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Scritto da Katia Cherubini   
Sabato 18 Giugno 2016 21:49

 

 

Il titolo riporta un'affermazione di Zoltan Kodaly (1882-1967), uno dei maggiori compositori ungheresi del Novecento.
E il
cantare in coro è sicuramente un' attività che porta ad un approccio attivo verso la musica e l'unica che permette di “educare” centinaia, migliaia di persone, dal momento che ognuno possiede lo strumento utilizzato. “Prima di creare strumentisti è importante creare coristi, perché una cultura strumentale non può diventare cultura di massa".
La manifestazione, organizzata nell'ambito delle iniziative promosse dalla
FENIARCO ( Federazione Nazionale Italiana Associazioni Corali), dall’ARCC ( Associazione Regionale Cori Campani) e dal Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo, in occasione della Festa della Musica Europea 2016, ha avuto luogo presso la Domus Ars, Centro d’Arte, Musica e Cultura, in via Santa Chiara a Napoli, il 17 giugno 2016 alle ore 19,30. Con l'occasione l'ARCC ha anche festeggiato il suo 20° Anniversario di attività dell' Associazionismo Corale in Campania che, ad oggi, comprende circa 35 realtà corali regionali con rappresentanti di tutte le province campane.
La serata
ha avuto come protagoniste cinque prestigiose compagini vocali, napoletane di nascita, ma note anche nel resto d’Italia: ad aprire la kermesse la corale del Buon Pastore, diretta da Gianfranco Manfra, fondata nel 1991, che ha allietato il pubblico presente con brani d'autore contemporanei (Zero, De Andrè, Frisina e il compositore norvegese Lovland) rivisitati polifonicamente dal M°Manfra; il Coro Polifonico “Luna Nuova” , nato nel 2006 dall’unione di più gruppi canori, è stato diretto e accompagnato al pianoforte dal maestro Antonello Cipriano ( che, per l'occasione, ha sostituito il direttore Carmine Matino) in un repertorio che da Faurè è giunto a Gershwin passando per G.P.da Palestrina. Il coro Vox Nova, diretto dal M° Angela Merola, nato nel 2005 e formato da coristi che, in un'ottica di promozione, ricerca e diffusione della cultura musicale e le sue tradizioni nell’ambito nazionale, hanno presentano alcune delle canzoni napoletane più conosciute, amate e cantate in tutto il mondo, ovviamente revisionate per coro, Cicerenella, Reginella, Torna a Surriento , Munasterio e Santa Chiara, per chiudere con Era de Maggio.
Il clou della serata è stato raggiunto con l'esecuzione del Coro Polifonico Domini Cantus, nato nel 2011, diretto dal M° Vincenza D' Ambrosio, che con la sua verve artistica, trasmette la passione per la musica ed il gusto di cantare e di stare insieme in un cammino di ricerca e di sperimentazione sulla “coralità”, accostandosi ad un particolare repertorio polifonico a cappella del periodo che va dal ‘500 al contemporaneo, in linea con il desiderio di cimentarsi in sfide esecutive attraverso il canto, seguendo percorsi poco frequentati in Italia.

Non meno accattivante l'esecuzione del Coro Polifonico Flegreo, diretto da Nicola Capano e accompagnato al pianoforte da Aniello Mallardo, i cui coristi, tutti non professionisti, ma fortemente animati dalla passione per il bel canto, hanno presentato un repertorio più spiccatamente legato alla tradizione classica napoletana.
Concerto godibilissimo, in cui tutti i cori hanno
fornito il loro splendido apporto in un clima disteso senza mai risparmiarsi e trasferendo intense emozioni al pubblico presente che, attento ed entusiasta, ha salutato con calorosi applausi le performance musicali fino al gran finale, durante il quale gli artisti hanno interpretato insieme la celeberrima “Funiculi funicula”.
Tutte le Corali hanno dato prova di esecuzioni di buon livello tecnico, di adeguate proprietà stilistiche, accompagnate da vivaci interpretazione e attenta cura del fraseggio e dell'espressione dinamica. Nella presentazione di un programma così vario hanno rispecchiato in pieno la mission della Festa della Musica che non e' un evento basato su un determinato genere o su un compositore in particolare, ma una vera e propria manifestazione popolare alla quale tutti possono prendere parte, come musicisti o come spettatori,ad ingresso gratuito, perché lo scopo della Festa non è il lucro ma la promozione della musica dal vivo e degli artisti.
Obiettivo della Festa della Musica è, infatti, quello diavvicinare tutti alla musica e di consentire la massima partecipazione in un momento di socialità, creatività ed espressività, ma, soprattutto, favorire la consapevolezza di sentirsi parte integrante di un sodalizio, di un “insieme” dove tutti – qualunque sia il repertorio, la competenza amatoriale e/o professionale – possono condividere, scambiare, confrontare le proprie esperienze musicali, generando cultura, mantenendo viva la tradizione, l' innovazione, la sperimentazione e soprattutto la gioia del canto corale.
La
Festa della Musica è nata nel 1976 da un’idea del francese Joel Cohen per festeggiare il solstizio d’estate, è un festival musicale che “esplode” sonoramente il 21 Giugno in tutto il mondo, con l’intento di promuovere la pratica dell’arte musicale ad ogni livello, in qualsiasi forma di espressione, stile, genere e tradizione è aperta a tutti coloro che desiderano esibirsi davanti ad un pubblico forgiando “un linguaggio musicale aperto”, e conferendo alla musica un ruolo didattico e formativo e di promozione culturale.
Non casuale la scelta della sede nel
Centro di Cultura “Domus Ars", nato con l’intento di essere un’oasi di benessere culturale: un luogo dove la cultura possa esprimersi in tutte le sue forme ed essere sperimentata attraverso qualsiasi espressione artistica. E che, con la sua posizione strategica nel cuore del centro antico della città partenopea, vuole diventare crocevia di artisti e punto di riferimento per il panorama culturale della Campania.

Katia Cherubini

 

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