Ediz. n.242 - 09.10.16

Partnership

Sostieni
Oltrecultura
e sarai visibile a  1 milione di  contatti !
scrivi a
commerciale


di mary
Via Oslavia , 44 - 00195 Roma
 +39 063208224
lallegrettodischi@yahoo.it


minabottesini@libero.it

+39 3392394093

 

 

 


Luigi Petrosino - Grafico e Pittore

 

Bottega Federiciana delle Arti

 

 

Dove saremo

Area Riservata

Musica di Corte e un Principe della Tastiera che omaggia C.Ph. Emanuel Bach Stampa E-mail
Oltrecultura: Recensioni Musica © - Cameristica ®
Scritto da Dario Ascoli   
Venerdì 05 Dicembre 2014 13:55

 

 

Concordiamo con Renato Bossa che dalle pagine del programma di sala sostiene la non univoca definizione di “Musica di corte” , essendo la materia, per genere, gusto, forma e uso strettamente connessa con i desiderata di un sovrano, o in generale di un nobile potente ;  di conseguenza non ci riesce di pensare ad un artista straordinario come Enrico Baiano a servizio di altri che non sia la Musica, sovrana delle arti, ad investire il musicista napoletano del titolo di Principe della Tastiera.
Giunto nel pieno della maturità artistica, cembalista e fortepianista di fama mondiale, Baiano vanta un curriculum concertistico e discografico senza pari tra i suoi connazionali e, di sicuro, molto più nutriti sarebbero se egli avesse avuto la sorte o compiuto la scelta di vivere ed esercitare in una nazione più attenta alla musica.
Nel Teatrino di Corte di Napoli, il 3 dicembre 2014, per l'Associazione Alessandro Scarlatti, su uno splendido  fortepiano costruito da Casiglia, copia di un Walter del 1795, Enrico Baiano ha presentato un programma monografico dedicato a Carl Philipp Emanuel Bach (1714-1788) nel terzo centenario della nascita da cotanto padre Johann Sebastian.
“Sonate, Rondò e Fantasie” il titolo programmatico del recital, diviso un due tempi. Si è attributa a Claude Debussy una frase di ammirato sconforto, allorchè questi si impegnò nello studio del contrappunto del 700 tedesco: “E' inutile affannarsi, J,S.Bach ha già scritto tutto “.

Della compiutezza dell'opera paterna dovette essere ben presto consapevole Carl Ph. Emanuel, tant'è che solo sporadicamente egli si cimentò in forme severe del recente passato, campo nel quale il confronto molto più che impegnativo con il gigantesco genitore sarebbe stato inevitabile.
Ecco che, consapevole della irraggiungibilità dei modelli del passato egli intraprese il percorso di innovazione e di proiezione verso il futuro, rappresentato dal nascente stile galante, dalla ricchezza del tessuto verticale armonico invece che orizzontale contrappuntistico e, inoltre, il rapido miglioramento del fortepiano apriva orizzonti dinamici che non potevano non stimolare un compositore e virtuoso, nonché trattatista, di enorme talento.
Di grande risonanza nel mondo germanico fin dalla sua pubblicazione fu il trattato "Versuch über die wahre Art das Clavier zu spielen", in due volumi stampati in epoche diverse, in cui il secondogenito di Johan Sebastian riporta prassi esecutive, criteri di sviluppi di abbellimenti, stili di fraseggio e di accentuazione musicale negli strumenti a tastiera.
Ancora un volta, come ci è accaduto con Paradies e soprattutto con Domenico Scarlatti - del quale Baiano ha recentemente pubblicato "Le Sonate di Domenico Scarlatti - Contesto, testo, interpretazione", scritto insieme con Marco Moiraghi, per LIM - Libreria Musicale Italiana -  ascoltando le musiche di Carl Ph. Emanuel Bach scaturire dalle dita del virtuoso napoletano si fa strada il convincimento, meditato, che quella e solo quella sia la lettura autentica e insuperabile.
Ci pensa lo stesso Enrico Baiano, poi, a sgretolare le certezze riferendoci che si può fare di meglio, naturalmente lo può lui stesso.

Leggerezza di abbellimenti e cantabilità levigata, nettezza di accordi eseguiti con sincrono assoluto, articolazione misuratissima della mano sinistra, tanto negli accordi arpeggiati o spezzati, che nella evidenziazione del basso.
Nota amara di una serata musicalmente memorabile è stata l'interferenza rumosorosa di cellulari dei vigili del fuoco, la cui opera meritoria e indispensabile sarebbe maggiormente apprezzata se più silenziosa, lo sbattere delle porte laterali di accesso al Teatro e una misteriosa improvvisa attivazione dell'impianto di sonorizzazione con il suo frusciante apporto.
Spiritosamente Baiano, tra un brano e l'altro, riferendosi all'inopportuno squillo ha commentato: "Se è per me, non ci sono" , ma  per fortuna per noi tutti c'era e gli applausi finali hanno "obbligato" l'artista alla concessione di un bis, ancora di C.Ph.E.Bach.

 

Dario Ascoli

 

 

Lettori nel 2016

mod_vvisit_countermod_vvisit_countermod_vvisit_countermod_vvisit_countermod_vvisit_countermod_vvisit_countermod_vvisit_countermod_vvisit_counter
Verificati > 1 milione di lettori nel corso del 2015 -------------------- Previsti > 1.200.000 lettori nel corso del 2016