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La Pietà de' Turchini apre le Danze a Villa Pignatelli Stampa E-mail
Oltrecultura: Recensioni Musica © - Cameristica ®
Scritto da Katia Cherubini   
Lunedì 03 Ottobre 2016 11:53

Il 2 ottobre 2016, alle ore 18, al Museo Villa Pignatelli Cortes di Napoli, in collaborazione con il Polo Museale della Campania, protagonista della " insolita" inaugurazione della diciannovesima stagione 2016-17 "Danze e... altre stravaganze" della Fondazione Pietà de' Turchini presieduta da Marco Rossi, con la direzione di Mariafederica Castaldo, l'ensemble Concerto de' Cavalieri diretto da Marcello Di Lisa nell'esecuzione di "Trumpet Stravaganza", un programma ideato per lo straordinario virtuoso della tromba barocca, Andrea Di Mario, con Francesca Vicari e Antonio De Secondi ai violini, Piero Massa alla viola, Gioele Gusberti al violoncello e Luca Cola al contrabbasso. Albinoni, Torelli ed Händel gli autori in programma, in una serie di Sinfonie, Sonate e Suite in cui predominante è risultato il ruolo della tromba naturale nei repertori del Sei-Settecento proposti; due Concerti grossi di Corelli, il n. 4 in re maggiore e il n. 8 in sol minore, considerati pietre miliari del tardo Seicento italiano e , di Vivaldi, il Concerto per archi RV 121 e il Concerto Op. III n. 5 per 2 violini e archi RV 519.
Tipici rappresentanti del barocco italiano, Albinoni e Torelli mostrano un gusto preciso e sottile per l'ampio arco melodico e per una strumentazione accurata. Elementi distintivi del loro stile compositivo, qualità "vocali" , equilibrio, sobrietà e coerenza tematica: l'ensemble si fonde in un corpo unico capace di coloriti diversissimi, e ne sono perfetto esempio la Sinfonia Si1 per tromba e archi in re maggiore di Albinoni, la Sinfonia G1 per tromba e archi e la Sonata G7 per tromba e archi di Torelli.
In essi magnifica la prestazione offerta da Andrea Di Mario che, facendo "cantare" la sua tromba solista, è riuscito a intrecciare con gli archi incredibili sfumature di fraseggio nei loro ritmi elastici e leggeri, non trascurando quell'intenso coinvolgimento dei momenti di maggior pathos che si sono ritrovati nei movimenti lenti delle partiture proposte. Ancora la tromba protagonista, con la sua vitalità e appeal melodico, nella magnifica pagina della Suite per tromba e archi HWV 341 di Handel che è, in realtà, un lavoro con ogni probabilità apocrifo, comparso a stampa a Londra nel 1733, con il titolo di The Famous Water Piece, e debitore in gran parte della seconda Water Music Suite, nonché d'una marcia dell'opera Partenope. Di Handel anche il bis, richiesto a gran voce dal folto pubblico, dalla Cantata Diana Cacciatrice, la Sinfonia, vigoroso pezzo strumentale, foriero di una imminente battuta di caccia descritta dall'alternanza di recitativi e arie.

Una specifica categoria di concerti sorse, per la prima volta, nel tardo XVII secolo.
Queste composizioni impiegavano un'orchestra d'archi, detta "concerto grosso, ripieno o tutti", in contrasto con un piccolo gruppo di solisti, il "concertino". Il nuovo concerto grosso presto sviluppò uno stile proprio, caratterizzato da un tema di esordio basato sull'arpeggio, su ritmi incalzanti e ripetitivi, e su un disegno armonico tendente a definire la tonalità.
In programma, due i Concerti grossi di Corelli, celeberrimo violinista, concertatore, abile inventore di melodie strumentali, solistiche o d'insieme. Uno dei compositori oggi meno conosciuti dal pubblico non specialista, eppure molto apprezzato nell'Europa d'inizio Settecento: ai suoi tempi era riconosciuto come il più grande violinista e autore di pagine per archi, veri esempi di equilibrio stilistico, di razionale semplicità e di perfezione formale, intesa a facilitare un nuovo virtuosismo ben temperato, tenendo sempre d'occhio l'agio dell'esecuzione e l'"effetto" naturale dello strumento: il n. 4 in re maggiore presenta una musica così misteriosa all'inizio, poi subito trascinante e gioiosa, seguita dalla calma serenità dell'Adagio, la squisita fragranza del Vivace e l'apoteosi strumentale nell'Allegro conclusivo.
Il n. 8 in sol minore è il Concerto fatto per la notte di Natale, è costituito da 8 tempi: i primi tre sembrano non esprimere il consueto clima natalizio, espresso da nenie e motivi popolari, anzi è percepibile un'atmosfera di tensione, di angoscia, con punte di pessimistica disperazione.
La scrittura appare chiaramente densa, segno esplicito di un indirizzo ecclesiale, così come la solennità del Grave e il dialogo istituito tra i tre strumenti solisti e l'orchestra basato su una cantabilità chiara ed una discorsività musicale fervida. E' la suggestiva Pastorale conclusiva ad imprimere,con una struttura semplice ma al tempo stesso sofisticata, una destinazione natalizia.
Si possono ravvisare echi popolari ed antiche nenie, come anche il suono di antichi strumenti natalizi.
Il concerto si conclude con un clima di raccoglimento, inducendo l'ascoltatore in uno stato di profonda meditazione.

Il programma ha proposto, inoltre, una vasta visuale sul linguaggio musicale del concerto barocco che ha dominato la cultura musicale nel XVIII secolo. Con i Concerti vivaldiani per archi RV 121 e Op. III n. 5 per 2 violini e archi RV 519 l'ensemble ha avuto modo di mostrare ampiamente le sue consolidate doti interpretative evidenziando una piena padronanza degli energici ed estrosi virtuosismi del barocco veneziano del quale massimo rappresentante è il "prete rosso".
Nel corso della sua pluriennale storia, l'Associazione ha sempre proposto palinsesti di qualità, sia per la scelta dei repertori che per la presenza di artisti e di ensemble di grande profilo professionale.
L'edizione 2016/17 conferma le caratteristiche che hanno fatto la storia dell'Associazione, con un programma che spazia in un orizzonte musicale ampio e variegato, evitando le rigide distinzioni di generi musicali, e guardando esclusivamente alla buona musica, senza forme di accademismo e facendo propria la contaminazione di generi e linguaggi espressivi e le matrici popolari di compositori antichi e moderni.

A conclusione della piacevolissima serata, l'Associazione ha salutato i suoi ospiti con dolci e vino gentilmente offerti dalla Pasticceria Mennella e dall'azienda Vinicola del Cavalier Pepe. Prosit.

 

Katia Cherubini

 

 

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