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Il primo cartellone del Teatro Stabile Nazionale di Napoli. Viva il Mercadante ! Stampa E-mail
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Scritto da Valeria Chianese   
Sabato 16 Maggio 2015 13:27

Come un festival’ il cartellone della stagione 2015-2016 del Teatro Stabile di Napoli Mercadante, il primo programmato da quando lo scorso febbraio 2015 è diventato Teatro Nazionale. «Un cartellone in forma di festival, una grande offerta culturale» ha sottolineato il direttore artistico Luca De Fusco durante la conferenza stampa di presentazione il 13 maggio 2015. Un incontro con giornalisti, artisti, addetti ai lavori e abbonati cui non sono state, purtroppo, estranee le tensioni con il Comune di Napoli, socio di maggioranza nonché proprietario del Teatro Mercadante e del Teatro San Ferdinando, dependance di lusso dello Stabile e donato alla Città da Luca De Filippo, figlio del grande Eduardo, che ne fu il fondatore.
Cercando di essere sintetici, solo per dovere di cronaca, e perché siano comprensibili certe affermazioni, riassumiamo i fatti che hanno prodotto dure polemiche e profonde ansie, di cui si farebbe volentieri a meno poiché sono perdite di tempo che fanno male solo alla cultura e a Napoli, aumentando disagio e minando credibilità e fiducia dei protagonisti. Il 2 maggio 2015 dunque, a sorpresa dal Comune di Napoli, il sindaco Luigi De Magistris e l’assessore alla Cultura Nino Daniele annunciano che il Comune lascia lo Stabile e si ‘riprende’ Mercadante e San Ferdinando.
«Avevamo appreso con sgomento che il cda del Teatro Stabile si era riunito in assenza dei rappresentanti del Comune, la cui nomina l'assemblea dei soci non ha ancora ratificato- la spiegazione di Nino Daniele. - Lo stesso cda ha deciso di aggiornare i propri lavori a martedì per approvare (senza la presenza dei rappresentanti del Comune di Napoli) il bilancio consuntivo e nuove assunzioni ed incarichi. Si procede con una arrogante logica privata in assenza dei rappresentanti dell'Ente a cui la governance del Teatro deve tutela e garanzia sia dal punto di vista funzionale,che delle scelte gestionali, che delle linee di indirizzo. Ciò è accaduto ripetutamente».
In ultimo, continua l’assessore, «quando è stato consentito l'accesso di un nuovo socio privato senza alcuna preventiva e condivisa valutazione che commisurasse l'apporto finanziario necessario alla assunzione del ruolo di Socio (con facoltà di nominare un rappresentante nel c.d.a.) al reale valore del complesso dei beni patrimoniale e del volume di finanziamenti pubblici che l'associazione gestisce, determinando un precedente grave e pericoloso» aggiunge Daniele. E conclude: «A salvaguardia dei beni concessi in uso, di incomparabile valore patrimoniale e storico-culturale, e delle risorse cospicue impegnate al Comune non resta altra strada se non quella di ritirarsi immediatamente dalla ‘associazione privatistica’».
Pronta la replica dal Mercadante: «Il Teatro Stabile di Napoli apprende con stupore e vivo rincrescimento il comunicato dell’assessore alla cultura del Comune Nino Daniele. Il rincrescimento è provocato dalla assoluta singolarità di un Teatro divenuto Nazionale pochi mesi fa che vede messa in dubbio la sua stessa sopravvivenza. Come sia possibile pensare di gettare a mare il lavoro svolto da molti protagonisti dal 1992 ad oggi e quello più recente dall’attuale management che è riuscito nella storica impresa di portare nel gotha del teatro italiano uno Stabile che languiva nelle ultime posizioni? Un atteggiamento così radicale si giustifica solo con gravissime scorrettezze compiute dal management negli ultimi tempi tacciati di “arrogante logica privata”. Quali sarebbero?» La nota elenca quindi le accuse e le documentate risposte del Teatro.
