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Donne Perse(phone) Stampa E-mail
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Scritto da Alessandra Bernocco   
Giovedì 30 Giugno 2016 03:56

 

 

 

Un dramma moderno sulla violenza di genere declinato guardando al mito classico. E' Donne Perse (phone) che già nel titolo stesso, e nel modo di porlo, rivela le sue intenzioni.
Scritto da Annalisa Venditti, giornalista e scrittrice che coniuga una solida formazione classica a un'attenzione costante per la cronaca nera (Venditti è, tra l'altro, autrice del programma di Rai 3 Chi l'ha visto?) questo testo in versi ispirato dalle cronache dei giorni nostri è una rivisitazione della vicenda della dea greca Demetra, madre di Persephone rapita da Ade e costretta a vivere nel regno dei morti.
Ma mentre nel mito la madre Demetra ottiene che la figlia ritorni sulla terra sei mesi l'anno, le madri di oggi hanno perduto le loro figlie per sempre.
Figlie uccise o abusate da mariti, fidanzati, compagni violenti, strappate per sempre alla vita, agli affetti, alla sacralità del rapporto tra madre e figlia.

E' su questo rapporto che l'autrice si sofferma, e lo fa dando voce alle vittime che come Persephone ritornano per raccontare alle madri gli ultimi attimi di vita, e per ricucire uno strappo che nessuna violenza può definitivamente recidere.
Il risultato è un dialogo intimo tra madre e figlia che si nutre di un linguaggio contaminato eppure cristallino, in cui le atmosfere metropolitane evocate con le parole della cronaca nera si innestano nella struttura del mito classico.
La messa in scena a cura della regista Paola Sarcina è frutto di un laboratorio durato tre mesi che ha impegnato tredici donne non professioniste e un'attrice professionista ed è prevista per il 30 giugno 2016 alle ore 21 alla Casa Internazionale delle Donne a Trastevere.
In scena le donne-anime si raccontano spoglie di sovrastrutture, ognuna identificata dal proprio colore. Azzurro per la fanciulla uccisa, soffocata e abbandonata sulle rive di un lago. Rosso per una giovane il cui corpo venne trovato straziato dai vetri di una bottiglia. Il nero per una donna, uccisa incinta nella casa dove dormivano gli altri suoi figli, ammazzata in una notte di primavera dal marito violento.
"Storie vere di madri e di figlie -dice l'autrice - specchio non solo dell'alto tasso di violenza dilagante, ma soprattutto della fragilità del rapporto di coppia. Rapporti distruttivi, malati, dove il cosiddetto amore è un concetto deformato. Il laboratorio è stata un'occasione importante di riflessione sul tema.
Ci auguriamo tutte che lo spettacolo possa contribuire, anche solo in minima parte, ad arginare un'emergenza sociale".


Il progetto ha il patrocinio di Anima per il Sociale nei Valori d'Impresa ed è stato promosso dall'associazione Music Theatre International e la Comunità Ellenica di Roma e Lazio.

Per informazioni e prenotazioni:

Music Theatre International – M.Th.I. 338 1515381 Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.

Comunità Ellenica di Roma e Lazio - 338 1747301 Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.

 

 

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