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La grenoullie avait raison. Il teatro che non si può spiegare. Il teatro che si può solo vivere. Stampa E-mail
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Scritto da Mariagrazia Liccardo   
Domenica 03 Luglio 2016 06:16

 

 

Napoli Teatro Festival edizione 2016 nel calendario degli eventi ha dato spazio al lavoro scritto e diretto da James Thierrée. Il Bellini: il fortunato teatro che ha vissuto questo evento in compagnia di un pubblico di ogni età.
I fratelli Russo, ospitali come sempre, il giorno
1 luglio 2016, si sono seduti tra il pubblico per assistere allo spettacolo delle meraviglie come può esserlo solo uno spettacolo circense di nuova concezione.
Dal secondo dopoguerra il circo ha subito una trasformazione. Oltre alla tradizione familiare si sono aggiunte scuole e compagnie nuove. Il primo a dare esempio di un circo basato su un approccio estetico di tipo teatrale è stata la Russia. In occidente le
nouveau cirque è esploso con gli spettacoli del canadese Cirque du Soleil, in cui la magia del circo non si limita alla bellezza e bravura dei singoli esecutori, ma a queste si aggiungo scenografie e tecniche prese in prestito da altre discipline. La drammaturgia è ciò che però contraddistingue le nouveau cirque.
Le arti, i mestieri, le caratteristiche specifiche di ogni artista che si esibisce ruotano intorno ad un’unica storia e lo straordinario è che quest’ultima non ha bisogno di un testo, come nella migliore tradizione circense. Dentro ogni gesto, ogni scenografia, ciascuno può liberare il proprio immaginario.
Curato in ogni suo aspetto, a partire dal sipario, la scenografia immerge in un tempo astratto in cui il passato si fonde con il futuro. Piattaforme futuristiche sospese compiono movimenti armoniosi come una danza classica assumendo di volta in volta aspetti diversi. La grenoullie avait raison(La rana aveva ragione), di James Thierrée è un romantico viaggio sul mondo dell’infanzia. Leggero, brillante, comico poiché caratterizzato dalle esasperazioni eccentriche di ciascun artista, in questo caso vero e proprio attore. Paradossi, estremizzazioni, libertà di pensiero e di agito. Tutto è possibile, tutto si può fare, certo a proprio modo, basta aprire la mente e trovare nuove soluzioni, improvvisazioni misurate, dettate da severe regole. E il cuore. Il cuore deve essere leggero. Capace di ridere di sé e di donare a colui che osserva la malinconica ingenuità di chi, adulto, non ha mai vissuto quella situazione e ne assapora il paradosso.

James Thierrée spiega «La rana aveva ragione. Perché? Non lo so. E né gli anni che passano, né questa scena che frequento con gioia mi insegnano a fondo perché si fa questo o quello su questo grande battello ubriaco che chiamiamo tea… (questa parola avrebbe bisogno di un po’ di vacanze). Perché facciamo pendere i fili da certi ganci piuttosto che da altri, perché il mio corpo, in generale, si articola al contrario di ciò che è naturale, perché ciò che è categoricamente previsto raramente si realizza? Vero? E poi soprattutto perché si immagina una storia e la si intraprende? Non lo so. In questo spettacolo, ci sono misteri minuscoli che divorano misteri grandi, questo è chiaro. Si parlerà di riflesso di una creatura sotterranea che, curiosa degli uomini, si fidò di loro e fu tradita, il suo cuore si è spezzato. Si immagineranno vendette tra fratelli e sorelle rapiti e imprigionati, sotto lo sguardo di un caleidoscopio caratteriale. E per finire immergeremo i nostri piedi nel lavatoio – rivelatore di aspirazioni. Faccio teatro per non dover spiegare ciò che si agita dentro, ma piuttosto per girarci attorno. Allora giriamoci attorno se volete. Viviamo assieme, qui, alcuni momenti, cose insensate che forse hanno senso oltre la punta del nostro naso. La rana ce lo dirà»
James Thierrée è uno dei nipoti di Charlie Chaplin, respira l’aria del circo da appena nato, grazie ai genitori Victoria Chaplin e Jean-Baptiste Thierrée. Le sue esperienze non si fermano al circo di famiglia e le influenze delle varie scuole frequentate si leggono nella “costruzione” dello spettacolo. Thierrée è stato vincitore di quattro premi Molière per lo spettacolo, tra cui quello del miglior regista e il miglior esordiente nel 2006.
Con lui sul palco Valérie Doucet, dolce fiamma dello spettacolo, (performer, contorsionista, equilibrista), Mariama (cantante), Yann Nedelec (attore) Thi Mai Nguyen (danzatrice), Samuel Dutertre (performer e tecnico di palcoscenico), Victoria Thierrée (marionette), Lorenzo Graouer (tecnico di palcoscenico), Anthony Nicolas (tecnico di palcoscenico e coordinamento tecnico). Fonica Thomas Delot; Costumi Pascaline Chavenne, Costumi e responsabile di palcoscenico Sabine Schlemmer. Assistenti alla regia Pénélope Biessy e Sidonie Pigeon; assistente alla scenografia Laura Léonard costruzione e attrezzatura Thomas Delot, Samuel Dutertre, Fabrice Henches, Anthony Nicolas, Sabine Schlemmer, Monika Schwarzl, Matthieu Bony, Olivido LanzaBermejo, Simon Zaoui, Patrick Lebreton, Camille Joste. Pitture e patine Marie Rossetti. Luci Alex Hardellet e James Thierrée. Di quest’ultimo anche la scenografia e le musiche originali. Produzione e coordinamento Emmanuelle Taccard e Laurent Daufès. Nessuno va tralasciato.
Tutti hanno contribuito a rendere magica la serata.

Mariagrazia Liccardo

 

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