«Vediamo rapidamente le accuse che vengono mosse» si scrive nella nota: «Il ritardo nella nomina del consigliere sostituto della dimissionaria Adriana Pollice è causato da un esplicito invito messo a verbale dall’assessore del Comune Salvatore Palma, nell’assemblea del 19 febbraio 2015. Palma chiese all’assemblea di ritardare la nomina del consigliere in attesa dell’esito dell’avviso pubblico indetto dal Comune. Scaduti i termini dell’avviso il Comune ha ulteriormente ritardato la designazione del consigliere arrivando a formularla solo ad aprile. È evidente che il CdA non poteva restare senza riunirsi per un periodo così lungo, essendo impellenti molte questioni essenziali per la sopravvivenza del Teatro. Appena il Comune ha fatto le sue designazioni il Presidente ha prontamente convocato il CdA proprio perché è l’organo che necessariamente deve provvedere alla convocazione dell’assemblea che sancirà l’ingresso in CdA del nuovo rappresentante del Comune. Non si vede quindi in quale altro modo si sarebbe potuto comportare il Teatro».
La nota continua ancora: «L’ingresso come socio privato dell’Istituto Banco di Napoli Fondazione è stato salutato con favore da tutti i soci, compreso il Comune, nell’assemblea del 19 gennaio 2015. Nessuno ha posto questioni sulle quote minime, mai poste peraltro in dodici anni di vita del Teatro pur essendo presenti nello Stabile due soci (i Comuni di San Giorgio a Cremano e di Pomigliano d’Arco) che da sempre contribuiscono con quote molto più piccole di quella del Banco di Napoli senza aver mai suscitato alcuna obiezione. È inoltre risaputo che l’approvazione del bilancio consuntivo é un atto dovuto che la legge vieta di procrastinare. Altrettanto dovuta è la presentazione dei cartelloni nel consueto termine di maggio, tanto più in una stagione che vede lo Stabile impegnato nel tentativo di raddoppio del proprio pubblico e vista la nuova programmazione del Teatro Nazionale».
Infine: «Per quel che riguarda le assunzioni il Teatro si è limitato a regolarizzare la posizione di una storica collaboratrice dello Stabile, sanando peraltro una discrepanza tra numero di dipendenti e lavoratori appartenenti alle categorie protette, determinata dal recente aumento di personale dipendente. Lo stupore é quindi grandissimo e l’augurio è che il socio Comune non voglia seriamente pensare alla chiusura del Teatro Nazionale e di tutte le attività connesse (compresa la Scuola di Teatro diretta da Luca De Filippo), cosa che apporterebbe un enorme ed irreparabile danno alla vita culturale della città».
Questi fatti che hanno indotto il direttore artistico Luca De Fusco e il presidente Adriano Giannola, durante la conferenza stampa del 13 maggio 2015, a riprendere lo scottante tema. Con parole durissime.
«Abbiamo subito quattro mesi di lapidazioni per aver fatto la cosa più importante nel teatro pubblico dal dopoguerra a oggi. Ci facciamo murare vivi piuttosto che uscire da questo teatro. Lasciateci in pace e non disturbateci» ha detto De Fusco, seduto sul palco accanto al presidente Adriano Giannola riconoscendo comunque che il rischio di perdere «i palcoscenici (Mercadante e San Ferdinando) non esiste, lo ha confermato anche il Comune». Circa il riconoscimento a Teatro Nazionale, De Fusco ha annunciato con decisione che «il mio progetto artistico è stato promosso, querelo chi dice il contrario, non ho preso zero, è incredibile che una vittoria debba passare per una sconfitta. Non siamo un clan. Ora basta».
Giannola, a cui è stato tributato un lungo applauso, ha ribadito che farà «un passo indietro» subito dopo le elezioni del 31 maggio 2015, quando sarà ripreso il dialogo tra soci per arrivare a una candidatura alla presidenza condivisa.
Messe finalmente da parte le polemiche grazie anche ad un messaggio recapitato a Luca De Fusco dall’assessore alla Cultura Nino Daniele, in cui si confermava l’importanza del Teatro Stabile/Teatro Nazionale Mercadante e concluso da un «Viva il Mercadante», accompagnato dagli applausi dei presenti e accolto con un sorriso confortato del direttore artistico, De Fusco e Giannola hanno presentato la stagione 2015-2016 del Mercadante.

