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Dissonanzen per rompere l'accerchiamento dalle merci musicali Stampa E-mail
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Scritto da Dario Ascoli   
Sabato 01 Febbraio 2014 11:27

Parlare di vent’anni di Musica Contemporanea cela un’insidia e stimola un orgoglio; Dissonanzen ha festeggiato, al Museo Hermann Nitsch di Napoli, il secondo decennio di vita il 27 gennaio 2014, dedicando un doveroso spazio alla celebrazione della Giornata della Memoria.
L’insidia si annida nel percorrere 20 anni di produzione musicale sotto l’etichetta di “contemporanea”, laddove per molti musicologi composizioni del decennio precedente sono relegate in un limbo classificatorio che non conferisce loro la storicizzazione e, nel contempo, nega ad esse la certificazione di contemporaneità.
Così , scorrendo i 5 splendidi CD che Dissonanzen ha pubblicato a gennaio 2014, i puristi sacerdoti del “contemporaneo è oggi” dovranno storicizzare il proprio atteggiamento di ascoltatori nell’avvicinarsi a brani dell’ultimo decennio del XX secolo, mentre altri dovranno vincere il pregiudizio verso la musica composta già a partire dal secondo ‘900: entrambe le categorie scopriranno musica godibile e non meramente interessante, secondo una definizione di comodo spesso adoperata liquidatoriamente.
Moltissimi gli amici di Dissonanzen intervenuti e altrettanto numerosi quanti sono stati attratti dalla proposta che Tommaso Rossi & Co avevano annunciato, ponendo a garanzia di qualità due decenni di professionalità di ciascuno degli artisti.
Significatica e programmatica la considerazione di T.W.Adorno (Dissonanzen, 1957), riportata sul pieghevole di sala e recitata da Enzo Salomone: "Per chi si trova accerchiato da merci musicali standardizzate, valutare è diventata una finzione; egli non può sottrarsi alla loro strapotenza, nè scegliere tra quello che gli viene presentato; tutto è talmente simile che la preferenza è legata solo al dettaglio biografico o alla situazione particolare in cui viene ascoltato. Questa musica è percepita  solo come uno sfondo sonoro: se nessuno è più in grado di parlare realmente, nessuno è più in grado di ascoltare".
Nutrito e variegato il programma della serata, che si è svolto in forma "itinerante" tra le diverse sale del museo; presenti lavori di John Cage (1912-1992) con Solos da Concert for piano(1950) ed estratti da Lecture on nothing ; Sonate pour violon suele (1927) di Erwin Schuloff (1894-1942) dedicato, postumo, a Guido Sacerdoti nella Giornata della Memoria; Drei Tentos per chitarra (1958) di Hans Werner Henze (1926-2012), Proporzioni, strutture per flauto solo (1958) di Franco Evangelisti e Dialodia per due flauti(1971)  di Bruno Maderna(1920-1973), il bellissimo She is so Chaconne di Gene Pritsker (1971-) per violino solo, che rimanda, non solo nel nome la celebre Ciaccona in re minore di J.S.Bach.
Parentesi coreografica con Omaggio a Cole Porter di Francesco d'Errico, con lo stesso autore al piano e i movimenti danzati di Alessandra Petitti e poi la deliziosa Stripsody di Cathy Berberian (1925-1983), brano su onomatopee, suoni e rumori di scena di cartoni animati, interpretato con gusto e tecnica da Daniela del Monaco.
Poi ancora Sic per flauto e chitarra (1992) di Niccolò Castiglioni (1932-1996), e da  Quattro illustrazioni delle metamorfosi di Vishnu per pianoforte solo la n.1 e la n.3 di Giacinto Scelsi (1905-1988) e di  Morton Feldman (1926-1987) Duration 2 per violoncello e pianoforte (1960).
La conclusione è stata affidata alle Improvvisazioni Musicali dell'Ensemble Dissonanzen eseguite sui video di VJ Lapsus e Paola Pagliuca, con la partecipazione di tutti gli strumentisti che citiamo qui, associandoli nell'applauso tributato dal pubblico attento e interessato: Daniela del Monaco (contralto), Tommaso Rossi e Gianni Trovalusci (flauti), Marco Sannini (tromba), Daniele Colombo (violino), Marco Vitali (violoncello), Marco Cappelli (chitarra), Ciro Longobardi e Francesco d'Errico (pianonforte) e Alessandra Petitti (danza).

 

 

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