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Alina Narciso al Mercadante di Napoli conduce i viandanti presso l’albero della vita Stampa E-mail
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Scritto da Tonia Barone   
Domenica 20 Settembre 2015 09:41

L’uomo da sempre nel viaggio ha cercato il rimedio alla sua insoddisfazione, al suo non essere completo, al suo desiderio di conoscenza, di costruzione di una nuova identità attraverso l’incontro con il nuovo e il diverso.
Andare in una nuova terra può divenire il luogo dove realizzare Utopìa.
Quando questa terra è interiore, la trasformazione, come in un lungo periodo di gestazione, può essere affidata al non luogo, al mitico albero della vita posto in un’immaginaria isola dove sovrani sono le divinità primordiali.
Il non luogo del non tempo è il tempo della trasformazione, del sincretismo tra cultura ed identità differenti.
Non sempre il viaggio è volontario, dalla migrazione all’emigrazione, alla tratta di esseri umani all’esodo forzato di interi popoli.
Il mito del viaggio rigenerante è il filo conduttore dello spettacolo Cuento de aguas para voces y orquesta andato in scena al Teatro Mercadante di Napoli il 18 e 19 settembre 2015 nell’ambito del progetto La scrittura della Differenza biennale internazionale di drammaturgia femminile VII edizione organizzato dalla compagnia teatrale Metec Alegre, con la direzione artistica di Alina Narciso.
Cuento de aguas para voces y orquesta è uno spettacolo dove si incontrano lingue (italiano, napoletano, cubano) generi teatrali (dal canto alla danza) per portare in scena il mito eterno del viaggio.
Il lavoro nasce da una lunga residenza creativa a Cuba della compagnia teatrale  Metec Alegre di Napoli. Infatti negli ultimi cinque anni attori, musicisti, tecnici italiani e cubani sono stati coinvolti in laboratori, allestimenti e letture finalizzati a un processo di conoscenza reciproca e di dialogo tra la cultura italiana e quella cubana e, più specificamente, tra le due città: Napoli e Santiago di Cuba.
Cuento de aguas para voces y orquesta è il prodotto di creazione collettiva che ha coinvolto la regista napoletana Alina Narciso, i musicisti cubani Walfrido Dominguez, Sandra Agüero Quesada e Ivan Ariel Sanchez e il musicista napoletano Valerio Virzo.
Traspare nello spettacolo il senso doloroso del viaggio, e il tempo del viandante riveste grande importanza, e non può che essere raccontata la sua esperienza se non attraverso il mito (Odisseo insegna) o la parola simbolica della favola.

Accanto a memorie sociali di migrazione del sud Italia verso l’America Latina, il simbolo è affidato alla favola di Moscione tratta da Lo cunto de li cunti. Moscione è un ragazzo scapestrato e incapace e la famiglia lo allontana pagandogli un lungo viaggio. In questo viaggio non può che incontrare dei diversi emarginati dal contesto sociale, ognuno con  una caratteristica peculiare. Solo con la somma dei diversi il gruppo giunge alla buona fortuna, ad una nuova vita.
D’altro lato l’approdo grazie alla tempesta sull’isola della vita nel bosco di Ceibe, immaginario legato alla cultura della Santeria molto viva sull’isola di Cuba, dove le principali divinità sono simili a quelle del Pantheon greco e ogni divinità ha caratteristiche sue proprie. Ogni persona è protetta da una o più divinità che rappresentano i possibili cammini che può percorrere nella sua vita.
I protagonisti devono in qualche modo ricordare il proprio percorso di viandanti, aperti ad un nuovo modo di sentire e di vivere la vita, e Alina Narciso lo realizza in un Cabaret cubano dove ognuno può rivivere momenti salienti della propria vita.
Il Progetto La scrittura della Differenza biennale internazionale di drammaturgia femminile VII edizione nasce dal desiderio di premiare la scrittura drammaturgica al femminile ponendo in un proficuo dialogo esperte e registe del settore, provenienti da paesi  come l’Italia, Cuba e  paesi sudamericani. Finora sono stati coinvolti 13 paesi, 32 autrici premiate di cui 7 italiane, 15 letture drammatizzate, 15 registe coinvolte, 12 compagnie, 13 teatri interessati.
La giuria quest’anno ha premiato come testo internazionale Ninpha(o Studio con pause e interferenze dove sognano le cicale)  di Harry Castell da El Salvador; mentrela giuria italiana ha selezionato come testo vincitore per il nostro paese Omissis di Angela Villa.

Tonia Barone

 

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