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Celia alla Sala Assoli di Napoli Stampa E-mail
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Scritto da Dadadago   
Lunedì 19 Ottobre 2015 17:23

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Quest'anno ricorre il trentennale della Sala Assoli, un piccolo ma attivissimo spazio teatrale nei Quartieri Spagnoli di Napoli, e nel fitto programma - di cui dopo vi diremo - dal 14 al 18 ottobre 2015 è andato in scena Celia, uno spettacolo la cui drammaturgia e regia è stata curata da Alessandra Cutolo con le scene di Giancarlo Savino ed interpretato da Silvia Gallerano, Carmine Paternoster, Marcello Fonte. 
Lo spunto è offerto da un testo letterario del giovane
 S. Beckett liberamente adattato in dieci quadri,  intitolato Murphy, che si incrocia, intreccia e con/fonde con un documento sonoro, in viva voce di Aisha, una donna cinquantenne senegalese che a Roma, spinta dal bisogno di mantenere cinque figli in Africa si è adattata alla “vita”. 
Anche Celia, la protagonista femminile, è una prostituta dall'accento straniero, che vende il suo corpo e parla della sua anima irrequieta, che è “merce” (come eloquentemente un cliente intervistato definisce la collega africana) e nutre pensieri profondi sull'amore e sull'esistenza, che si interroga e sogna una fuga ma le mancano le ali.
Celia è in relazione con due uomini immobili: il marito su  una sedia a rotelle, afasico ed intento a costruire aquiloni di carta e a suonare il clarinetto, ed il fidanzato Murphy  bloccato dalle sue paranoie ad un letto sfatto ed essenziale, (trasposizione della sedia a dondolo nella quale si culla interamente nudo Murphy nel romanzo) attento a limitare ogni rapporto con l'esterno, fermo nel suo proposito di non lavorare. 
Celia invece costretta a fare il mestiere va e viene dalla strada, confrontandosi con chi, come lei, vive la dicotomia mente/corpo, incarnando l'interrogativo fondamentale riguardo al
l'identità: "Sei quello che fai? Quanto è legata la maniera con cui ti procuri il denaro per sopravvivere, all’intima essenza del tuo stare al mondo? "
Con a latere ulteriori dubbi: chi ti sta accanto può accettare quello che fai con e del tuo corpo? Ama solo la tua mente? Non conosce il mostro della gelosia? E la seconda domanda ugualmente fondante è legata al desiderio, ed alla proiezione sull’altro che ne deriva, alla creatura immaginaria che ciascuno crede di avere incontrato nel momento del primo approccio. A cui segue la contraddizione di voler cambiare l’altro che sarà l’elemento fatale per Murphy.
Forse lo è sempre per il rapporto d’amore che come dice Celia non sappiamo se “
è una guerra o una tregua”. La ragazza ricattando sentimentalmente l'amato lo costringerà a trovarsi un impiego. Infermiere a tempo pieno in un ospedale psichiatrico, muore per una stupida perdita di gas che causerà una esplosione. Murphy  raggiunge il caos, il vuoto “il nulla dove non c'è nulla di più reale” e Celia rassegnata continuerà a mantenere il marito invalido vivendo della sua clientela maschile.
Lo spazio scenico delimitato in tre postazioni dove i personaggi si aggirano, le voci fuori campo, la
pièce poco accattivante si avvale della buona interpretazione di Silvia Gallerano nei panni della ragazza scissa eppure molto sfaccettata, nel suo modo di porsi che segna la distanza tra lei e i suoi uomini, una polarità rimarcata nella recitazione scorrevole e nella gestualità scattante. 


A farle da contraltare il napoletanissimo
 Carmine Paternoster nevrotico e solipsistico quanto basta (di cui abbiamo apprezzato anche il nudo nel finale, ci piace dirlo e concedetecelo...) e Marcello Fonte che presta la sua fisicità all'altro personaggio sofferto e solitario racchiuso nella propria interiorità e passività.
Contestualizzato ed attualizzato il testo che parallelamente adopera le testimonianze di Aisha  e del suo cliente mantiene un andamento costante nella sua struttura, una sorta di linearità che non conduce però ad un climax intenso, risultando così uno spettacolo vagamente sospeso, incompiuto, in cui le tematiche emerse vengono solo sfiorate, senza ottenere una grossa presa sul pubblico.

Visto ed applaudito Celia vi dettagliamo il cartellone della nuova stagione drammaturgica che prosegue con Birre e rivelazioni il 20/25 ottobre, Quegli angeli tristi il 29 ottobre/1 novembre.  Data unica per Porno teo kolossal il 2 novembre, il 3 ci sarà Racconti anomali, il 4/5 novembre Fattore K- commedia, Napucalisse è previsto il 6/8, Incontro sulla drammaturgia il 9 novembre. Dal 10 al 12 Apokryphos, il 13 Aspettando con... Bobò, il 14 novembre 10 anni dopo, il 15 Ricordando Leo De Berardinis e Antonio Neiwiller. Un mese densissimo che dal 17 sino al 19 novembre promuove Nuove sensibiltà, vetrina delle giovani compagnie campane. Il 20/22 avremo Rose is a rose is a rose..., il 23 Radici, dal 24 al 26 'femminielle, il 28 e 29 Sepolte vive. Il 1 dicembre 2015 è la volta di Il segreto mentre dal 2 al 6 vedremo Pas a deux per il trentennale ovvero 20 rose dopo e Cartesiana 30 anni dopo. Il 7 dicembre Largo Baracche e l'8/9 Per finire ancora, per fallire ancora. Di S. Kane, Crave andrà in scena dal 10 dicembre sino al 20 e ancora tanti gli spettacoli che ci aspettano alla Sala Assoli. Per informazioni ed orari segnaliamo  Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.  e l'omonima pagina fb. 

 

Dadadago

 

 

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