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Un aperitivo in Terrazza con il talento di Riccardo Caruso Stampa E-mail
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Scritto da Dario Ascoli   
Domenica 10 Luglio 2016 15:50

 

La Terrazza del Teatro San Carlo è uno spazio condiviso dall'omonima Fondazione e quello schiaffo agli intellettuali napoletani che fu sferrato dai Sabaudi nel assegnare ai potenti fedeli al Piemonte i locali fino alla cosiddetta Unità d'Italia di pertinenza del Teatro per attività ludiche e che da quel dì divenne di proprietà del Circolo dell'Unione.
A parziale indennizzo a favore del Tempio delle Musica, da qualche anno  i nuovi potenti fedeli alla dinastia di Vittorio Emanuele, concedono gli spazi della Terrazza di pertinenza catastale del Circolo agli antichi e ben più titolati proprietari, rendendo possibili concerti cameristici nella stagione estiva.
Tanto premesso per omettere ringraziamenti non dovuti ad usurpatori vari, siamo, viceversa, ad esprimere gratitudine ad un giovane e talentuoso pianista, protagonista del penultimo appuntamento della rassegna: Riccardo Caruso.
Un giovane concertista nato e cresciuto sotto le volta del Cammarano, ma, si badi, non un figlio d'arte adagiatosi, piuttosto un ragazzo consapevole di dovere onorare il cognome del padre, stimato artista sancarliano e di doversi impegnare per dimostrare che nulla gli sia stato regalato.
Ed è con questo spirito che Riccardo Caruso, il 7 luglio 2016 ha interpretato un programma che, accanto al suo autore prediletto Alexandr Nicolajevic Skriabin della Sonata n.3 in in fa# minore op.23, ha visto brani più noti, come la Ballata n.3 in lab maggiore op. 47 di Fryderyk Chopin, Tre Preludes (Voiles, Les sons et les parfums tournent dans l'air du soir e Minstrels) di Claude Debussy e l'interessantissima Sonatina n.6 , BV 284 di Ferruccio Busoni, meglio nota come Fantasia da Camera sulla Carmen di Bizet.

Iniziati da giovanissimi gli studi, Caruso si è diplomato sotto la guida del maestro Lapegna, al Conservatorio di Avellino; non estraneo anche a partecipazioni a produzioni cinematografiche (Song''e Napule), il brillante solista ha avuto modo, supponiamo ed evinciamo non sono per le circostanze anagrafiche, di perfezionarsi con l'immenso Aldo Ciccolini.
Ha collaborato con I Sancarlini diretti dal maestro Carlo Morelli.
Quanto ascoltato in Terrazza va preso con un ragionevole beneficio d'inventario per la situazione acustica non certo ideale, ma le qualità tecniche di Riccardo Caruso hanno avuto modo di farsi apprezzare pienamente.
Generoso nel concedere 4 bis con il Preludio n.22 di Chopin, la Marcia funebre per una marionetta di Gounod e Kinderszenen n.1 di Schumann.
Molte promesse e ancor più certezze dal pianista napoletano, cui l'esperienza conferirà, ne siamo certi, una maggiore duttilità nel legato e una consapevole libertà negli andamenti.
Riccardo non è tipo che si accontenti di quanto, molto, già raggiunto e questo di sicuro accontenterà i suoi fan sempre più numerosi.
Ultimo auspicio è che Napoli sappia trattenere una sua eccellenza.

 

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