Ediz. n.242 - 09.10.16

Partnership

Sostieni
Oltrecultura
e sarai visibile a  1 milione di  contatti !
scrivi a
commerciale


di mary
Via Oslavia , 44 - 00195 Roma
 +39 063208224
lallegrettodischi@yahoo.it


minabottesini@libero.it

+39 3392394093

 

 

 


Luigi Petrosino - Grafico e Pittore

 

Bottega Federiciana delle Arti

 

 

Dove saremo

Area Riservata

Alessandro Scarlatti spegne 356 candeline Stampa E-mail
Oltrecultura: Recensioni Musica © - Cameristica ®
Scritto da Katia Cherubini   
Mercoledì 04 Maggio 2016 01:20

Gradita consuetudine il concerto celebrativo "356 candeline per Alessandro Scarlatti" offerto dall'omonima Associazione, per l'anniversario nella nascita del compositore (Palermo, 2 maggio 1660 – Napoli, 24 ottobre 1725) , che si è tenuto il 2 maggio 2016 alle ore 19,00 presso la Cappella della SS. Trinità del Pellegrini e che ha visto protagonista l' Ensemble Barocco di Napoli, solista e direttore Tommaso Rossi, artefice di una accurata concertazione.
La serata si è aperta con il benvenuto del padrone di casa Don Tonino Palmese, Vicario Episcopale per la Carità e la Giustizia e preposito dell'Augustissima Arciconfraternita della SS. Trinità dei Pellegrini e Convalescenti, che dal Cinquecento non solo svolge attività benefiche e religiose, ma possiede e rende fruibile un patrimonio culturale straordinario. Essa vanta un complesso museale composto dalla Chiesa di Materdomini e quella della SS. Trinità dei Pellegrini con il suo coro, la Terra Santa, l'archivio storico composto da 1254 volumi e svariate sale e gallerie, visitabili da curiosi, appassionati e studiosi.
Il ringraziamento particolare di Don Tonino Palmese a coloro che, nell'ottica della condivisione di un'antica tradizione, per perpetuare un'esperienza di solidarietà , di amicizia e di formazione, hanno accolto la bellissima iniziativa. "Se c'e' un'espressione culturale che accorcia le distanze fra la terra e il cielo..., quella è proprio la musica....".
Meravigliosa la sede che ha accolto il concerto: la Cappella della SS. Trinità del Pellegrini, costruita al di sopra della chiesa cinquecentesca nei primi del 1700 da Giovanni Antonio Medrano, l'architetto di Sciacca che aveva lavorato anche per il Teatro San Carlo e per la Reggia di Capodimonte e, successivamente,tra il 1792 e il 1796, da Carlo Vanvitelli.
Il tutto a poca distanza dalla Chiesa di Santa Maria di Montesanto, dove si trova la tomba di Alessandro Scarlatti, compositore che, per obbligo di vita e per versatilità di mente, è stato di una fecondità artistica inesauribile. Indubbiamente, a fronte di una produzione vocale che conta oltre cento melodrammi, una quarantina di oratori e più di settecento cantate profane con basso continuo e strumento obbligato, il corpus strumentale di Alessandro Scarlatti, pur essendo una produzione quantitativamente esigua e un territorio ancora tutto da esplorare, riveste una straordinaria importanza, soprattutto per la qualità della scrittura che denota uno stile sospeso tra la gloriosa tradizione contrappuntistica e un felice melodizzare che guarda decisamente verso il futuro.

In programma tre concerti per flauto che rientrano nell'ambito dei sette concerti scarlattiani presenti nel manoscritto contenente "24 Concerti di flauto, violini, violetta e basso di diversi autori" conservato nella biblioteca del Conservatorio di San Pietro a Majella: Concerto XXIII in do maggiore per flauto, due violini e basso continuo; Concerto XII in do minore per flauto, due violini e basso continuo e il Concerto XXI in la minore per flauto, due violini e basso continuo.
In alternanza a questi, due Concerti per archi, il n. 3 in fa maggiore e il n. 2 in do minore.
Formalmente il linguaggio musicale è contraddistinto da uno stile severo e rigoroso, sostenuto da una solida dottrina contrappuntistica, appresa dal compositore inizialmente a Palermo, e successivamente affinata nella Roma dominata dall'imponente figura di Giacomo Carissimi.
Ma sarebbe superficiale non rilevare come nei lavori di Scarlatti vi sia una maggiore indipendenza dallo stile tipico della Scuola Romana, a vantaggio di un sapore più profano e sentimentale che "da chiesa".

I tre concerti per flauto presentano il secondo movimento fugato che evidenzia, oltre che una estrema perizia compositiva, una notevole precisione tecnica e stilistica del solista, ben seguito dai suoi strumentisti a cui lo lega un evidente affiatamento: Raffaele Tiseo e Marco Piantoni ai violini, Manuela Albano al violoncello, Patrizia Varone al clavicembalo, Rosario Di Meglio alla viola.
Le sonorità sono risultate ora trasparenti, ora impetuose, a volte più introspettive o drammatiche, ma nel complesso l'ensemble si è fatto ammirare per la fluida scorrevolezza del suono orchestrale, oltre che per l'intonazione, l'elegante articolazione delle arcate e la pregnante capacità di amalgama sonoro. Scarlatti riserva al flauto non solo una scrittura ricca di un'espressività chiaramente evidente nella serena cantabilità dei movimenti lenti, in cui raggiunge un delicato livello di introspezione, ma lo fa muovere anche in strutture che nel loro alternarsi descrivono la forma di una suite, presentandosi ora con i toni composti di nobili danze ora con virtuosi giochi di agilità, ma non tralasciando mai quel senso del contrappunto che, unito ad un gusto timbrico meno rigoroso, ne costituisce la cifra stilistica .

Il pubblico, numeroso nonostante il clima poco favorevole, entusiasta dell'esecuzione, ha chiesto ed ottenuto un bis, consistente in un movimento (allegro) tratto dal Concerto in la minore, già eseguito durante il "compleanno" di Alessandro Scarlatti nel 2010 e qui riproposto a chiusura di un concerto di altissimo livello non solo per la bravura degli interpreti e per la particolarità dei brani eseguiti, ma anche per la sede prescelta, importante patrimonio della città di Napoli.

Katia Cherubini

 

Lettori nel 2016

mod_vvisit_countermod_vvisit_countermod_vvisit_countermod_vvisit_countermod_vvisit_countermod_vvisit_countermod_vvisit_countermod_vvisit_counter
Verificati > 1 milione di lettori nel corso del 2015 -------------------- Previsti > 1.200.000 lettori nel corso del 2016