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Una favola di Campania nel racconto di Giuliana De Sio Stampa E-mail
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Scritto da Marisa Paladino   
Lunedì 27 Giugno 2016 15:28

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Una favola di Campania arriva direttamente dal Napoli Teatro Festival a Salerno. Il 25 e 26 giugno 2016 è andato in scena il terzo appuntamento del progetto di letture teatrali di fiabe, miti, leggende e cronache della Campania curato da Marco Balsamo, produzione Nuovo Teatro e regia di Fabrizio Arcuri.
Il percorso è itinerante, toccherà splendide località della Provincia come Ravello, Scario, Acciaroli e Castellabate anche se il maggior numero degli spettacoli è previsto a Napoli, tra il Museo Madre e Villa Pignatelli.
Il palcoscenico del Teatro Verdi di Salerno, per l'occasione, è stato vissuto all'incontrario, infatti gli artisti, la narratrice Giuliana De Sio ed il quartetto musicale di accompagnamento, ma anche le file degli spettatori erano sistemate tra le quinte, con il sipario del teatro chiuso come fondale. La conosciuta e apprezzata attrice, di origini salernitane, ha declamato quattro fiabe sulle note di sottofondo del quartetto grossetano L'Orchestrina Musica da Ripostiglio, intermezzi genere pop-jazz arrangiati secondo i ritmi della tradizione locale.
I riflettori sono tutti sulla figura esile e in nero dinanzi al leggio, un grande schermo ricurvo lascia scorrere alle sue spalle immagini colorate dai tratti infantili. Attrice di cinema, teatro e fiction di successo, l'attrice è nella serata l'inedita narratrice di quattro fiabe tratte dal "Decamerone campano" che studiosi locali hanno realizzato, raccogliendo e trascrivendo 99 storie tra fiabe, leggende, favole e racconti orali.
La Gatta Cenerentola, in apertura, è un omaggio alla più celebre tradizione de Lo cunto de li cunti o Pentamerone di Gian Battista Basile, messa poi in musica dal Maestro Roberto De Simone nell'omonima opera teatrale del 1976.

A seguire le tre favole Lapa d'oro e miccioli d'argento, A femmena e 'o diavolo e Il principe e la scalinatella che dopo l'immancabile "C'era una volta...." raccontano di personaggi tipici del mondo fiabesco, la mamma e le sue figlie, la sorellastra messa da parte e le sorelle invidiose, il principe e lo scarpino d'oro, popolani che vendono l'anima al diavolo e donne che ne sanno una più del diavolo, di poteri soprannaturali e scalinatelle di cristallo, tutto tra amori contrastati e felici ricongiungimenti.
Storie cariche di un'universalità senza tempo, dove il giusto e l'ingiusto sono nettamente distinti, e dove il bene spesso trionfa sul male. Il 'vissero felici e contenti' riedito in forma teatralizzata e moderna, resta di fascino e inossidabile presa per lo spettatore.
E' quel "voler narrare "cento novelle, o favole o parabole o storie" che sono intrattenimento, ma anche capacità inventiva e stimolo all'immaginazione, quasi un risarcimento contro gli infortuni della realtà. Un mondo impalpabile e impossibile dove tutto è possibile, e il prodigio sempre dietro l'angolo, cambia il destino di uomini semplici e donne astute, ma anche di principi ricchi e regine potenti.
In scena una Giuliana De Sio dalla lettura sincera e senza indugio ma che non ci lascia sottopelle la dimensione seduttiva del fiabesco, la maturità espressiva e la sobrietà di resa premiano l'esito, troppe volte la giusta efficacia emozionale si perde nella mancata connessione alla qualità del registro vocale.
Nel complesso, comunque, assolutamente godibile anche per l'accompagnamento musicale di Luca Pirozzi (chitarra e voce), Luca Giacomelli (chiarre), Raffaele Toninelli (contrabasso) e Emanuele Pellegrini (batterie & percussioni), gli artisti grossetani dell'Orchestrina Musica da Ripostiglio che con un swing contaminato e vicino alla sonorità della tradizione partenopea e campana hanno sicuramente contribuito alla pienezza dello spettacolo.
L'attrice regala a fine spettacolo due poesie erotiche, frutto di un poetare "segreto" e dal linguaggio volgare e licenzioso, attribuite a Edoardo De Filippo che non ne riconosceva la paternità, la eclamazione è colorita e disinvolta e strappa il sorriso del pubblico, tra il senso allusivo e la visceralità espressiva partenopea. Sono applausi finali molto calorosi, non solo al suo essere conterranea ma soprattutto ad una versatilità espressiva e artistica non comune.
Un arrivederci presto a Salerno il 2 e 3 luglio con Giancarlo Giannini, il prossimo appuntamento è invece per il 29 e 30 giugno 2016 a Napoli alla Villa Pignatelli con Claudio Santamaria.

Marisa Paladino

 

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