Ediz. n.242 - 09.10.16

Partnership

Sostieni
Oltrecultura
e sarai visibile a  1 milione di  contatti !
scrivi a
commerciale


di mary
Via Oslavia , 44 - 00195 Roma
 +39 063208224
lallegrettodischi@yahoo.it


minabottesini@libero.it

+39 3392394093

 

 

 


Luigi Petrosino - Grafico e Pittore

 

Bottega Federiciana delle Arti

 

 

Dove saremo

Area Riservata

Teatralità e magia sonora delle Sonate per tastiera di Domenico Cimarosa nel pianismo raffinato di Dario Candela Stampa E-mail
Oltrecultura: Recensioni Musica © - Cameristica ®
Scritto da Rosanna Di Giuseppe   
Sabato 19 Marzo 2016 19:15

  

Un evento di grande valore culturale e artistico si è verificato venerdì 18 marzo 2016 nella sala Scarlatti del Conservatorio San Pietro a Majella di Napoli all'interno delle Celebrazioni per il secondo centenario della scomparsa di Giovanni Paisiello (1816-2016).
Nei “luoghi di Cimarosa”, come recita lo slogan del programma di sala che allude alla scelta di proporre “i suoni del tempo” dell'epoca di Paisiello nei luoghi storici di origine di quegli autori, è stato stato offerto all'ascolto un assaggio della produzione integrale delle “Sonate” di Domenico Cimarosa (Aversa1749-Venezia 1801) che Dario Candela sta incidendo per la casa discografica Dynamic, in occasione della presentazione del primo dei due dischi destinati a racchiuderla.
Ventisei le sonate proposte all'ascolto delle 44 incluse nel primo CD (altrettante seguiranno nel secondo), dal pianista Candela che si è assunto un arduo compito, trasferendo, al di là di intenti filologici sul moderno pianoforte, un repertorio di “schizzi” musicali per strumento a tastiera privi di qualsiasi indicazione fraseologica e dinamica sulla maniera di esecuzione, nonché di informazioni sulla loro successione o possibile accostamento. Partendo dall'edizione critica di riferimento di Andrea Coen (Zanibon 1989), ultima in ordine di tempo dopo la prima edizione a stampa (88 Sonate) apparsa a Firenze nel 1882, l'interprete ha dovuto creare dapprima una vera e propria regia teatrale e conseguente drammaturgia (paragonabile a una sorta di mix di un “film finito di girare ma non ancora montato”, per usare l'efficacissima immagine offerta da Sandro Cappelletto nella prefazione premessa al CD) della successione dei suoni, ritmi, andamenti e differenti umori e caratteri, contenuti in queste 'pagine d'album', forse nate quali movimenti scissi di sonate più ampie o appunti per “partimenti” (esercitazioni scolastiche) come segnalato da Dinko Fabris che assieme a Cappelletto ha presentato l'evento, annotazioni personali dell'autore a scopo didattico o personale, o componimenti destinati a soddisfare qualche intima occasione mondana, per poi svelarci un intero mondo di sconfinata fantasia sonora.

Ne è venuto fuori un tutt'uno affascinante, costruito su un tipo di sceneggiatura basata sulla contrapposizione e sulla varietà dell'invenzione. La ricchezza della vena musicale di questo grande autore della scuola musicale napoletana proiettato nei più grandi centri europei della musica (Venezia, Roma, Firenze, Parigi, Londra, Vienna, Dresda, Sanpietroburgo) e il cui nome, nella fama, rimane legato tuttora prevalentemente alla produzione operistica (un titolo fra tutti il “Matrimonio segreto”), ci viene così svelata in un microcosmo di piccole “cose”, opera aperta, moderna nella suo essere sfuggente, a cui il pianista dà forma e senso con acuta sensibilità, mettendo al suo servizio l'intera gamma delle possibilità espressive e tecniche del suo strumento (arpeggi, suoni ribattuti, cantabilità, suoni 'strappati' o financo discretamente percussivi, dissolvenze nel pianissimo..) che diventa lente di ingrandimento, mezzo di auscultazione profonda della musica cimarosiana.
Privilegiando, per sua dichiarazione, “due aspetti in assoluto: il contrasto e la cantabilità” del corpus affrontato, Dario Candela riesce a rendere al quadrato il dialogo del compositore con sé stesso e dell'interprete col suo strumento e con l'autore prescelto.
Egli ne coglie appieno, scardinando i confini formali della seconda metà del Settecento, il senso della proporzione, l'esuberante inventiva che trascorre lievemente dalla gaiezza alla tenerezza, dalla spiritosità alla malinconia, dal lirismo ai toni accesi vicini a Domenico Scarlatti, dalla consequenzialità melodica ai colpi di scena provenienti evidentemente dalla grande esperienza dell'opera buffa e del teatro musicale, in un fluire elegante in cui ogni suono è centellinato, ogni andamento di frase o elemento dinamico, è scelto, pensato secondo le ragioni della musica.
L'effetto risuona inedito e prodigioso, sia per la resa sfaccettata e completa di questi piccoli capolavori di un gigante del Settecento, sia per il risalto dell'indagine sonora condotta con amore sullo strumento pianoforte, a maggior ragione a confronto con il suo antesignano fortepiano, di tutt'altro fascino, presente in scena nell'esemplare del “pianoforte a tavolo” donato a Paisiello dalla zarina Caterina II, su cui il maestro Livio De Luca ha eseguito nella stessa serata musiche originali dell'epoca in omaggio a Paisiello.
Applausi scroscianti e prolungati a conclusione di un vero e proprio viaggio nella magia del suono.

Rosanna Di Giuseppe

 

Lettori nel 2016

mod_vvisit_countermod_vvisit_countermod_vvisit_countermod_vvisit_countermod_vvisit_countermod_vvisit_countermod_vvisit_countermod_vvisit_counter
Verificati > 1 milione di lettori nel corso del 2015 -------------------- Previsti > 1.200.000 lettori nel corso del 2016