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La musica dell'anima romantica Stampa E-mail
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Scritto da Redazione   
Domenica 24 Novembre 2013 23:05

Un concerto del più raffinato camerismo romantico è stato organizzato dall' Associazione Culturale "La Bottega dei Musici" , a Segni (RM), nell'Auditorium di via Pacinotti, introdotto e illustrato da Paola Vittori.
Oltre vent'anni di attività svolta non solo nella cittadina in provincia di Roma, ma anche in molti altri centri.
Il 23 novembre 2013 è stato il duo violoncello-pianoforte Adriano Ancarani e Angela Picco a emozionare il pubblico affluito con musiche di Chopin, Schumann e Brahms.
"La Musica dell'Anima" è stato il titolo del concerto celebrativo della Festa di S.Cecilia; due composizioni sonatistiche, la Sonata in sol minore per violoncello e pianoforte di F.Chopin e la Sonata n.1 in mi minore di Johannes Brahms, a incorniciare i 3 Fantasiestücke op.73 di Robert Alexander Schumann, il quale ebbe a coniare la frase "Mandar luce nel profondo del cuore umano: ecco il dovere dell'artista", riportata quale sottotitolo sul  programma di sala.
Chopin si dedicò quasi esclusivamente al pianoforte, rivendicando con comprensibile orgoglio la propria scelta motivata dall'eccellenza e dal virtuosismo.
"Ho scritto solo per il pianoforte. Questo è il mio terreno, quello su cui mi sento più sicuro" dichiarò in una lettera-confessione alla sua amica, la contessa Delfina Potocka.
La Sonata in sol minore per violoncello e pianoforte è un'opera tarda del compositore polacco; dedicata al violoncellista Auguste Franchomme, essa è datata 1847 e la sua prima esecuzione pubblica coincide con l'ultimo concerto tenuto da Chopin a Parigi, nella Salle Pleyel il 16 febbraio 1848, quando l'incombenza della fine era nella consapevolezza dell'artista non meno che in quella dei suoi ammiratori.
Determinante, dal punto di vista tecnico, fu il contributo del virtuoso del violoncello, e, dobbiamo ritenere che grande sia stata anche la funzione di stimolo sull'ormai malato compositore, perché questi si impegnasse nella stesura di in brano per uno strumento diverso dal "suo" pianoforte.
Realizzata in 4 tempi: I. Allegro moderato; II. Scherzo: Allegro con brio; III.Largo; IV.Finale: Allegro, pur essendo presumibilmente ultimata, nella prima parigina, la Sonata venne eseguita priva del movimento iniziale.
Successivamente il violinista David ne realizzò una trascrizione per il proprio strumento, sempre" accompagnato" dal pianoforte, mentre Moscheles ne realizzò una versione per pianoforte solo.
Sia quel che sia, il ruolo del pianoforte è nettamente prevalente e nessuno, Franchomme e Chopin primi tra tutti, si preoccuparono di nasconderlo, anche per la venerazione che il violoncellista nutriva per l'amico, al quale non impose di riservare un trattamento privilegiato al violoncello che trova parità solo nei frangenti lenti e cantabili, in particolare nel Largo.
La dimensione concertante è prevalente nello Scherzo, impiantato in re minore, caratteristica che forse suggerì ai due interpreti la scelta di omettere il pur meraviglioso primo tempo, composto in forma-sonata.
Nell'Allegro moderato iniziale un primo tema è un mesto presagio di morte, una nostalgia per una vita che si sente essere ormai tutta alle spalle; il secondo tema, invece, è di quiete, quasi un'alba sonora, come una speranza di resurrezione, di eternità, tant'è che Chopin accenna ad una ripresa, molto concentrata, nella quale il tema dolente viene sovrascritto dalla luminosità del secondo, come in un Et vitam venturi saeculi.
Il Finale, invece, è incentrato sull'episodio contrappuntistico centrale, con due temi di pari ponderazione e non contrastanti, rafforzanti il dialogo tra gli strumenti in vista della conclusiva coda.
I 3 Fantasiestücke op.73 di  Robert Alexander Schumann (Zwickau, 8 giugno 1810 – Bonn, 29 luglio 1856): Zart und mit ausdruck; Lebhaft,leicht; Rasch und mit Feuer, rappresentano anch'essi un'insula nel catalogo dell'inquieto compositore tedesco, benchè non siano la sola pagina per violoncello.
Inizialmente definiti "notturni", i brani sono in forma di romanza senza parole con ampio sviluppo e, in diverse tonalità, sono destinati al clarinetto e al violino, anche se il lirismo intenso li rende particolarmente godibili nella versione per violoncello, strumento alla composizione per il quale Schumann si dedicò assai poco.
Si vuole che essi siano stati composti, in breve tempo, nel 1849, periodo in cui le avvisaglie della triste fine del musicista si erano ampiamente manifestate.
I brani prevedono un da capo e una coda ed è consuetudine eseguirli come un un unica composizione in tre movimenti, benchè disinti tra loro essi siano; il carattere più sereno del secondo e il piglio energico e focoso del terzo "mit Feuer", ben  conducono verso un climax sequenziale.
La Sonata n. 1 in mi minore per violoncello e pianoforte, op. 38 di Johannes Brahms fu composta sul lungo arco di quattro anni, dal 1862 al 1865; si articola in 3 tempi: 1. Allegro non troppo; 2.Allegretto quasi Menuetto e Trio; 3. Allegro.

