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La poliedrica Ute Lemper al Festival di Ravello Stampa E-mail
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Scritto da Rosanna Di Giuseppe   
Mercoledì 08 Luglio 2015 20:53

 

Si è realizzato con successo a Villa Rufolo all'interno del Ravellofestival 2015, venerdì 3 luglio 2015, lo spettacolo in prima assoluta in Italia della versatile artista Ute Lemper “The 9 secrets” nato dopo la lettura del libro di Paolo Coelho “Il manoscritto ritrovato ad Accra”.
Traendo dai nove capitoli del libro di Coelho le frasi più toccanti e significative, l'artista compose i brani che costituiscono questa nuova produzione di cui è sia autrice che interprete.
I nove segreti sono “la bellezza, la solitudine, il cambiamento, il successo, il fuoco, il sesso, il mondo e la virtù, l'amore, il movimento” che costituiscono, in un'elaborazione poetica, i contenuti dei testi dei brani musicali arrangiati dai bravissimi strumentisti: Henri Angel alle chitarre e percussioni, Idriss Angel agli strumenti arabi e percussioni, Romain Lecuyer al basso, Vana Gierig al pianoforte, Philippe Botta impegnato con ney, flauti e sassofoni, Victor Villena al bandoneon.
Timbri accattivanti in combinazioni fantasiose e mutevoli impreziosiscono dunque la musica che al suo esordio si forgia quasi troppo facile, scontata; comincia ad investirci dapprima abbastanza banalmente su temi altrettanto semplificati in pillole, per poi invece straordinariamente catturarci senza scampo, in primis attraverso la favolosa avvolgente arte della Lemper e poi mediante la raffinatezza della timbrica strumentale usata ad arte, il tutto sullo sfondo delle preziose immagini delle rovine palestinesi che scorrono sullo sfondo, girate dal regista tedesco Volker Schlöndorff. Ne viene fuori un percorso fatto di swing, di atmosfere arabe e islamiche, di citazioni svariate di stili musicali, trait d'union la vitalità esuberante dell'artista che recita e canta in spagnolo, inglese, francese, tedesco, italiano con voce ora roca ora morbida o rabbiosa, dolce o suadente.

Dialogando con questo o quello strumento, si muove elegantemente in uno sfaccettato universo sonoro, generando magia e suggestione.
La seconda parte del concerto, più breve, ha offerto l'occasione di riascoltare sue celebri interpretazioni di brani tratti dal repertorio del cabaret berlinese, delle opere di Kurt Weill, della canzone francese. Primo brano proposto in una interpretazione affascinante, estremamente lenta, quasi a volerne centellinare la memoria mitica, la celebre Lili Marlene, cui sono seguite, in un tono scanzonato, la bellissima Milord di Edith Piaf, la celeberrima “Ballata di Mackie Messer” di Brecht- Weill, intensissima e un tantino jazzata, e infine una sorpresa, così annunciata dalla cantante, in italiano, la canzone Amarcord di Nino Rota offerta all'ascolto con voce profonda supportata dal fascino del bandoneon. Calorosissimi applausi di un pubblico conquistato dalla pura arte di questa grande interpretre.

Rosanna Di Giuseppe

 

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