Ediz. n.242 - 09.10.16

Partnership

Sostieni
Oltrecultura
e sarai visibile a  1 milione di  contatti !
scrivi a
commerciale


di mary
Via Oslavia , 44 - 00195 Roma
 +39 063208224
lallegrettodischi@yahoo.it


minabottesini@libero.it

+39 3392394093

 

 

 


Luigi Petrosino - Grafico e Pittore

 

Bottega Federiciana delle Arti

 

 

Dove saremo

Area Riservata

I "Chille" tornano nella "Balanza" dopo 30 anni Stampa E-mail
Oltrecultura: Eventi Prosa © - Oltrecultura: Eventi Prosa
Scritto da Antonella Guida   
Giovedì 01 Ottobre 2015 13:29

I Chille de la Balanza tornano a Napoli dopo trent'anni, con il loro spettacolo più emblematico : “C'era una volta...il manicomio”, di e con Claudio Ascoli a Galleria Toledo il 6, 7 e 8 ottobre 2015 e all'ex Manicomio di Aversa il successivo 9 ottobre.
Un teatro non di strada ma in strada, un teatro civile e politico. Questo e molto altro è il teatro dei Chille , compagnia napoletana fondata da Claudio Ascoli nel 1973 ed emigrata nel 1985 a Firenze, lasciando uno spazio storico, il Teatro Comunque, scantinato di via Port'Alba che insieme alla vicina Cineteca Altro aveva reso la popolare strada napoletana luogo di fermento e ricerca teatrale, cinematografica e musicale.
I
Chille mutuano il nome (Quelli della bilancia) dai venditori di frutta e verdura che nel Seicento portavano le merci a Port'Alba ,  il quartiere della Balanza, dove sorge anche Galleria Toledo, veicolando non solo mercanzie ma storie e racconti che ascoltavano e reinventavano : ascolto, racconto, ricerca, riappropriazione, interazione col patrimonio culturale, sono queste da subito le modalità di azione della compagnia. Nonostante il grande seguito degli spettacoli non solo nello spazio di via Port'Alba – storica una rassegna al San Ferdinando – e non solo in Italia , Ascoli lascia Napoli non molti anni dopo il terremoto del 1980 , evento all'origine di una crisi profonda nel teatro napoletano , che vede sparire o appunto partire la maggior parte delle compagnie.
In
Toscana i Chille “abitano” dapprima una struttura gonfiabile innovativa, il Teatro d'Aria, ma è del 1998 la realizzazione di un progetto rivoluzionario: recuperare l'ex manicomio di Firenze -San Salvi , chiuso in applicazione della legge Basaglia,  uno spazio immenso , oltre 32 ettari che avevano “rinchiuso” fino a 3.000 persone. Vi entrano perché l’ultimo direttore, il dr. Carmelo Pellicanò, decide di celebrare l’uscita finale dei matti con l’ingresso della città ai Tetti rossi - questo il nome “popolare” del manicomio - e decide che ad animare questa transizione sia la compagnia napoletana.
Da allora negli immensi spazi di
San Salvi sono passati oltre 400.000 spettatori , e compagnie teatrali in un continuo scambio di culture e linguaggi, in decine di spettacoli che i Chille producono oppure ospitano.
C’era una volta…il manicomio” oltre ad essere lo spettacolo più significativo dei Chille, accompagnando la loro attività dal 1998, anno dell'incontro con la struttura fiorentina, è tra gli spettacoli più rappresentati in Italia, contando ad oggi 550 repliche ed oltre 40.000 spettatori. Definito passeggiata-affabulazione, è un racconto itinerante, che con parole, immagini, suoni, percorre e ripercorre in lungo e in largo il vecchio manicomio, ed è stato assunto dal Consiglio d’Europa e dall’Unesco come esempio di “Passeggiata patrimoniale”.La Convenzione di Faro (Portogallo) del 2005 recita: “La Passeggiata patrimoniale ha come obiettivo principale la promozione della consapevolezza tra i cittadini, residenti e turisti, intesi come soggetti culturali, della loro interazione con il patrimonio culturale in cui si vive, e del beneficio che deriva dal vivere immersi in questo patrimonio, tanto per la sua portata storica, quanto per le attività attuali. Durante la passeggiata sia i partecipanti che gli organizzatori agiscono tanto come residenti quanto come testimoni dell’uso attuale del patrimonio culturale anche immateriale, e delle sue possibili trasformazioni future”.
Ogni sera diversa dalla precedente, e molti spettatori sono tornati a distanza di anni, C’era una volta…raccoglie e rimanda anche l’attualità politica come a mettere in relazione la tragica storia del manicomio con quella dei nostri giorni. Ascoli allarga il suo sguardo sulle tante realtà ex-manicomiali, alcune trasformate in resort turistici, altre ristrutturate cancellandone del tutto la memoria.
Ha scritto Claudia Vitale in un recente saggio (tra i tanti) sullo spettacolo: “La passeggiata è un vero e proprio viaggio che vive di vuoti, di silenzi, di assenze e di cose invisibili. È un percorso umano che non si conclude alla fine delle due ore ma che ha inizio proprio in quel momento, quando ciascuno torna a casa, nel buio. Colmo di cose il lungo spezzone in bianco alla fine del super8 su cui si immaginano proiettati i desideri, le gioie e le fantasie di quel volto di donna che ci sorride e ci fa cenno con la mano; felice per un istante di essere amata. Il viaggio, tutto introspettivo, si nutre di stranezze, di paradossi che capovolgono la logica e l’ordine, quei due concetti-chiave con cui gli psichiatri e gli architetti hanno costruito San Salvi. Claudio Ascoli ha un compito arduo e coraggioso, è guida umana e poeta, stoico custode di memorie, umile voce di storie mai dette, di uomini e donne prigioniere”.

