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Scritto da Maria Raffaella Pisanu   
Martedì 25 Giugno 2013 14:04

 

La Stagione 2013-2014 del Teatro Bellini di Napoli avrà inizio il 25 ottobre 2013 con lo spettacolo La Grande Magia, commedia, fino pochi anni or sono, poco nota di Eduardo prodotta da Teatro Stabile dell'Umbria - EllediEffe e interpretata dalla Compagnia di Teatro di Luca De Filippo.
In scena fino al 3 novembre 2013, questo testo un po’ disilluso mette in scena le dinamiche del destino come fossero "magia", secondo la stessa visione dell'autore, a significare che “la vita è un gioco […] sorretto dall’illusione, la quale a sua volta deve essere alimentata dalla fede”, rappresentazione surreale del rapporto tra il mondo del teatro e quello degli spettatori, due realtà fondamentalmente complementari.
“Sik Sik” la prossima stagione verrà proposto anche al Teatro Nuovo, interessante confronto di stili, direzioni artistiche e intenzioni.
Dal 5 al 10 novembre 2013 andrà in scena La Corte Ospitale, viaggio onirico in una terra caotica benché natia, diario, disegno scenico in attesa di diventare un film, per ora concerto popolare lirico e umoristico condotto da un variegato poliedrico Paolo Rossi,
uomo che non deve chiedere più... anche perché da un po’ di tempo mi dicono sempre di no”, come gli piace definirsi.
A seguire, i festeggiamenti per i 25 anni del Teatro Bellini proseguiranno (dal 12 al 17 novembre 2013) con la straordinaria presenza della Mummenschanz Foundation (I Musicisti del Silenzio, organizzazione no-profit che promuove il teatro non verbale), compagnia con sede in Svizzera che invece prosegue le celebrazioni, iniziate dal 2012, per il suo 40° anniversario con un tour internazionale. Gli sketch proposti dal gruppo, diretto da Floriana Frassetto e Bernie Schürch e fondato, nel ’72, anche da Andres Bossard (deceduto vent’anni dopo), sono entusiasmanti, geniali, fantasiosi, adatti a un pubblico di tutte le età. Assolutamente consigliato.
Teatro de Gli Incamminati e Teatro Stabile di Brescia presenteranno poi uno spettacolo diretto e interpretato da Franco Branciaroli, Servo di scena di Ronald Harwood, omaggio all’Inghilterra del secondo dopoguerra e a Shakespeare, storia di un attore di secondo rango vittima di un’inesorabile decadenza psicofisica accudito in modo commovente da un fedele servo di scena.
Vero e proprio inno al teatro che resiste nei tempi più bui e difficili, questo dramma sarà in scena dal 19 al 24 novembre 2013.
Sarà poi la volta di Don Giovanni - Vivere è un abuso, mai un diritto, diretto e interpretato da Filippo Timi, che calcherà le scene del Bellini dal 29 novembre all' 8 dicembre 2013.
Prodotto da Teatro Franco Parenti e Teatro Stabile dell'Umbria, questo Don Giovanni rappresenta un’umanità volubile, finalmente priva di sensi di colpa e libera dalla cecità dei tanti errori commessi, ma pienamente consapevole della propria meschinità – purtroppo – solo in punto di morte. Le donne che girano attorno al Don Giovanni gli fanno sì guadagnare l’inferno, ma pure una libertà straordinaria: quella di ritrovarsi, sempre e comunque, se stesso.
Con Ricorda con rabbia andranno in scena le vicende personali di quattro giovani
smarriti, incapaci di vivere il proprio tempo e la propria esistenza, ciascuno a suo modo più o meno consapevolmente 'arrabbiato' per questo.
Tragedia umana che si fa paradigma di un'intera generazione, foriero di un’inquietudine profonda, questo testo di cocente attualità, benché scritto da Osborne più di sessant’anni fa, denuncia la mania globale di immolarsi al "Guadagno" come la più terribile minaccia alla creatività umana. Gli “arrabbiati” Daniele Russo e Stefania Rocca saranno diretti, dal 5 al 10 dicembre 2013, da Luciano Melchionna, direttore artistico dell’Accademia Teatrale,  le cui prossime audizioni avranno inizio da ottobre 2013.
Farà sognare e danzare con i ballerini del Balletto di Mosca “La Classique”, dal 20 al 22 dicembre 2013, l’intramontabile favola natalizia Lo Schiaccianoci, capolavoro dell’Ottocento, metafora psicoanalitica del passaggio dall’infanzia all’adolescenza, storia senza tempo in contemplazione di meraviglie e asperità della vita. Nella musica composta da Čajkovskij tra il 1891 e il 1892, il Balletto di Mosca “La Classique” riporterà fedelmente al pubblico lo splendore delle coreografie originarie di Ivanov, con i costumi e sotto la direzione artistica di Elik Melikov e le scenografie di Evgeny Gurenko, un lavoro rinnovato, ricco di dettagli e particolari a dare una veste raffinata ed elegante all’allestimento.
