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Con Camille Pissarro, in mostra al Castello Visconteo di Pavia, prosegue la visione dell’Impressionismo Stampa E-mail
Oltrecultura: Eventi Arti Figurative - Oltrecultura: Eventi Arti Figurative
Scritto da Tonia Barone   
Domenica 23 Febbraio 2014 19:52

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Le Scuderie del Castello Visconteo di Pavia ospiteranno nei prossimi mesi un altro grande maestro dell’Impressionismo, candidandosi ad essere luogo ideale dove incontrare questi artisti.
Dopo le mostre dedicate a
Degas, Renoir, e Monet (che ha registrato positivamente un record di ingressi), L’anima dell’Impressioniamo in programmazione dal 21 febbraio al 2 giugno 2014 sarà dedicata a Camille Pissarro, decano e figura centrale del gruppo. La mostra sarà visitabile tutti i giorni della settimana dalle ore 9 alle 19, e il costo è di 15,00 euro, il catalogo è edito da Rubettino Editore.
L’esposizione
Camille Pissarro, l’anima dell’Impressionismo, promossa dal Comune di Paviae ideata, prodotta e organizzata da Alef – cultural project management, si avvale della consulenza scientifica di Philippe Cross, e presenta una selezione di opere provenienti da musei di tutto il mondo come il Thyssen Bornemisza Museum di Madrid, il Brooklyn Museum di New York, il Mnar di Bucarest, il National Museum di Belgrado, la Johannesburg Art Gallery, la National gallery of Denmark di Copenaghen e molte altre.
Alessandro Cattaneo, Sindaco del Comune di Pavia afferma “Dopo l’enorme successo di critica e pubblico con Monet, che ha fatto registrare numeri davvero straordinari e inediti per Pavia, ecco che il nostro Castello Visconteo ospita un’altra assoluta eccellenza dell’Impressionismo come Pissarro. Il percorso, quindi, prosegue sempre più ambizioso, con Pavia che sta diventando sempre più contesto ideale in cui cultura e arte da una parte trovano la dimensione ideale e dall’altra sono valore aggiunto per la città tutta” e Matteo Mognaschi, Assessore alla Cultura, Turismo e Marketing territoriale sostiene ”Pavia continua con gli eventi di grande respiro internazionale, per confermare ancora unavolta il suo ruolo centrale di polo d’attrazione culturale. Monet cede il passo a un altro importante protagonista della pittura en plein air: Camille Pissarro. Il pittore francese sarà ospite nelle Scuderie del Castello, a dimostrazione del fatto che, nonostante le risorse economiche siano in continua diminuzione,le idee crescono, si sviluppano e da potenza diventano atto”.
La mostra dedicata a
Camille Pissarro vedrà, per tutta la durata dell’esposizione una serie di attività didattiche e laboratori creativi, a cura di educational Alef, consentiranno anche ai più piccoli di scoprire il percorso artistico e gli splendidi dipinti dell’artista. Inoltre in una sezione della Quadreria dell’Ottocento, Collezione Morone dei Musei Civici di Pavia, vi potrà essere un confronto tra l’arte di Pissarro con quella di un artista italiano suo contemporaneo anch’egli profondamente legato al tema della terra e della vita rurale: GiuseppePellizza da Volpedo.
I visitatori potranno, attraverso importanti lavori di
Camille Pissarro, ripercorrere le tappe fondamentali della sua evoluzione artistica e conoscerne anche gli aspetti intimi più nascosti, mettere a confronto l’uomo e l’artista.
Sarà proprio il pittore
Camille Pissarro, attraverso un suggestivo racconto in prima persona, ad accogliere e ad accompagnare i visitatori all’interno delle sale espositive, liberamente ispirato al libro Vortici di Gloria. Il romanzo degli impressionisti di Irving Stone.
La mostra si vuol trasformare in uno spettacolo sensoriale in cui le opere, protagoniste indiscusse, si animano attraverso le parole di Pissarro, suggestive immagini proiettate all’interno dello spazio espositivo e fragranze selezionate in base ai temi trattati per un’esperienza completamente immersiva e una totale fruizione dell’opera d’arte.
Il racconto inizia con il periodo della gioventù – dal 1857 al 1870 - e le prime esperienze che hanno avvicinato
Pissarro al mondo dell’arte: le origini caraibiche – nasce nelle Antille danesi nel 1830 -, l’incontro determinante con il pittore Fritz Melbye con il quale decise, nel 1852, di partire per il Venezuela e l’arrivo a Parigi dove iniziò a studiare all’école des Beaux-Arts e cominciò a lavorare al fianco di Jean- Baptiste Camille Corot, il primo che lo spingerà a dipingere en plein air.
In mostra due opere rappresentative di
Corot mostreranno come la produzione di Pissarro di questo primo periodo sia ancora fortemente influenzata dallo stile accademico. I paesaggi sono realizzati con costruzioni semplici e con colori piuttosto cupi come dimostrano Le Chemin, Paysage Hivernal, Unjardin de rosesdel 1862 e Lisière du Boisdel 1867, opere rappresentative di questa sezione.

