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Sara Mingardo: Viaggio Musicale da Napoli a Venezia alla IUC Stampa E-mail
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Scritto da Dario Ascoli   
Domenica 08 Novembre 2015 12:29

La grande Musica di Napoli e di Venezia, la voce di Sara Mingardo e l'Accademia degli Astrusi diretta da Federico Ferri: ingredienti per un pomeriggio raffinato ed emozionante all'Aula Magna de La Sapienza, il 7 novembre 2015, per il concerto n.2913 dell'Istituzione Universitaria dei Concerti di Roma.
Musiche vocali e strumentali di Antonio Vivaldi, Giovan Battista Pergolesi e Baldassarre Galuppi.

Nei secoli XVII e XVIII a Napoli e a Venezia si affermavano "Ospedali" e "Conservatori", che andavano acquisendo funzioni anche di formazione musicale, che prima si sovrapponeva a quella assistenziale e umanitaria e ben presto su queste prevaleva per eccellenza e per visibilità.
La Pietà de' Turchini, I Poveri di Gesù Cristo, S.Maria di Loreto e S.Onofrio a Capuana, a Napoli, nei primi anni del '700 erano in grado di ospitare diverse centinaia di allievi e di produrre migliaia di partiture, molte delle quali di altissima fattura.
Francesco Durante, Leonardo Leo, Francesco Feo, Francesco Provenzale, Domenico Natale Sarro, Leonardo Vinci, e il più celebre, divino, Giovan Battista Pergolesi.
Nei 4 Conservatori erano ospitati, dalla seconda metà del '600, ragazzi di sesso maschile, pressoché tutti impegnati in attività musicali, con "paranze" di allievi, guidate da "mastricielli" che fornivano servizi musicali nelle chiese della capitale del Regno.
A Venezia la diffusione della musica era assai capillare sul territorio; non sono soltanto le principali istituzioni (la chiesa ducale di San Marco, o le Scuole Grandi) ma molte chiese cittadine (circa 150 tra parrocchiali, monastiche, e annesse a istituzioni di diversa natura) facevano "circuito" nel fare eseguire le musiche composte principalmente nella città lagunare.
L'Ospedale della Pietà di Venezia era stato fondato nel 1346; ai tempi di Vivaldi era sito sulla sulla Riva degli Schiavoni, di fronte all' Isola di San Giorgio Maggiore.

Alla fondazione dello "Spedale" è legata la leggenda secondo cui Fra Petruccio d' Assisi ne avrebbe costituito il primo caritatevole rifugio, andando in giro per Venezia a chiedere soccorso per il grande numero di bambini abbandonati.
Alla Pietà venivano ospitate solo ragazze, che erano inquadrate in due categorie: le " figlie di coro" che ricevevano un'educazione specificamente musicale e le "figlie di comun", le quali erano impegnate in corsi artigianali di vario genere.
Non poche sono le differenze tra le due Scuole compositive, principalmente marcate nella musica corale, stante l'indisponibilità di voci maschili negli Ospedali veneziani a fronte dell'abbondanza di voci di castrati nei Conservatori napoletani, le quali potevano esibirsi nelle linee vocali femminili accanto ai colleghi allievi integri impegnati nelle corde di tenore e basso.

Negli ultimi decenni è stato documentalmente confermato che a Venezia le linee di tenore e basso venissero cantate all'ottava superiore dalle ragazze ospiti della Pietà, mentre per dare colore e sostegno e per conferire correttezza contrappuntistica alle esecuzioni, quelle stesse parti corali venivano raddoppiate, all'ottava reale, da strumenti ad ancia o ad arco.
La scrittura solistica non poté non esserne influenzata, soprattutto nel repertorio sacro, e quindi Vivaldi, primo tra tutti a Venezia, adoperò le voci di soprano e di contralto esaltando di queste le nuances femminili piuttosto che la potenza e il virtuosismo degli evirati cantori, su cui i napoletani facevano affidamento.
Il programma della IUC ha alternato brani vocali a brani strumentali, tutti evidenziando bella intonazione dell'Accademia degli Astrusi e una direzione rigorosa di Federico Ferri, poco incline a concessioni a inuguaglianze e a diminuzioni.

La Sinfonia a 4 in si minore "Al Santo Sepolcro" e il "Concerto madrigalesco in re minire RV129" di Antonio Vivaldi insieme con il Concerto a 4 in sol minore di Baldassare Galuppi hanno intervallato con finezza e coerenza il "Salve Regina in fa minore" di Giovan Battista Pergolesi, la cantata "A rupe alpestri" di Galuppi e "Cessate, omai cessate" di Vivaldi.
Sara Mingardo è dotata di una voce autentica di contralto, che utilizza sotto la vigile attenzione di una tecnica impeccabile e con la sobrietà fraseologica tracciata da un gusto filologico finissimo.
Diminuzioni e messe di voce introdotte senza concessioni alla mera esibizione e nitidezza di accento sempre rispettata; omogeneità di registri e capacità empatica hanno contribuito a dare vita ad un concerto di altissimo valore.
Non rifiutabile un bis, che Sara Mingardo ha definito "rubato" al repertorio di mezzosoprano evirato settecentesco: la splendida "Ombra mai fu" dal Serse di G.F.Haendel, opera seria composta nel 1738 quasi su misura per il sopranista Caffarelli. E Venezia e Napoli ? Protagonista anche nel bis è la Scuola Napoletana che formò Gaetano Majorano, detto Caffarelli o Caffariello (Bitonto, 12 aprile 1710 – Napoli, 31 gennaio 1783) al supremo magistero di Nicola Antonio Porpora, ma anche i teatri veneziani che del cantore evirato ospitarono i successi.
Ma nell'Aula Magna de La Sapienza il trionfo è tutto per Sara Mingardo.

Dario Ascoli

 

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