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Una Bohème a lieto fine nella West-Coast: Andy e Norman al Teatro Bolivar di Napoli Stampa E-mail
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Scritto da Miriam Artiaco   
Martedì 27 Ottobre 2015 00:58

Sabato 24 ottobre 2015 e domenica 25 in replica è andata in scena al Teatro Bolivar di Napoli la fresca e brillante commedia scritta per Broadway nel 1966 da Neil Simon, “Andy e Norman”, per l'odierna regia di Walter Lippa che ha interpretato anche il ruolo di Andy
Adriano Falivene ha vestito i panni di Norman e Sophie era interpretata dalla brillante Francesca Stizzo.
La scena curata da Mauro Impronta ci fa entrare nella casa di due Bohémienne del nostro secolo: Norman è il Rodolfo moderno e meno romantico della Bohème pucciniana, Andy altro scapolo della rinomata ditta “Andy e Norman i geni della biro” e Sophie una Mimí tutt’altro che delicata ed eterea che non si accontenta di una cuffietta, ma si rivela una ventenne ben determinata, consapevole del proprio fascino e delle opportunità offerte dallo stesso,
Gli eventi volgono per fortuna verso un epilogo ben diverso fa quello della tragedia di Murger e di Illica e Giacosa e a dominare è il sorriso, a volte tenero spesso ammiccante.
Così come Rodolfo e Marcello sono sempre alle prese con mille stratagemmi e lavori saltuari per poter far fronte alle continue richieste di affitto del Signor Benoit, anche Andy e Norman cercano di barcamenarsi tra pagamenti e scadenze di copioni con esiti del tutto disastrosi.
La Signora Macchinini è la padrona di casa che costringe Andy in ogni sorta di esperienza estrema pur di ritardare il pagamento degli arretrati.

Ottima interpretazione dei due protagonisti maschili e di Francesca Stizzo che mette in scena un personaggio d’oltreoceano che l'autore pone a protagonista, non a caso il titolo originario è The Star-Spangled Girl , ma che fa oggetto di critica sociale, additandolo ad emblema di una società “stars & stripes”.
Una commedia con tutta l'agorafobica lettura cara agli autori USA degli anno '60, di cui Simon è alfiere, e che concentra in un interno metropolitano crisi e conflitti di un'intera società con quella concretezza tutta americana che di tutto fa business.
Sophie è simbolo ed espressione di una conquista possibile, ma faticosa, nel conseguimento della quale ogni espediente è lecito, sia che esponga al ridicolo sia che sfiori il cinismo e a Francesca Stizzo non mancano doti perché ogni estremo tentativo di seduzione appaia motivato e giustificabile.
Applausi e risate a scena aperta durante tutto lo spettacolo.

Miriam Artiaco

 

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