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Volver per E45 Fringe Festival Stampa E-mail
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Scritto da Dadadago   
Lunedì 29 Giugno 2015 17:08

E45 Fringe Festival, rassegna parallela del  NTFI che si ispira ai modelli di Fringe presenti nel mondo, ha presentato il 27 e 28 giugno 2015, al Ridotto del Teatro Mercadante, il debutto di Volver, primo capitolo di una Trilogia della migrazione che la compagnia Babel Crew ha deciso di dedicare al tema dell’emigrazione e dell’immigrazione.Con Volver e attraverso il racconto in prima persona di Nico, entriamo nella storia d’Italia e di una comunità che tanto somiglia ad altre del nostro Sud, parliamo di emigrazione, di cui ancora oggi si continua a parlare ma da un altro punto di vista, parliamo di amori, di rapporti tra padri e figli, raccontiamo di sogni e speranze senza tempo… alcuni raggiunti, altri spezzati...”.
Il primo studio di questo lavoro ha vinto il Premio alle Arti Sceniche Dante Cappelletti con la seguente motivazione della Giuria:
“Tra Buenos Aires e la Sicilia, tra un ’800 di speranze e un ’900 di disillusioni, accompagnato dai tanghi di Gardel e dalle ballate dei fratelli Mancuso, Volver racconta “storie di migranti tra i migranti in un mondo di migrazioni” e apre, già in questo primo studio, un ventaglio di opzioni sceniche fondate nella tradizione contemporanea del teatro italiano: la pluralità delle lingue, gli strumenti della narrazione, il suono, il canto, la danza, in un teatro che può illuminarsi anche soltanto per la magia di una candela.” Lo spettacolo si avvale delle musiche a cura di Maurizio Maiorana, dei costumi di Vito Bartucca, delle luci di Gabriele Gugliara mentre per il laboratorio tanguero citiamo Maura Laudicina e come assistente alla regia e organizzazione Agnese Gugliara.
In scena Simona Argentieri, Maurizio Maiorana e lo stesso Giuseppe Provinzano che ha scritto e diretto il testo oltre a curare le coreografie, incarnano i numerosi personaggi di questo pezzo teatrale che si snoda nell'arco di un ventennio. Nico è un ragazzino quando il terremoto di Messina del 1908, considerato la più grave catastrofe naturale in Europa per numero di vittime, in trentasette secondi distrugge sacrifici, vite, paesi interi, speranze, opere d'arte, anni di storia.
Sopravvissuto alla violenza distruttrice del sisma insieme ai genitori Liborio umile pescatore e Giovanna, dopo stenti e miseria, segue il padre che decide di unirsi agli altri terremotati pronti a salpare per l'Argentina, nuova terra promessa.
Con i suoi occhi stupiti e la sua lingua innocente e verace ripercorriamo la tristezza del distacco inevitabile, il viaggio sul carretto per raggiungere Palermo, l'incontro di Liborio con un paesano traffichino Salvatore che sì lo aiuterà, ma sfruttandoli e facendone all'inizio dei clandestini, e ancora Don Maurizio, datore di lavoro che impone loro di imparare tango e milonga. E realmente gli italiani entrano nelle milonghe e il tango divenne una passione: importante per la loro integrazione, importante il loro contributo allo sviluppo e diffusione.
Le milonghe diventarono luogo d’incontro della comunità e viceversa.

Crearono un barrio tutto loro e lì mischiarono tradizioni e innovazioni, la loro cultura con quelle di altri migranti. Gli anni si susseguono Nico è un giovanotto che fa il pescatore e si innamora di Penolope, ragazza spagnola di buona famiglia, con la quale è costretto a vedersi di nascosto.
Intanto dall'Italia giungono notizie sul Duce, sulla ricostruzione, sui familiari. Tutto questo per venti anni: negli anni’30, la comunità decise in massa di tornare rispondendo all’Editto Fascista che richiamava gli italiani in patria a pagamento e Liborio sradicato e vecchio aderisce scontrandosi con il figlio che non sente il richiamo delle origini. Nico dovrà decidere quale futuro sognare.
Volver è uno spettacolo dalla tematica sociale di notevole impatto, denso di rimandi che si equivalgono a qualsiasi latitudine, che profuma di presente pur riannodando memorie storiche, realizzato con originalità dalla compagnia siciliana che spesso al bagliore di una candela ha saputo ricreare atmosfere emotive e partecipare dolore, smarrimento, nostalgia, ansie, umiliazioni, speranze, il forte senso di appartenenza dei personaggi alla loro terra ed alle loro tradizioni, ossia tutto quel bagaglio che chiunque costretto a lasciare luoghi disagiati e senza prospettiva si porta dietro.
Le valigie di cartone...Molto convincenti i protagonisti calati nelle varie interpretazioni e non sono mancati i calorosi applausi del pubblico napoletano.


Dadadago

 

PS. Ma spegnere i telefoni? E' difficile? Impossibile? Farete meglio la prossima volta? Grazie.

 

 

 

 

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