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La viola e "Le musiche dei popoli": Danusha Waskiewicz Stampa E-mail
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Scritto da Emma Amarilli Ascoli   
Giovedì 27 Ottobre 2016 20:18

 

L’Accademia dell'Orchestra Mozart programma ogni anno un’intensa attività concertistica, sia di tipo sinfonico che cameristico, per questo autunno 2016 è stata organizzata una tournée italiana, in collaborazione con il CIDIM, che ha visto protagonista, insieme ai ragazzi, la violista Danusha Waskiewicz nel ruolo di solista e direttore e che ha fatto tappa a Napoli il 26 ottobre al Teatro delle Palme, per la stagione concertistica dell'Associazione Scarlatti.
Nel 2004 a Bologna nasce l'Orchestra Mozart, un progetto indirizzato ai giovani di tutto il mondo sotto la direzione, non solo artistica, di Claudio Abbado, all'interno della Regia Accademia Filarmonica di Bologna, la più antica fondazione italiana.
Famosa in tutta Europa per l'eccellenza delle sue produzioni, dovuta anche alla collaborazione con solisti di fama internazionale (ricordiamo Martha Argerich, Radu Lupu,
Alfred Brendel, Maria João Pires, Hélène Grimaud, Alexander Lonquich, Yuja Wang, Isabelle Faust, Vadim Repin, Mario Brunello, Natalia Gutman, Enrico Dindo), nel 2005 viene affiancata da un progetto di alta formazione artistica: l'Accademia Mozart,
vivaio di giovani talenti nell’alveo dell’Orchestra Mozart.
Nata nel 1973 a Würzburg, Danusha Waskiewicz ha iniziato giovanissima lo studio prima del violino e successivamente della viola.
A soli 25 anni è entrata a far parte dei Berliner Philharmoniker, per poi vincere due anni dopo il concorso per la posizione di prima viola.
Dal 2004, su invito di Claudio Abbado, è prima viola dell’Orchestra Mozart di Bologna e docente presso l'Accademia omonima.

La tournée , dal titolo “Le musiche dei popoli”, è iniziata il 20 ottobre, naturalmente a Bologna, e si è conclusa il 26 ottobre a Napoli, dove ha trovato la calorosa, seppur poco numerosa, accoglienza del pubblico napoletano all'interno della programmazione concertistica dall'Associazione Scarlatti che da anni condivide il progetto di rilancio dei giovani (ScarlattiLab barocco, jazz e di musica elettronica.
Sul palco del Teatro delle Palme, sede in cui è tornata a programmare i concerti la Scarlatti, si sono esibiti gli allievi dei corsi di perfezionamento di viola e musica da camera dell'Accademia Mozart; i giovani talentuosi ragazzi hanno eseguito musiche scritte e trascritte per l'occasione dai colleghi di composizione, allievi di Azio Corghi e Mauro Bonificio, e da compositori già affermati come Paolo Marzocchi o la stessa Danusha Waskiewicz.

Il concerto si colloca all'interno delle celebrazioni del trecentocinquantesimo anniversario della fondazione dell'Accademia Filarmonica di Bologna ed è stato strutturato in modo prettamente didattico; i ragazzi infatti si sono alternati in diverse formazioni e nei ruoli di prime parti.
Questa impostazione, seppur encomiabile, non ha permesso di poter conoscere i nomi dei ragazzi di volta in volta impegnati nelle esibizioni e di poterne lodare personalmente i meriti o di citarne le scelte musicali, presenti in minor numero, troppo azzardate.
Filo conduttore della serata è stato il richiamo alla musica popolare, espresso chiaramente in alcuni brani, come ad esempio in “The merry Blacksmith” di Luisa Antoni, oppure richiamato da un vago eco, come nell'Habanera spagnola del francese Bizet (trascritta per oboe, clarinetto ed archi da Gianni Giacomazzo). Non poteva naturalmente mancare un omaggio a Bartòk (Danza dell'orso, trascrizione per archi di Mirella Giordano) pioniere dello studio etnomusicologo e del connubio tra musica colta e musica popolare.
Carica di tradizione è stata la “Albanian Folk Song” di Paolo Marzocchi estremamente ricca soprattutto dal punto di vista ritmico, tanto da mettere in leggera difficoltà la talentuosa Danusha impegnata contemporaneamente sia con la viola che con i sonagli.
Minor difficoltà ha invece mostrato nel proprio brano “La donna del fiume” che l'ha vista esibirsi accompagnando la viola con il canto melodico e armonico.
Il progetto nel suo insieme ha riscosso successo dimostrando contemporaneamente il merito dei nuovi compositori e del repertorio popolare nonché il valore della trascrizione, troppo spesso screditata, e della viola protagonista assoluta della serata, non solo in quanto strumento solista ma anche come strumento preponderante nella composizione dell'orchestra.

Emma Amarilli Ascoli

Foto di Emanuele Ferrigno

 

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