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Le regole del giuoco del tennis l’ironico modo per raccontare tutti i luoghi comuni sull’omosessualità Stampa E-mail
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Scritto da Mariagrazia Liccardo   
Sabato 18 Giugno 2016 19:02

 

Benvenuti nel X secolo. Dove X sta per ics secolo, secolo indeterminato. In questi giorni i fatti di cronaca ci portano a riflettere fortemente sulla realtà presente e futura di una volontà chiara di non voler essere riconosciuti in una specifica identità di genere. E’ solo il primo passo verso un futuro in cui l’amore potrà dichiaratamente prescindere dall’appartenenza ad un genere incastrato ed incastrante solo perché madre natura ha distribuito un organo invece che un altro.
Nella vita si subiscono quotidianamente abusi: di natura psicologica, economica, lavorativa, sessuale; legati al genere, alla sessualità, all’età, alla religione, alla classe sociale, alla territorialità. Gli stessi abusati sono a loro volta abusanti.
Dalla tenera età all’età incerta. Dalla seconda adolescenza alla maturità. Fino a ieri. Anche oggi. Quotidianamente.
Un po’ legati alla cultura inculcata, un po’ legati alla naturale propensione a fidarsi dell’altro, non ci si aspetta che le persone possano soffrire di questo malessere chiamato discriminazione.
Ma la discriminazione nasce dalla paura, paura dell’ignoto, paura di essere noi stessi diversi da chi ci sta davanti. La paura di non sapere come l’altro da noi accoglierà questa diversità. Quando ciò accade tra persone vicine, molto vicine, amici diciamo, tutto assume la forma di un palleggio di una partita a tennis.
Per il Kju Festival -Campania Queer Festival- edizione 2016, col sostegno di Optima Italia e il patrocinio di Arcigay Napoli, presso il Nuovo Teatro Sanità, il 18 giugno 2016: Le regole del giuoco del tennis di Mario Gelardi, con Riccardo Ciccarelli e Carlo Geltrude. Regia di Carlo Caracciolo.
Amici da sei anni, di estrazione sociale diversa, molto legati, Matteo e Guido, sono compagni e complici in una partita di doppio contro due fratelli, antipatici, ma gli unici ad essere accondiscesi a competere con loro in una partita di doppio. Questa doppio consentirà ai due amici di conoscersi più profondamente di quanto non sia avvenuto in tutti questi anni. Diversi in ogni loro aspetto ridefiniscono la loro identità grazie alle regole del gioco del tennis. Ad ogni punto, scenicamente rappresentato in modalità straordinariamente diverse, liberano un aspetto di loro che non avrebbero mai avuto il coraggio di svelare, a volte nemmeno a loro stessi.
Emozioni, sentimenti, pensieri in continua evoluzione e scoperta, sempre più profondi, sempre più sinceri. Provocazioni e rabbia per rimuovere i freni inibitori e consentirsi di dire ciò che volteggia nell’aria, tra gli ironici luoghi comuni sull’omosessualità che i due amici si rinfacciano: quell’amicizia è forse qualcosa di più. Carlo Geltrude scrive sul suo profilo Facebook: “Noi siamo quelli che quando preparano uno spettacolo fanno le nottate... Il sudore non ci pesa e nemmeno la stanchezza... Il teatro per noi è una ragione di vita... È un lavoro...“ Si è visto tutto quel sudore, quell’affiatamento.

Le regole del giuoco del tennis è una produzione Nuovo Teatro Sanità è il secondo appuntamento del Kju Festival -Campania Queer Festival- edizione 2016
Il 19 giugno, ore 19.00, alla Galleria Primo Piano, il reading-spettacolo Benzina, liberamente tratto dal romanzo di Elena Stancanelli, adattato da Daniele Falleri, che vedrà in scena Gea Martire, Denise Capezza, Annalisa Direttore ed Eduardo Di Pietro. Venerdì 24 giugno alle 21.00, di nuovo presso il Nuovo Teatro Sanità red Frida, con Sara Saccone, la danzatrice Ilaria Di Vicino e la voce registrata di Giovanna Marziano, video installazione, musiche originali e regia di Ciro Pellegrino.
A chiudere la manifestazione, il 26 giugno, lo spettacolo Leopardi amava Ranieri, scritto a quattro mani da Claudio Finelli e Antonio Mocciola, per la regia di Mario Gelardi. In scena Antonio Agerola e Fulvio Sacco con la partecipazione di Lalla Esposito e Irene Grasso, sulle musiche originali e le immagini di Ciro Pellegrino.

Mariagrazia Liccardo

 

 

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