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Soleil couchant e Dans l’atelier:due spettacoli consigliati ad un pubblico di adulti che non temono di lasciarsi rapire Stampa E-mail
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Scritto da Mariagrazia Liccardo   
Sabato 09 Luglio 2016 21:08

 

 

Due spettacoli, uno della durata di 35 minuti e l’altro di 18 minuti dal 2 al 6 luglio 2016 al Ridotto del Teatro Mercadante in occasione del Napoli Teatro Festival edizione 2016.
Soleil Couchant (Tramonto) e Dans l’atelier (In laboratorio), i titoli delle due piéce ideate e portate in scena da Alain Moreau.
Spettacoli senza uso di parole eppure suggeriti per un pubblico di adulti, questo è quanto consigliato dalla compagnia del Teatro Tof, per eccesso di sensibilità.
La prima storia, interamente concepita e portata in scena da Alain Moreau, è il racconto di un uomo, di una spiaggia e della luna. Incredibilmente la marionetta di dimensioni umane, manovrato da Moreau, ci racconta la sua storia, il suo passato e il suo futuro.
Moreau attraverso i movimenti a volte quasi impercettibili del protagonista esprime un mondo di emozioni, di sentimenti, facendoci riflettere su quanto non solo le parole e le espressioni del volto esprimano il mondo interiore, ma anche i micromovimenti, la prossemica. Il racconto si apre con un garrito di gabbiani e una risacca dolce che accompagna Moreau durante tutto il racconto. E’ sorprendete vedere un pubblico adulto incantato,
pendere dalle labbra di una marionetta. La storia si delinea da subito chiaramente, ma il coinvolgimento emotivo si lascia trasportare dai tempi dettati dalla drammaturgia. Molto tenere le interazioni tra marionetta e il suo creatore. Moreau mi aiuta a comprendere il suo mondo “Il marionettista crea da sé la marionetta. Quando realizzo le mie, per la testa di questa usato il polistirolo, do una prima forma alla testa e poi lavoro sugli occhi: sono fondamentali, è importante per me entrare subito in empatia con il suo sguardo. Quando sono soddisfatto passo al resto e posso anche cambiarlo, trasformarlo: provo un naso e se non mi piace ne faccio un altro, così man mano per ogni dettaglio. Questa comunicazione tra me e ciò che sto creando,” – immagino subito lui al posto di Geppetto e Jean al posto di Pinocchio- ” mi fa affezionare alla marionetta, in particolare a questa, con la quale ho portato in scena diverse rappresentazioni. Capita a volte che io sia in apprensione, perché preso da altro, temo di non ricordare la drammaturgia. Mi basta guardarla e lei mi rassicura e mi dice: ‘non ti preoccupare, lascia fare me!’” sorride Moreau, di un sorriso grazioso e timido.

La marionetta consente al marionettista di portare fuori di sé quelle emozioni e quei pensieri che se espressi direttamente potrebbero essere causa di disagio per chi li esprime e chi li ascolta. Una sorta di spostamento del focus, la marionetta è un mediatore tra il mittente ed il destinatario. Nei tempi più antichi questo genere teatrale consentiva al marionettista una satira parodistica senza doverne subire le conseguenze. Negli anni il teatro delle marionette ha assunto una forma più fine e ricercata, a partire dalla realizzazione oggettiva delle marionette, altamente elaborate e in alcune culture costruite con materiali pregiati (avorio e pocellana) e riccamente decorate. Ora ha assunto anche una narrazione più sensibile ed elegante.
La seconda parte dello spettacolo si basa su una storia che si svolge in un laboratorio di marionette.
La marionetta ci mostra come avviene la sua creazione, soprattutto quella più laboriosa della testa: si auto-crea, crea altro fuori da sé per poi entrare in collisione col creato. Ad accompagnare la marionetta in questa avventura le marionettiste
Yannick Duret e Angela Malvasi. La struttura di questo racconto ci mostra l’aspetto del Teatro di figura più vicino alla Commedia dell’Arte.
Eduardo de Filippo
, affascinato dal mondo delle marionette destinò loro la messa in scena dell’opera teatrale di William Shakespeare La tempesta, tradotta in napoletano.
La storia di Alain Moreau è riconducibile alla storia di Tof
Théâtre che nasce nel 1987 in occasione del primo spettacolo di Moreau: Le Tour du Bloc, una pièce per adulti e bambini, che ha registrato più di 500 repliche in giro per il mondo. Anche Soleil couchant e Dans l’atelier hanno già visto diverse nazioni ospitarlo.
Soleil couchant
vede la collaborazione di Laura Durnez per la drammaturgia, lo sguardo “esterno” di regia e suoni. La produzione è Tof Théâtre e Nicole Delelienne; Benoit Morea e Chantier Frigolite si aggiungono a questi per la produzione di Dans l’atelier. Entrambi gli spettacoli si avvalgono delle musiche di Max Vandervorst e delle luci di Dimitri Joukovski.

Mariagrazia Liccardo

 

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