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Pomeriggio di un ritorno d'estate: Antonio Pompa-Baldi Stampa E-mail
Oltrecultura: Recensioni Musica © - Cameristica ®
Scritto da Katia Cherubini   
Giovedì 01 Settembre 2016 20:35

Un prestigioso appuntamento quello che l'Associazione Napolinova, sotto la direzione artistica del maestro Alfredo de Pascale, ha offerto agli appassionati per i "Pomeriggi in Concerto d'Estate", martedì 30 agosto, alle ore 18.00.
La Sala Chopin ha ospitato gli allievi del Master Pianistico Internazionale, tenuto dal maestro Antonio Pompa-Baldi, foggiano trapiantato negli Usa dove insegna al Cleveland Institute of Music in qualità di Distinguished Professor of Piano.
Acclamato dalla critica americana come "il nuovo messia del pianoforte" e "il talento maggiore degli ultimi 30 anni" si è affermato nel mondo dopo le vittorie ai concorsi Van Cliburn, Cleveland e Marguerite Long, precedute da quelle in Italia allo Speranza e Rina Sala Gallo. I ragazzi, molti dei quali giovanissimi, provenienti da tutto il mondo, hanno dato vita ad un concerto di elevatissimo livello, nonostante la loro giovane età.
Ad aprire il recital il napoletano Nicola De Rosa, allievo del Conservatorio di Napoli S. Pietro a Majella, che ha eseguito dai Pezzi Fantastici di R. Schumann, il n. 3 "Warum?"(Perché?) e il n. 2 "Aufschwung" (Lo Slancio), alternando, con grande padronanza, passaggi travolgenti ad altri calmi e distesi e riproponendo quella sorta di malinconia romantica tipicamente schumanniana.
Secondo interprete, il trevigiano Luciano Boidi che, nell'esecuzione della Ballata n. 1 in sol m op. 23 di Chopin, ha dimostrato un buon tocco e una notevole grinta nell'evidenziare la linea melodica in cui gli accenti di lirismo si sono tramutati in puro canto di dolore per la patria, lasciando negli ascoltatori una sensazione diffusa di sovrapposizione di piani sonori.
E' stata poi la volta dell'undicenne californiana Anna Audenis che ha eseguito la Suite Francese n. 6 in Mi M BWV 817. Ragazzina di grande talento, dotata di un tocco agile e di una notevole sensibilità, come si è potuto apprezzare dall'ascolto dei pezzi proposti: Allemanda, Courante, Sarabanda, Gavotta, Polonaise, Bourrè, Minuetto, Giga. Evidente il rispetto degli "stacchi di tempo" ovvero degli "andamenti" delle danze, senza il quale il fascino e il senso di ogni singolo brano, piccolo scrigno dalla solidissima struttura ma di sorprendente grandezza, sarebbe andato perduto.
Una incursione nel repertorio russo ha visto il foggiano Marco Capone eseguire ottimamente la Sonata n. 3 in La m op. 28 di S. Prokofiev. Composta nella primavera del 1917, risale agli anni giovanili di quell' autentico enfant terrible della musica russa, pieno di talento, spavaldo, aggressivo, provocatorio, martellante, ricco di contrasti.
Lavoro che rispecchia un pensiero musicale personalissimo e nello stesso tempo espressione di una sensibilità moderna che spinge al limite estremo le risorse percussive dello strumento, fra asciutte dissonanze e impreviste armonie non tradizionali.

Grande intensità di interpretazione, con nitidezza del suono unito ad un bel virtuosismo, si è riscontrata nell'esecuzione di Antonio Gomena, che ha proposto un brano di Liszt del 1834, tratto dal ciclo Harmonies poétiques et religieuses, Funérailles, in cui l'autore rievoca la tragica scomparsa di tre amici passando dal clima appassionato di un Adagio, ad un Allegro energico assai, fino ad una serie di accordi sottovoce, troncati da un brusco Fortissimo.

Molto bravo anche l'altro interprete foggiano, Leone Monaco, che ha fornito un'ottima prova con l'esecuzione di una delle pagine più popolari di Chopin, lo Scherzo in Si b m op. 31, composto nel 1837 e dedicato a madamoiselle la Contessa Adèle de Furstenstein.
Lo stesso Schumann ne parlò in termini esaltanti, paragonandolo ad una poesia di Byron per la tenerezza e l'arditezza del suo linguaggio musicale.

Ancora una giovanissima , la messicana Daniela Liebman, già con il suo notevole bagaglio di esperienze , ha affrontato con grande concentrazione e notevole precisione interpretativa la Sonata n. 13 in Si b M K333 di Mozart , composta durante il terzo soggiorno parigino del compositore, nel 1778 e caratterizzata da un'abbondanza di idee melodiche contrastanti inserite in un impianto formale rigidamente classico, caratterizzato da difficoltà tecniche superate con estrema bravura dalla giovane esecutrice.
Allo spagnolo Juan Francisco Otòn Martinez è toccato il compito di concludere il recital con un'interpretazione di grande spessore della Polacca – Fantasia in La b M op.61 di Chopin, vero poema di lunga e complessa articolazione, Composta nel 1845 e pubblicata nel 1846, dedicata a M.me A. Veyret, amica di Chopin e George Sand, la Polacca-Fantasia è un perfetto esempio della cosiddetta "forma aperta", che si amplia nello svolgimento con una grandissima libertà ritmica e strutturale.
La scrittura pianistica è di tipo sinfonico.
I diversi e imprevedibili temi sembrano improvvisazioni, si dissolvono rapidamente o si sviluppano in modo del tutto inaspettato e in apparenza contraddittorio.
Quest'opera, purtroppo, non godette di grande fama tra i contemporanei di Chopin: Liszt, pur amando molto Chopin, e riconoscendo a questo pezzo "bellezza e grandezza di idee", lo definì "al di fuori della sfera dell'arte".

Concerto sicuramente di estremo interesse, così come il corposo programma proposto, in cui si sono evidenziate le naturali differenze fra gli esecutori e nello stesso tempo si sono affermate le loro individualità, legate, oltre che alla loro età, in taluni casi giovanissima, alle varie esperienze maturate nel loro percorso artistico.
A valorizzare ancor di più le loro potenzialità, il maestro Pompa-Baldi che, insieme al direttore artistico dell'Associazione Napolinova, Alfredo de Pascale, a chiusura della serata, pone l'accento sul quel valore aggiunto che una sinergia fra i partecipanti all'intenso Master, pronti a una reciproca collaborazione, e i consigli forniti dallo stesso maestro, ben lieto dell'atmosfera costruttiva e serena che si è venuta a creare, può dare alle giovani promesse applaudite caldamente dal numeroso pubblico presente che non ha lesinato complimenti.

Katia Cherubini

 

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