Dieci produzioni, sei prime assolute, grandi classici e novità, danza e letteratura su tre palcoscenici, Mercadante, il suo Ridotto e il San Ferdinando. La stagione partirà il 28 ottobre 2015 con "In memoria di una signora amica", a chiudere il decennale della scomparsa di Peppino Patroni Griffi con un testo da riscoprire, regia di Francesco Saponaro con Mascia Musy.
Dal 24 novembre 2015 "Orestea" di Eschilo firmata da De Fusco, in due parti, con Mariano Rigillo, Elisabetta Pozzi, Angela Pagano e Gaia Aprea (la Pagano e la Aprea sono le grandi protagoniste della programmazione) che debutterà prima a Benevento Città Spettacolo. 'Signorina Giulia' di Strindberg è affidata al giovane regista cileno Cristian Plana, che ne darà una versione off e molto osè: sarà proposto in anteprima assoluta il 21 giugno 2015 al San Ferdinando, per "l'avanprogramma" e poi andrà in scena dal 13 gennaio 2016.
Dal 17 marzo 2016 sarà ospite la "Medea" di Euripide regia di Gabriele Lavia (che debutta il 19 giugno 2015 a Fiesole); l'8 marzo 2016 "Il Bugiardo" di Goldoni regia del visionario argentino Alfredo Arias, presente alla mattinata di festa al Mercadante insieme a Geppy Gleijeses, che ha curato l'adattamento con Arias e sarà in scena con Marianella Bargilli e Mauro Gioia.
Dal 15 marzo 2016 "Candide" ispirato a Voltaire di Mark Ravenhill, regia di Fabrizio Arcuri. È una nuova produzione dello Stabile "Casa di bambola" di Ibsen (dal 30 marzo 2016), nella riscrittura di Raffaele La Capria, regia di Claudio Di Palma con la Aprea, mentre dal 20 aprile 2016 tocca al "Re Lear", con Rigillo. Chiusura il 3 maggio 2016 con "Gli innamorati" di Goldoni, regia di Andreè Ruth Shammah.
Al Teatro San Ferdinando dal 4 novembre 2015 la novità comico surreale "Spaccanapoli Times" di Ruggero Cappuccio; da Natale 2015 nel teatro di Eduardo tornerà "Filumena Marturano" regia di Nello Mascia che ne è interprete con Gloriana. Dal 20 gennaio 2016 "Dalla parte di Zeno" nuovo testo di Valeria Parrella per la regia di Andrea Renzi; dal 10 febbraio 2016 "Sogno di una notte di mezza estate" riscritto da Cappuccio con Isa DanieliIl mio primo Shakeaspeare» commenta la bravissima attrice napoletana); dal 2 marzo 2016 "Pigmalione" di Shaw prodotto dallo Stabile per la regia di Bernando Sicca con la Aprea e la Pagano , che sarà anche l' attesa protagonista di "Giorni felici" di Beckett regia di Luis Pasqual (dal 13 aprile 2016). Chiuderà la stagione del San Ferdinando la ripresa di "C'è del pianto in queste lacrime" di Antonio Latella (13 ottobre 2016).
Fuori abbonamento il programma del Ridotto, dedicato alla nuova drammaturgia e alla letteratura. Parte invece da giugno 2015 l'avanprogramma, aperto da "Arrevuoto" all'auditorium di Scampia, progetto di Maurizio Braucci che compie dieci anni (in scena 6-7 giugno 2015). Due titoli internazionali saranno ospitati dal Politeama in prima italiana: il 22 novembre 2015 "Liturgia zero" di Valery Fokin dal "Giocatore" di Dostoevskij recitato in russo da attori madrelingua, il 13 febbraio 2016 "Y Olè" del coreografo francese Josè Montalvo.

Valeria Chianese

 

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