Durante le festività natalizie sarà Nino D'Angelo a occupare il teatro - in seguito al grande successo riscontrato nelle ultime due stagioni - con uno spettacolo sul quale al momento vige un assoluto riserbo, ma che certamente non mancherà di suscitare il solito interesse.
In seguito, dal 14 al 19 gennaio 2014 Sergio Rubini, Michele Placido e Pier Giorgio Bellocchio interpreteranno un classico del teatro moderno, lo Zio Vanja, diretti da Marco Bellocchio, artista notoriamente impegnato per l’essenza laica e libera dell’arte che in quest’occasione riporterà al pubblico le atmosfere inquiete e sospese, anticipazioni del teatro novecentesco, del grande Cechov.
Tornerà poi Luciano Melchionna con l'irresistibile D.A.D.P. , format suo e di Betta Cianchini che negli anni ha ottenuto eccellente riscontro di pubblico; il Bellini diventerà uno spazio dove il sacro della ritualità si fonderà col profano della “prostituzione” dei più svariati artisti. L’atmosfera felliniana di questo grande “carrozzone” conquista, diverte e trascina in una kermesse tutta da godere, ogni volta diversa, sempre entusiasmante.
Dopo un’esperienza così colorata, il Bellini continuerà un po’ sulla scia del paradossale proponendo, dal 12 al 16 febbraio 2014, Antonio Rezza e Ivan Bellavista in C7-14-21-28, scritto a quattro mani con Flavia Mastrella in collaborazione con la Fondazione Teatro Piemonte Europa e TSI - La Fabbrica dell’Attore del Teatro Vascello, strampalata rappresentazione di “malesseri in doppia cifra che si moltiplicano fino a trasalire”, storia di un uomo affascinato dallo spazio che diventa numero, magari lottando per non diventare lui stesso un numero all’interno di complicati meccanismi burocratici che ne annientano la dignità.
Dal 18 al 23 febbraio 2014 una co-produzione Emilia Romagna Teatro Fondazione, Teatro Stabile del Veneto e Fondazione Teatro Metastasio di Prato con Il servitore di due padroni, commedia goldoniana incentrata sul tema della menzogna al punto da mentire agli stessi spettatori, dramma che rappresenta la più globale falsità e mercificazione. Questo spettacolo di Antonio Latella, con drammaturgia di Ken Ponzio, farà riflettere su quanto amore e denaro governino le dinamiche dell’esistenza.
La settimana teatrale dal 25 febbraio al 2 marzo 2014 vedrà Elio De Capitani impegnato a dirigere Improvvisamente, L'estate scorsa di Tennessee Williams, profonda indagine sulla società americana del secolo scorso e sui retaggi che la nostra storia attuale ne ha registrato, storia di deliri collettivi e irrisolti misteri familiari.
Dal 4 al 9 marzo 2014 Fondazione Teatro Stabile di Torino, Teatro Metastasio Stabile della Toscana, Emilia Romagna Teatro Fondazione e NestT presenteranno il dramma Educazione Siberiana, tratto dall’omonimo best-seller di Nicolai Lilin da cui Salvatores ha anche tratto un film, vicenda appassionata diretta da Giuseppe Miale di Mauro che mette a confronto i biechi valori criminali con esperienze positive quali l’amicizia, la lealtà, la condivisione dei beni. Ne sarà principale interprete Luigi Diberti.
Dal 14 al 23 marzo 2014 il tono si alleggerirà con le straordinarie esibizioni di Slava Polunin, clown di fama internazionale capace di una creatività illimitata, maestro eccellente e artista capace di inventare cose e storie sempre nuove, al punto di estrapolare le sue clownerie dal mondo circense e portarle nelle strade prima e nei più grandi teatri del mondo poi.
In ultimo, Dall'1 al 13 aprile 2014, un evento imperdibile, prodotto dal Teatro Bellini in collaborazione col Teatro Stabile di Napoli: Arancia meccanica, in cui le musiche di Morgan accompagneranno la regia di Gabriele Russo nel racconto in prima persona di un quindicenne tanto forte quanto indifendibile, narratore improbabile delle proprie disgrazie, personaggio brillante ma pericoloso che riesce a convincere in modo destabilizzante lo spettatore della propria innocenza prima, durante e dopo le sue terribili malefatte. Come ben noto già dal capolavoro di Kubrick, l’epilogo di questo dramma porrà al pubblico diversi spunti di riflessione.

Maria Raffaella Pisanu

 

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