Nel 1860 Pissarro si fidanza con Julie Valley da cui avrà otto figli e con la quale decide di stabilirsi in una casa in campagna vicino a Louveciennes mantenendo un piccolo appartamento a Parigi funzionale per gli incontri al Caffè Guerbois, luogo in cui gli artisti dell’epoca come Manet, Renoir, Monet e molti altri usavano riunirsi e intavolare discussioni sull’arte. Inizia un periodo molto proficuo per il pittore; il suo stile prende forma, le sue opere si distinguono per originalità e per un nuovo modo di osservare e rappresentare la natura, come dimostra il bellissimo scenario rappresentato in Paysage près de Louveciennes proveniente dalla Southampton City Art Gallery. A causa della guerra franco- prussiana,nel 1870, Pissarro è costretto ad abbandonare le centinaia di opere prodotte nell’ultimo periodo, che saranno distrutte dai prussiani, e a trasferirsi con la famiglia a Londra dove, nonostante il periodo difficile, porta avanti con determinazionel a sua produzione artistica dipingendo una serie di scenari inglesi come Dulwich College (c.1871).
Terminata la guerra, nel giugno del 1871,
Pissarro ritorna nella sua dimora di Louveciennes e, nonostante i problemi economici, grazie al suo spirito tenace inizia a dar vita ad una serie di splendidi paesaggi come Flowering Orchard (1871) e L’Oise à Pontoise (1876) esposti in questa sezione.
Fra tutti gli impressionisti
Pissarro è certamente il meno individualista e il più attento all’unione del gruppo. Condivide con piacere le sue scoperte stilistiche ed è profondamente convinto che tutte le nuove conoscenze acquisite individualmente debbano essere messe a disposizione della comunità.
A testimonianza dell’importanza degli insegnamenti e degli incoraggiamenti che
Pissarro ha saputo infondere ai suoi colleghi la mostra vanta Tête de jeune paysan di Paul Gauguin, il quale definì Pissarro il suo cher professeur al cui fianco lavorò per circa cinque anni, e Portrait of an old man di Vincent Van Gogh al quale Pissarro darà diversi consigli sullo stile pittorico delle sue prime tele. Un amore immenso per la pittura e una dedizione per l’insegnamento che ritroviamo anche all’interno della sfera famigliare dell’artista: otto figli di cui cinque diventeranno pittori tra cui segnaliamo Lucien Pissarro, artista noto agli inizi del Novecento presente in mostra con alcune opere rappresentative dalle quali emerge l’influenza pittorica e stilistica del padre.
Una sala della mostra sarà interamente dedicata all’importanza della natura e della pittura en plein air per
Pissarro con la presenza di importanti lavori come La Verger à Eragny (1896) proveniente dal Thyssen Bornemisza Museum di Madrid e Paysage à Berneval (1900) del National Museum di Belgrado.
Il percorso espositivo termina con le parole toccanti dell’artista che descrivono gli ultimi anni della sua vita in cui è costretto, a causa di un’infezione agli occhi che non gli permette di dipingere più all’aria aperta, a stabilirsi per un periodo in un hotel a Parigi. La stanza dell’hotel diviene il nuovo atelier di
Pissarro da cui, nonostante la malattia, continua a lavorare osservando la città e rappresentando i celebri boulevard parigini da differenti angolazioni e in diverse ore del giorno. Attraverso splendide vedute come Boulevard Montmartre: Mardi Gras (1897) e Place du Theatre Francais, l’artista riesce, grazie ad uno straordinario gioco di luci e una composizione armonica, ad animare le strade della vita cittadina.

Tonia Barone

 

 

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