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Tra barocco e virtuosimo: il carisma di Uto Ughi Stampa E-mail
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Scritto da Miriam Artiaco   
Sabato 06 Dicembre 2014 00:48

Una serata straordinaria, pur volendo rifuggire dalla retorica, non si può definire altrimenti il concerto che il celebre violinista Uto Ughi ha tenuto insieme al talentuoso pianista milanese Alessandro Specchi al Teatro S. Carlo di Napoli venerdì 5 dicembre 2014.
Un pubblico folto, partecipe e variegato ha seguito con entusiasmo la performance dei due grandissimi musicisti italiani.
L'aspetto che risalta subito, ai concerti di Ughi, è la composizione del suo pubblico: generazioni e tipologie sociali assai diverse si mescolano, confermando l'interesse che il celebre violinista suscita in varie tipologie di utenti.
Il concerto si è proposto come un ideale viaggio nel tempo e nello spazio, che è andato dalle atmosfere più caratteristiche dell'età barocca, fino al clima più tipico dell'epoca tardo romantica, mettendo insieme opere di artisti di diverse scuole e nazionalità.
Il concerto si apre con la ciaccona in Sol minore di Tomaso Antonio Vitali per giungere poi ad un monumento del sonatismo classico come la Sonata a Kreutzer in La maggiore, op. 47 n. 9, di Beethoven che ha concluso il primo tempo.
La seconda metà della serata si è aperta con i 4 pezzi romantici op. 75 di Antonin Dvorak, a seguire la Havanaise di Camille Saint Saens, una tipica Habanera, con l'andamento caratteristico delle famose danze dell'isola caraibica.
Ma il pezzo col quale Ughi si è proposto con i suoi livelli elevati di virtuosismo è stato il rondò capriccioso di Pablo Sarasate.

Il recital si è chiuso, nel programma ufficiale, con il celeberrimo rondò "La campanella", dal concerto n.2 op. 7 di Niccolò Paganini.
Applausi a scena aperta, l'artista ha concesso ad un pubblico entusiasta ben due bis.
E ancora una volta Sarasade , una proposta decisamente brillante, come aveva invocato il pubblico: Introduzione e Tarantella op.43.
Il concerto si è chiuso con l'esecuzione della " ridda dei folletti" di Antonio Bazzini.
Una serata di grandissimo valore artistico , che conferma Uto Ughi quale rappresentante più prestigioso del panorama concertistico internazionale: laddove l'anagrfe appanna, il carsima rischiara.

Miriam Artiaco

 

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