick Robinson, Geppino Guida, Marco Ceccato  ed  Evangelina Mascardi sono stati dei leader che hanno saputo abbinare carisma di musicista a qualità didattica, trasferendo, inoltre, un entusiasmo nel fare musica insieme che è emerso negli atteggiamenti della numerosa orchestra e, soprattutto, nei risultati musicali.
Nitide, intonate le messe di voce, coerenti i fraseggi e le inuguaglianze, stilisticamente appropriate le diminuzioni e sempre ben individuabili ed efficaci le "direzioni" delle frasi.
San Pietro a Majella e le Istituzioni che in esso sono confluite in cinque secoli, ha un passato glorioso, esso è patrimonio di orgoglio, ma è altresì un valore che possiede un'attualità tutta da valorizzare, in senso non archeologico, ma filologico; non casualmente da Napoli, da Toni Florio (che di San Pietro a Majella è docente da decenni) e dai suoi Turchini ha preso le mosse la rinascita della musica antica in Italia, contendendo un primato fino agli anni '70 appannaggio di paesi di oltralpe.

Dario Ascoli


 

 

Lettori nel 2016

mod_vvisit_countermod_vvisit_countermod_vvisit_countermod_vvisit_countermod_vvisit_countermod_vvisit_countermod_vvisit_countermod_vvisit_counter
Verificati > 1 milione di lettori nel corso del 2015 -------------------- Previsti > 1.200.000 lettori nel corso del 2016