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Un allegorico requiem firmato Latella Stampa E-mail
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Scritto da Dadadago   
Giovedì 19 Novembre 2015 16:05

 

 

Antonio Latella porta al Teatro Bellini di Napoli dal 18 al 22 novembre2015 lo spettacolo Ti regalo la mia morte, Veronika, ispirato all'omonimo lavoro di Rainer Werner Fassbinder e in particolare alle creazioni che il regista bavarese ha dedicato alla rappresentazione e all’analisi della donna. Partendo dalla rievocazione della vicenda del film Veronika Voss, durante lo spettacolo incontriamo alcune tra le figure femminili protagoniste del suo cinema.
Donne che, tutte insieme, costituiscono idealmente un'unica opera, un lavoro in cui sguardo cinematografico e biografia personale tendono a coincidere.
La modalità scelta dal regista è densa di citazioni, rimandi, allusioni, riflessi, omaggi; intricata con frequenti incursioni cinematografiche, in un sovrapporsi di linguaggi molto cerebrale, diciamo non semplice da seguire e in qualche momento prolisso. Tutto concorre ad un clima distonico, spazio mentale in cui si entra e si esce dal gioco del cinema e dalla vita del personaggio alterato e succube della morfina:le luci sulle tonalità del bianco curate da
Simone De Angelis, i bellissimi giochi di ombre di installazioni in ferro battuto che raffigurano a secondo dei momenti i volti di Veronika e poi di Rainer realizzate da Massimo Arbarello, Sebastiano Di Bella e Fabio Bellitti per l'occasione anche coinvolti come attori sul palco, la scenografia predominante creata da Giuseppe Stellato in cui si staglia una enorme pelliccia bianca che fa da sfondo alla ricreazione di un set cinematografico con vecchie sedie da teatro/cinema e un proiettore da 16mm che non manca di essere puntato verso la platea in alcuni momenti; e quella finale con il ciliegio fiorito ad evocare un luogo astratto ed onirico che accoglie tutte le eroine fassbinderiane (Maria, Martha, Margot, Elvira, Emma) vestite da graziose signorine ottocentesche assieme all'unico uomo che accede ossia Robert; i costumi (Graziella Pepe) albini gorilleschi del Coro e quelli color carne che gli attori mostrano quando “entrano nei loro personaggi” che rimandano ancora alla protagonista, ed il disegno sonoro architettato da Franco Visioli che segue gli stati psicologici di Veronika.

Due ore in cui cinema e teatro si scambiano le scene, con autocitazioni e metalinguaggio, trama destrutturata ed un gruppo di attori che si muove tra la sceneggiatura del film, scandita anche nella punteggiatura e nelle didascalie (!), l'essere il Coro che interagisce con il personaggio - che a sua volta talvolta interagisce con il pubblico - e l'interpretazione dentro/fuori dei vari ruoli. Un in continuo intrecciarsi (la lingua italiana con il tedesco, la radiocronaca della corsa ippica con i flash cinematografici, le proiezioni sullo sfondo mentre la vicenda si frammenta ...) Latella e Federico Bellini approntano un percorso labirintico nel quale lasciano dissolvere il personaggio/attrice di Veronika ex-diva, celebre ai tempi del nazismo e diventata, “sul viale del tramonto”, una morfinomane. Monica Piseddu incarna a pieno questo disperdersi con la sua recitazione multiforme che amplifica l'effetto di “straniamento” di brechtiana memoria attorniata dai bravissimi Annibale Pavone/Robert Krohn, Valentina Acca/Henriette/Margot, CandidaNieri/Dottoressa Kratz/Martha, Caterina Carpio/Grete/Maria, NicoleKehrberger/Josepha/Emma, Fabio Pasquini/Capo Coro/Ebreo/Regista, Maurizio Rippa/Capo Polizia/Elvira che riveste una notevole importanza drammaturgica per le sue qualità canore.
Molto ben accolto in prima serata dal pubblico napoletano, noi aggiungiamo che questo lavoro necessita di diverse chiavi di lettura e di una partecipazione attenta alla sua complessa partitura che come dice il regista é ...”
una partitura dell'anima, quasi un allegorico requiem.” .

 

 Dadadago

 

 

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