Fu l'amico Josef Gänsbacher , violoncellista dilettante ma supponiamo di buon talento a stimolare il compositore amburghese a realizzare la Sonata n.1 op.38.
Nella prima stesura il brano si articolava nella canonica distribuzione in quattro tempi, ma il bellissimo Adagio affettuoso venne espunto dall'autore, che lo riutilizzo nella Sonata op.99.
Non si può parlare di scelta di qualità quanto di preoccupazione per l'eccessiva lunghezza che la versione quadripartita assumeva; inoltre non è peregrino pensare ad un “pudore” del pur già maturo artista, che volle ridurre la temperie romantica della sua prima realizzazione per violoncello e pianoforte, modellandola, idealmente, su riferimenti più o meno diretti alla tradizione bachiana.

Il primo tempo è tipicamente in forma-sonata, in cui, a conclusione dell'esposizione compare un terzo tema.
Il primo tema è costruito nella tonalità d'impianto in mi minore ed ha caratteristiche molto liriche e serene, mentre il secondo contrasta per la maggiore densità ritmica.
Il terzo, semplice, tema rimanda ad atmosfere schubertiane, biedemeier e bucoliche, in si maggiore.
Lo sviluppo è suddivisibile in tre sezioni, la prima delle quali si modula nella tonalità lontana di sib maggiore, come mediante di sol maggiore; altre due alterazioni in più e la seconda sezione si adagia sulla tonalità di fa minore, ma la conclusione dello sviluppo ha "l'obbligo" di raggiungere la dominante della tonalità d'impianto, e qui la distanza tonale diviene motore propulsivo.
La ripresa è formalmente lineare e ripresenta il materiale dei due temi, come di prassi, in mi minore, mentre il terzo tema è in relazione piccarda con i due.
Il mi maggiore raggiunto diventa area tonale della amplissima coda, nella quale il terzo elemento viene a trovarsi in relazione di dominante.
Il secondo movimento Allegretto quasi Menuetto è uno scherzo in la minore di estese proporzioni e con ripetuti scambi tematici tra i due strumenti.
Il terzo tempo è un autentico gioiello in cui forma-sonata e contrappunto riescono a trovare una sintesi perfetta.
Fuga e sviluppo di sonata coesistono senza rivelare contrasti, con un linguaggio e uno stile che sono cifra caratterstica dell'arte di Brahms.
I due solisti hanno saputo trarre da ciascun brano gli aspetti più significativi e affascinanti, così il lirisimo drammatico di Chopin è stato esaltato dall'elegante pianismo di Angela Picco e dal rotondo vibrato di Adriano Ancarani.
Impeto e tensione nelle forme meno strutturate dei Fantasiestücke  di Schumann sono stati resi con la cura meticolosa delle dinamiche e dei fraseggi.
Ma è nella Sonata in mi minore di Brahms che sono emerse le frequentazioni del repertorio barocco e classico di entrami i solisti; la nitida esposizione dei soggetti e la intelligibilità degli ingressi tematici hanno conferito alla splendida partitura brahmsiana di essere percepita in tutti i suoi tributi al passato così come nel suo proporre quello stile splendido che si ritroverà in C.Franck.
Successo entusiastico e concessione di un bis "leggero" con la Tarantella per violoncello e pianoforte di W.H.Squire.

 

 

 

 

 

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