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Napoli crocevia dell'arte nella retrospettiva di Castel Sant'Elmo Stampa E-mail
Oltrecultura: Eventi Arti Figurative - Oltrecultura: Eventi Arti Figurative
Scritto da Marialaura Di Lucia   
Sabato 20 Dicembre 2014 16:43

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Si è inaugurata il 19 dicembre 2014 a Castel Sant'Elmo la mostra Rewind. Arte a Napoli 1980-1990 curata da Angela Tecce, direttrice del complesso museale di Castel Sant'Elmo.
Circa cento opere di artisti napoletani e internazionali sono distribuite su due livelli della fortezza napoletana - nelle sale del Museo del Novecento inaugurato nel 2009 e nella zona degli Ambulacri - e resteranno in mostra fino al 8 febbraio 2015.
L'evento è il frutto di un lungo e intenso lavoro che ha avuto, fra i tanti meriti, quello di avvalersi della collaborazione di molti giovani tra curatori, critici, studiosi, ricercatori che sono stati, a detta della direttrice, il cuore palpitante della mostra.
Rewind è una riflessione sull'arte figurativa degli anni Ottanta e sugli artisti che in quel decennio hanno gravitato attorno alle maggiori gallerie napoletane, contribuendo a fare di Napoli un crocevia internazionale dell'arte.
A testimoniare la svolta radicale che ha interessato in quegli anni il linguaggio figurativo e che ha fatto parlare di "fine dell'avanguardia", i napoletani Carlo Alfano, Mimmo Paladino, Luigi Mainolfi, Nino Longobardi, Ernesto Tatafiore, Maurizio Cannavacciuolo, Francesco Clemente, Oreste Zevola, per citarne alcuni, dialogano - grazie al tramite di galleristi come Lucio Amelio, lo Studio Trisorio, lo Studio Morra, Lia Rumma, Alfonso Artiaco (ma anche di gallerie cosiddette minori come Galleria n. 7, Idra Duarte o la piccola galleria Start di Marigliano) - con artisti del calibro di Gino de Dominicis, Alberto Burri, Joseph Beuys, Al Hansen, Hermann Nitsch, Sol Lewitt, James Brown, Kenny Scharf, Ronnie Cutrone, Luigi Ontani.
Il criterio adottato per questa retrospettiva sugli anni Ottanta - ha spiegato Tecce - è quello di un flusso unico narrato da diverse prospettive, in correlazione con la mostra in corso a Villa Pignatelli e con la mostra dell'Accademia delle Belle Arti che s'inaugurerà il 21 gennaio 2015.
Villa Pignatelli ha rivolto il suo interesse alla fotografia; l'Accademia di Belle Arti agli artisti che gravitavano attorno all'Accademia; Castel Sant'Elmo alle gallerie napoletane che contribuivano a far passare per Napoli gli artisti internazionali più importanti del momento e alla nuova ricerca da parte di alcuni artisti napoletani che prendeva vita attorno alle mostre.
Idealmente, però, (e materialmente anche) formano un tutt'uno, dal momento che i cataloghi sono editi dalla medesima casa editrice napoletana ARTE'M e confluiranno in un unico cofanetto.
Il catalogo dà voce ai protagonisti di quegli anni attraverso il lavoro dei giovani curatori che hanno partecipato agli incontri dei Giovedì contemporanei 2013-2014 promossi dal Museo del Novecento: le interviste a Nicola Spinosa, Achille Bonito Oliva, Michele Bonuomo, Angelo Trimarco, Bruno Corà, Jean Digne, insieme con gli approfondimenti critici di Vincenzo Trione, Claudia Borrelli, Maria De Vivo, Alessandra Troncone, Brunella Velardi, Mario Francesco Simeone, Andrea Viliani e molti altri, formano un articolatissimo racconto corale che ha portato alla realizzazione del corposo catalogo.

Nelle sale estreme della zona degli Ambulacri di Castel Sant'Elmo sono stati allestiti e ricostruiti due episodi significativi che restano emblematici per la storia artistica di Napoli. Si tratta di Evacuare Napoli, mostra curata da Achille Bonito Oliva e ospitata dal Grenoble - Istituto francese di Napoli nel 1985, e di Officina di Scafati.
Aver messo in contatto artisti dalle personalità più diverse e aver dato spazio e voce a una nuova sensibilità artistica in chiara rotta di collisione con i modelli del decennio precedente è il loro comune denominatore: "Abbiamo voluto ricostruire questo ribollire di istanze artistiche e teoriche perché in quel decennio poche altre realtà campane possono vantare lo stesso rigore di riflessione e la stessa qualità di declinazioni linguistiche - ha dichiarato Angela Tecce -. Evacuare Napoli l'abbiamo scelto come uno degli esempi di aggregazione in quegli anni molto forte, una sorta di spinta al cambiamento, all'accelerazione di certi processi. Quanto all'Officina di Scafati, in quegli anni ebbe molta notorietà soprattutto fuori Napoli".
E poi c'è Costellazione '80. "Ritengo - ha dichiarato Angela Tecce - che il cuore di questa mostra sia il futuro, per cui abbiamo pensato ad un archivio telematico, un modello di archivio del contemporaneo dove su un touchscreen si possono vedere le collezioni di Capodimonte, la collezione napoletana Terrae Motus attualmente esposta a Caserta, quella che verrà esibita all'Accademia, e quella di Villa Pignatelli. Anche il MADRe ha voluto essere collegato a noi. Ogni sede è virtualmente collegata all'altra. Nell'archivio si possono vedere foto, immagini, documenti con un click. Io lo chiamo modello di archivio perché questo modello per me è il futuro dell'arte".
Non si cerchi di rintracciare un senso a questi accostamenti perché non c'è, ha concluso la curatrice della mostra. A parte i due episodi di Officina di Scafati e Evacuare Napoli, il resto è un flusso indistinto.
Concludiamo con la nota polemica sopraggiunta dal Soprintendente per i beni Artistici, Storici ed Etnoantropologici, Fabrizio Vona, presente all'anteprima stampa della mostra: "Con questo progetto di connessione tra i vari musei di Castel Sant'elmo, il MADRe, Capodimonte, Villa Pignatelli e la Reggia di Caserta c'è un'offerta culturale che se fossimo appena un po' più a nord di Roma ne parlerebbero tutti ma, poiché succede a Napoli, non ne parlerà nessuno". È una polemica che sentiamo di accogliere e rilanciare a nostra volta, nell'urgenza di diffondere, soprattutto col supporto dell'informazione, una simile iniziativa che farebbe invidia al MoMA di New York.
L'organizzazione generale è curata da De Marinis Srl Fine Art Services & Transports.

Marialaura Di Lucia

 

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