Il senso del ritorno dei Chille a Napoli con C'era una volta... va ricercato nell'idea di aprirsi ad un confronto con altre realtà ex-manicomiali, spesso accomunate oggi da problemi comuni e difficoltà di coniugare le esigenze della memoria con la necessità di una riqualificazione di spazi e nuove relazioni tra le persone. Nasce da qui l’adesione al progetto della compagnia lombarda Teatro Periferico intitolato Case matte: un viaggio attraverso le più grandi e conosciute ex strutture manicomiali italiane per mantenere viva la memoria di quanti vi passarono rinchiusi la loro esistenza e, allo stesso tempo, dar vita ad una conversazione con le città per riconsegnare questi spazi in forme di uso partecipato.
Così, in tutte le tappe (Mombello, Quarto Genova, Reggio Emilia, L’Aquila e venerdì 9 ottobre 2015 Aversa), i Chille stanno re-inventando C’era una volta… arricchendola nel confronto con testimoni delle diverse realtà, narrando storie di vita del luogo, ma soprattutto cercando di aiutare a trovare una risposta ai problemi odierni delle diverse realtà
. La sfida che si lancia è sulla possibilità di attuare anche ad Aversa -ma anche in altri luoghi abbandonati - quanto realizzato dai Chille a San Salvi, un presidio culturale che sia motore di crescita e ponga riparo al degrado inarrestabile della struttura.
Forse così, dicono i Chille riprendendo una riflessione di Massimo Recalcati, la memoria potrebbe avere occasione e opportunità di rinascere come eredità: “L’eredità non è l’appropriazione di una rendita, ma una riconquista sempre in corso. Ereditare coincide allora con l’esistere stesso, con la soggettivazione, mai compiuta una volta per tutte, della nostra esistenza.”
Ma se San Salvi è un manicomio che la legge 180 del 1978 ha privato dell'originaria  cinica funzione, oggi gli O.P.G. cadono vittima di una legislazione che non indica, se non genericamente, strutture e metodologie alternative, per altro da più parti e da tempo ritenute necessarie.
Da Franco Basaglia a Beatrice Lorenzin, in tema di passeggiate, il passo è tutt'altro che breve e men che mai indolore.

Antonella Guida

 

Lettori nel 2016

mod_vvisit_countermod_vvisit_countermod_vvisit_countermod_vvisit_countermod_vvisit_countermod_vvisit_countermod_vvisit_countermod_vvisit_counter
Verificati > 1 milione di lettori nel corso del 2015 -------------------- Previsti > 1.200.000 lettori nel corso del 2016