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Ricordando Franca Rame al Ghirelli di Salerno Stampa E-mail
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Scritto da Marisa Paladino   
Domenica 21 Luglio 2013 20:49

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Il 18 luglio 2013 a Salerno una serata dedicata a Franca Rame, se fosse ancora qui in questa data compirebbe 84 anni. Intanto è difficile non citarli insieme, stessa cosa parlando di Dario Fo, e insieme a quattro mani, nel 2009 raccontarono la loro vita appassionata e piena di esperienze nel libro Una vita all'improvvisa (Guanda Editore), nella quale impegno politico ed amore per il teatro furono inscindibili per entrambi.
Lei nata da una famiglia lombarda di antiche tradizioni teatrali e lui che piantò il Politecnico per fare il commediante, si conobbero nel 1951 e quell'ignaro "lungagnone dinoccolato e sorridente" non immaginerà mai che, molti anni dopo nel 1997, gli sarebbe stato assegnato il Nobel per la Letteratura.
La  Fondazione Salerno Contemporanea all'Arena Teatro Antonio Ghirelli ha reso omaggio a Franca Rame con una serata ricca di voci, immagini, racconti e teatro, scoprendo anche la targa che la poetessa siriana Miriam Al-Masri, altra combattente per i diritti delle donne e degli umiliati del mondo, le ha dedicato. Il filmato in apertura è un'intervista dell'artista, intervallato da pezzi teatrali, scene che la ritraggono con il famoso compagno, ne vien fuori una verve satirica, ricca di riflessione politica e di impegno in difesa delle donne, riversata in testi spassosi, drammatici o grotteschi, che la stessa autrice mette in scena con fluidità e naturalezza.

E, tra i più drammatici,  Lo stupro che l'artista subì, come sopruso politico che di genere, da cui il testo teatrale, portato in scena con l'immedesimazione di chi quella ferita ce l'ha dentro, nell'incapacità di staccarsene, un urlo contro la vigliaccheria umana e l'odiosità per questo tipo di violenza.
Fu anche Senatrice della Repubblica con l'IDV, dall'aprile 2006 al gennaio 2008, e l'on. Marina Sereni, Vice Presidente della Camera dei Deputati, intervenendo ne ha ricordato l'impegno, come ha fatto l'Associazione Se non ora quando attiva nella riflessione del ruolo della donna, nella società e nella politica, che si batte contro le discriminazioni ed modelli lesivi della dignità femminile. Franca Rame fu a Salerno nel 1982 con lo spettacolo Clacson pernacchie e trombette, scritto con Dario Fo, e intervistata raccontò del loro impegno in Soccorso Rosso, a raccogliere fondi con gli spettacoli teatrali, a favore di fabbriche occupate (negli anni di esordio dell'organizzazione) e dei detenuti "politici". "Eravamo una spina nel fianco del teatro tradizionale" così sottolinea i loro ruoli, in prima linea, nella lotta per i diritti dei più deboli.

Il momento più atteso della serata è stato il monologo recitato dall'attrice napoletana Rosalia Porcaro e regia di Enrico Maria Lamanna, dal titolo Una donna sola, tratto dalla raccolta di testi satirici Tutta casa, letto e chiesa (1977) sulla condizione femminile, scritti e messi in scena da Franca Rame e Dario Fo,  per l'interprete un salto dai suoi ruoli comico-cabarettistici ad personaggio, tra il comico ed il disperato, quello di Maria, casalinga del nord Italia, "reclusa" in casa dal marito "Mio marito non mi fa mancar niente!" (sottotitolo) che la riempe di elettrodomestici, e che diventa oggetto di molestie sessuali da parte di un cognato, di uno stolker telefonico e di un dirimpettaio guardone.
La donna tradirà il marito con un giovane vicino, lui sembrerà restituirle amore, ma solo in apparenza, l'accerchiamento di questo universo maschile sopraffattore ed  ipersessualizzato, ossessivo e incapace di relazionarsi, porterà la protagonista a svelare il proprio assurdo familiare, poi in un crescendo di imprevisti ed eventi tragicomici, al delirio finale e all'amara seppure liberatoria decisione, in un cambiamento di rotta, non si sa quanto consapevole.
Infine Rosalia Porcaro leggerà il difficile testo Lo stupro,  per molti anni Franca Rame dirà di essersi ispirata a un fatto di cronaca, invece quella violenza la subì davvero il 9 marzo 1973 , quando fu sequestrata e costretta a salire su un furgone da cinque uomini, poi all'interno torturata e da alcuni di questi violentata. Sono temi che risuonano, nonostante siano degli anni '70, ancora oggi di triste attualità, anzi con delle aggravanti, legate ad una vera e propria sconfitta culturale, ma come nelle parole-dedica di Maram Al-Masri  il "portare avanti le stesse battaglie e le stesse speranze" non ha confini nè spaziali, nè temporali, e la cultura resta ancora l'unica possibilità per reagire, in una prospettiva di relazioni umane che siano di rispetto, tolleranza e dignità. I valori della vita di Franca Rame, ciaooooooooo...ci mancherai.

Marisa Paladino

 

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