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Per inaugurare una stagione concertistica occorre un po' di Follia: Jordi Savall entusiasma alla IUC Stampa E-mail
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Scritto da Emma Amarilli Ascoli   
Mercoledì 21 Ottobre 2015 16:44

 

Si è inaugurata il 20 ottobre 2015 nell’Aula Magna dell’Università La Sapienza di Roma il ciclo serale della Stagione musicale che da decenni la IUC offre alla città di Roma.
Gli appuntamenti serali (martedì) e pomeridiani (sabato) accompagneranno gli appassionati di musica fino al 3 maggio 2016, offrendo 33 concerti che spazieranno dalla musica più antica e ricercata al jazz e alla musica elettronica, presentando giovani talenti e gruppi già noti e dalla fama consolidata.
Sul palco , martedì 20 ottobre 2015 si è esibito un Maestro assai noto nel panorama concertistico mondiale, Jordi Savall , con il suo gruppo Hespèrion XXI.
Da più di cinquant’anni Jordi Savall si occupa infatti di riportare alla luce musiche medievali, rinascimentali e barocche perse ormai nel tempo.
La sua attenzione verte soprattutto sulla cultura ispanica e mediterranea come il nome del gruppo da lui fondato vuole suggerire: Hespèrion XXI, già Hespèrion XX prima del recente cambio di secolo. “Originari di Esperia” erano infatti definiti dagli antichi greci gli abitanti della zona occidentale del mediterraneo.
Il patrimonio musicale da riscoprire è vastissimo ma per fortuna Savall non sembra esserne spaventato, piuttosto incuriosito; vanta infatti di circa 140 concerti e 6 registrazioni annuali; il New York Times nel 2005 ha definito questo instancabile lavoro come non “semplicemente un recupero musicale, ma piuttosto una rianimazione creativa” ed è proprio la creatività che è stata protagonista di questa inaugurazione assieme all’altra prerogativa fondamentale del Maestro: dimostrare che la musica antica non è necessariamente elitaria ma che può interessare e appassionare il pubblico più diversificato.
Il programma dal titolo “Folias & Canarios” presentato da Savall pone l’accento su un aspetto fondamentale dei secoli XVI e XVII, vale a dire l’improvvisazione.
Follie e Canari infatti non sono altro che variazioni, a volte improvvisate a volte scritte dall’autore, su bassi ostinati ovvero su una stessa armonia ripetuta e comune a tutte le composizioni; le prime trovano la loro origine in Portogallo mentre i secondi in Spagna, ma vengono anche definiti Follie Canarie a voler suggerire la derivazione dalle prime; entrambe le composizioni hanno carattere di danza ma i Canari presentano un ritmo ternario e puntato.
Il termine Follia deriva dalla parola toscana “folle” , e venne attribuita a questa danza per l’uso di molte figurazioni ritmiche eseguite con i sonagli ai piedi che facevano sembrare gli esecutori per l’appunto folli.
Agli occhi moderni le esecuzioni del percussionista David Mayoral, che ha addirittura suonato tre strumenti contemporaneamente, sono sembrate segno di maestria molto più che di follia, essendo egli stato un validissimo sostegno ritmico ma al tempo stesso protagonista e aiuto direttore. Possiamo ben dire che il gruppo Hespèrion XXI ha colpito nel segno proponendo un programma che poteva sembrare povero, essendo quasi interamente basato sullo stesso schema armonico, ma che invece ha incatenato l’attenzione del pubblico dall’inizio alla fine con l’uso particolare delle variazioni e improvvisazioni.
Sul palco tutti gli strumenti si sono alternati nel ruolo di solista ad eccezione del Violone di Xavier Puertas, che però ha contribuito in maniera fondamentale rappresentando il basso ostinato, senza il quale non ci sarebbe stato spazio per la Follia.

I brani che più hanno colpito probabilmente sono stati quelli interpretati dall’ensemble al completo, poiché caratterizzati da una sorta di pacifico duello fra gli strumenti nell’eseguire le variazioni, senza nulla togliere però ai brani eseguiti dai singoli solisti. Enrike Solinís ha dato voce alla chitarra barocca con Jácaras & Canarios” di Gaspar Sanz, accompagnato da arpa e percussioni, mostrando in maniera eccellente come la musica barocca e gli strumenti antichi non abbiano nulla da invidiare ai moderni virtuosi, e che anche le più recenti composizioni debbano davvero tanto a quella musica antica che sembra dimenticata, ma che è celata dentro l’animo di tutti noi e pronta ad uscire toccando le corde giuste.
È stato poi il turno di Andrew Lawrence-King e della sua Arpa di essere accompagnato da nacchere e chitarra per eseguire il Fandango di Santiago de Murcia, definito da Casanova in persona come la danza più seducente; è stato lo stesso Andrew a leggere le parole del celebre seduttore, di cui  offriamo uno stralcio:
Le coppie, un uomo ed una donna, non fanno mai più di due o tre passi, sempre sbattendo le nacchere al ritmo della musica. Compiono gesti tanto lascivi che niente vi si può comparare. Questa danza è l'espressione dell'amore dall'inizio alla fine, dal desiderio, all'estasi, dell'appagamento. Non c'è donna che, dopo una tale danza, possa più rifiutare alcunché al proprio partner”
(Giacomo Casanova, 1767).
Posso solo aggiungere che nessuno, uomo o donna, pur costretto a rimanere seduto nella propria poltrona,  è rimasto indifferente alla bellezza del brano e alla sua eccellente esecuzione. 
Dopo l’intervallo il concerto è ripreso con Jordi Savall e la sua viola da gamba soli sul palco, e il viaggio musicale si è spostato oltre la Manica grazie all’interpretazione del Maestro di brani tradizionali Irlandesi e Scozzesi. Questa parentesi celtica perfettamente inserita nel contesto del programma ha dimostrato come la musica abbia sempre ricoperto il ruolo di unificatrice fra le culture; non a caso Jordi Savall nel 2008 è stato nominato Ambasciatore dell’Unione Europea per un dialogo interculturale e, a fianco della indimenticata Montserrat Figueras, “Artista per la Pace”, nell’ambito del programma “Ambasciatori di buona volontà” dell’UNESCO.
Il Maestro è stato senza dubbio degno della sua fama sia con la viola che con la lyra da gamba, anche se in qualche momento ha spinto quest’ultima un po’ oltre le sue possibilità di tessitura. Prima di concludere il concerto facendo rientrare l’ensemble al completo, Luca Guglielmi si è esibito al clavicembalo nelle “Partite diverse di Folias” di Bernardo Pasquini, peccando un po’ troppo di rigore nel clima di “follia” del concerto pur rimanendo impeccabile nell’esecuzione.
Prima di concedersi agli autografi Jordi Savall e l’ Ensemble Hespèrion XXI hanno ringraziato il calore del pubblico regalando due bis entrambi di anonimo: Greensleeves to a ground e Variazioni su una melodia popolare latino-americana da un manoscritto di Trujillo del 1785.

Emma Amarilli Ascoli

 

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