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Scritto da Tonia Barone   
Martedì 05 Luglio 2016 17:05

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Al termine del percorso di formazione annuale i partecipanti al laboratorio teatrale organizzato dall’Associazione LAAV –officina teatrale di Salerno hanno presentato lo spettacolo IN INTERIORE OMINE uno studio sul testo Il cielo sopra Berlino di Wim Wenders. Lo spettacolo è andato in scena al Teatro Nuovo di Salerno il 1 e 2 luglio 2016 riscuotendo un più che positivo riscontro da parte del pubblico, sia per la tematica trattata sia per la partecipazione della performer Sara Lisanti.  
La regia dello spettacolo-laboratorio è stata curata da Licia Amirante, a cui si deve anche l’idea originaria dello spettacolo, e Antonella Valitutti.
Lo spettacolo è stata una riflessione sul tema della vita e soprattutto del rapporto tra ciò che concerne l’ambito materiale e l’immateriale, poter indagare sull’impercettibile linea di confine, sul disorganico/organico equilibrio che collega il cielo alla terra, il materiale all’immateriale, la perfezione dall’imperfezione, l’angelico dal demoniaco.
Le parole elaborate in modo collettivo per la presentazione dello spettacolo da parte di tutti gli attori/registi può appieno restituire il percorso di riflessione seguito.
Soffrire o sapere sempre tutto. Dove di idillio si tratta? Avere il controllo. Perderlo.


Il Cielo. La Terra. Che saggezza riuscire a non tormentarsi. Che tormento la saggezza. Che tentazione fluttuare sulla vita che accade. E cosa accade quando la vita tenta la perfezione.
Che peccato essere terreni, materiali, mortali. Umani.
Che presunzione essere intrisi di immortalità, supremi giudici. Divini.
Se la Terra facesse un capogiro l'uomo potrebbe essere un angelo. Destinato ad essere per sempre il più bello, per sempre il più innocente e ancora per sempre il più beato tra i dipinti, onnivedente, protettore, guardiano, così perfetto da non aver neppure bisogno di un sesso. Eppure vorrebbe sentire la pioggia, affannarsi, preoccuparsi. Stanco della perfezione e del divino sapere sempre tutto.
Se il Cielo facesse un capogiro l’angelo potrebbe essere un uomo.
Così passionale, così precario, così vivo. Così sprovveduto da aspettare l’inaspettabile.
Così accecato dal potere e dal denaro da desiderare crudelmente la morte dei suoi stessi simili.
Così confuso tra il dover essere e il voler essere da dimenticare i propri sogni.
Così geloso dall’infrangere le regole del giusto.
Così fragile da non comprendere il limite tra ragione e follia.
Così umano dal perdere anche se stesso davanti ad un amore impossibile.
Così vero da soffrire.
E se l’idillio fosse l’aggregazione, la confusione, l’arrendevolezza, il silenzio di un abbraccio?
Di fronte al rosso amore dell’Uomo, l’Angelo prende atto che un battito di ali non vale un battito di cuore. E sceglie. E tu, chi sei?”.

Tonia Barone

 

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