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Acclamatissimo ritorno a Roma dopo vent’anni di successi de Le Mystère des Voix Bulgares Stampa E-mail
Oltrecultura: Recensioni Musica © - Cameristica ®
Scritto da Maria Raffaella Pisanu   
Lunedì 22 Dicembre 2014 16:43

 

 

Sabato 20 dicembre 2014 nel prestigioso contesto dei concerti della IUC - Istituzione Universitaria dei Concerti – e fuori abbonamento, il Coro femminile della Televisione di Stato Bulgara, fondato e diretto da Dora Hristova, ha omaggiato Roma della sua straordinaria presenza, vent’anni dopo la sua prima visita nella Capitale, accolto con immenso calore e rispetto da un’Aula Magna dell’Università La Sapienza stracolma e trepidante. Forte di un repertorio che va dai canti sacri e dalle antiche saghe a musiche contemporanee e insoliti contributi culturali, questo fiore all’occhiello dell’Europa tutta, con le sue magistrali esecuzioni a cappella, si è affermato nel tempo comeuno dei gruppi corali più celebri degli ultimi venticinque anni, vincitore di un Grammy Award nel 1990 e candidato allo stesso anche nel 1994.
Famosi artisti internazionali hanno avuto parole entusiastiche nei confronti di un’
ensemble il cui repertorio si basa sui canti della tradizione corale bulgara, memori dell’influenza bizantina prima e ottomana poi, ma proposti con arrangiamenti moderni che possono ricordare la world music, determinando una particolare cifra stilistica. Le esecuzioni sono varie, spaziano del XV secolo agli ultimi due secoli, tra brani di Nikolai Kaufmann e di altri autori contemporanei, interpretati con notevole carattere e precisione, vivacità ed eleganza sia nel portamento che nell'emissione vocale. Il lavoro prodotto è un'affascinante sintesi di favoloso arcaismo, di liturgia bizantina, di canti popolari, di racconti eroici, di lamenti d'amore dal colore esotico e dal mistero arcano, sotto la direzione esperta della Hristova, docente presso l'Accademia di Musica, Danza e Belle Arti di Plovdiv, oltre che compositrice, arrangiatrice e interessante promotrice della sperimentazione vocale. Il coro, onorato del titolo di Ambasciatore Culturale presso l'Unione Europea, ha inciso vari cd di successo ed è stato ospite delle sale più prestigiose del mondo, collaborando negli anni con vari artisti internazionali e ottenendo da tutti straordinari riconoscimenti; in particolare, in Italia il suo apprezzamento è frutto del contributo offerto all’artista Elio, il quale si è servito della presenza del coro femminile della Televisione di Stato Bulgara per il suo "Pippero", ispirato e modellato sul canto popolare intitolato "Dilmano dilbero", immancabilmente eseguito alla fine della scaletta.
Le affascinanti armonie emesse da queste cantanti arrivano fino al cuore dello spettatore grazie ad accuratissimi arrangiamenti;
si tratta di distonie tipiche dell'est, modulazioni che richiamano la sacralità dei minareti, certe dissonanze dell'estremo oriente, sonorità che ispirano immediata empatia, oppure non immediatamente gradevoli alle nostre orecchie, popolari, spicciole, ironiche, spesso onomatopeiche ma anche elevate al punto da evocare direttamente il senso del divino. Le suggestive sinergie di voci femminili, con tutte le loro caratteristiche timbriche, si esibiscono non solo nella complessità delle ventitré unità ma pure in spettacolari duetti, impeccabili trii, evoluti quartetti.

I temi semplici acquistano dignità e si riempiono di pregio grazie all'elevato, curato, affascinante livello esecutivo dal carattere quasi mistico.
I c
ostumi ricchi di colori, variopinti come i canti proposti, che spaziano dal verde dei campi al rosso dei prodotti della terra, dalle tonalità solari a quelle cerulee, rappresentano le diverse regioni della Bulgaria.È un privilegio assistere a questo evento, in grado di suscitare un tripudio di sensazioni, evocanti sentimenti ancestrali e singolari moti dell'animo - soprattutto per gli occidentali, abituati a ritmi pressoché quaternari e tonalità 'temperate' e qui a confronto con ritmi dispari e tempi complessi, che non hanno mai perso i quarti di tono. Le stesse interpreti hanno un modo del tutto inconsueto di coinvolgere la platea: apparentemente rigide, dirette rigorosamente con metodo chironomico, sostenute nei loro bustini, ogni tanto si scambiano sguardi complici, ammiccamenti destabilizzanti e irresistibili sorrisi. Gli argomenti proposti dalle canzoni sono vari, prevalentemente incentrati sul tema amoroso, anche se si tratta di un amore privato delle nostrane frivolezze; quelli de Le Mystère des Voix Bulgares sono brani che rimandano ad altre realtà e a diversi modi di concepire la ciclicità del tempo e le esperienze umane.
A interpretare con tanta perizia e passione non solo donne: completano il cast i bravissimi solisti Daniel Spassov e Milen Ivanov, quest’ultimo anche autore di uno dei brani, come del resto la straordinaria direttrice del coro, Dora Hristova; ben meritano il mare di applausi finale, in mezzo al quale navigano tre eccezionali bis. L'indubbio entusiasmo iniziale, addirittura crescente, da parte del pubblico, testimonia che in musica la cosa più importante, e stupefacente, e bellissima, è che il valore esecutivo, unito a innegabile grazia, non fa che avvicinare i popoli, costituendo un fattore di vicinanza emotivo più che un elemento di diversità, un fenomenale strumento di pace oltre che un insostituibile veicolo di cultura.

Maria Raffaella Pisanu

 

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