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I Quartetti di Mozart dedicati al "padre" Haydn Stampa E-mail
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Scritto da Emma Amarilli Ascoli   
Giovedì 10 Novembre 2016 18:50

Il 9 novembre alle ore 21, presso il Teatro di Corte di Palazzo Reale (Napoli), nell'ambito della stagione concertistica dell' Associazione Scarlatti, si è svolto il terzo appuntamento del ciclo dell'integrale dei quartetti  di Mozart eseguito dal Quartetto di Cremona.
Il Quartetto di Cremona nasce nel 2000, durante un periodo di studio all'Accademia Stauffer di Cremona con Salvatore Accardo, Bruno Giuranna e Rocco Filippini.
L'ensemble, composto dal 2002 da Cristiano Gualco (violino) Paolo Andreoli (violino) Simone Gramaglia (viola) e Giovanni Scaglione (violoncello), si perfeziona con Piero Farulli del Quartetto Italiano presso la Scuola di Musica di Fiesole e con Hatto Beyerle dell'Alban Berg Quartett. Si è rapidamente affermato come una delle realtà cameristiche più interessanti sulla scena internazionale.

Viene invitato ad esibirsi regolarmente nei principali festival e rassegne di tutto il mondo e dall'autunno 2011 sono titolari della cattedra di Quartetto presso l' Accademia Walter Stauffer di Cremona e del corso estivo "Master4Strings" a Bogliasco, fondato da Simone Gramaglia.
Dopo il grande successo riscosso con l'integrale dei quartetti di Beethoven dal 2016 si sono dedicati all'esecuzione dell'integrale di Mozart.
L'appuntamento del 9 novembre ha visto l'esecuzione degli ultimi tre quartetti dei sei dedicati all'amico e maestro Haydn come Mozart stesso dichiara in un suo scritto in italiano:

"Eccoti del pari, celebre uomo ed amico mio carissimo, i miei sei figli. Essi sono, è vero, il frutto di una lunga e laboriosa fatica (...) Tu stesso, amico carissimo, nell'ultimo tuo soggiorno in questa capitale me ne dimostrasti la tua soddisfazione. (..) Da questo momento io ti cedo i miei diritti sopra di essi, ti supplico però di guardare con indulgenza i difetti, che l'occhio parziale di padre mi può aver celati, e di continuar, loro malgrado, la generosa tua amicizia a chi tanto l'apprezza, mentre son di cuore il tuo sincerissimo amico."
Accolti favorevolmente dal Maestro, questi quartetti non ottennero però i favori della critica; Dittersdorf, che suonava in quartetto con Haydn e Mozart, li trovò pieni di un' "eccessiva abbondanza di magnifiche idee", Giuseppe Sarti li definì "opera di un barbaro privo di orecchio" e il corrispondente della Cramers Magazin der Musik scrisse di Mozart "Peccato che egli nel suo modo di comporre, artistico e senz'altro bello, si smarrisca, per far l'innovatore, spingendosi troppo in alto, così che cuore e sentimento hanno poco da guadagnarci."
Ad aprire la serata non è stato il Quartetto in mi bemolle maggiore K 428, come riportato sul programma di sala, bensì quello in si bemolle maggiore K 458. L'errore è nato dal fatto che il K 458 segue il K 428 per ordine di composizione ma lo precede per ordine editoriale.

ll Quartetto in si bemolle maggiore K 458 reca il sottotitolo "La caccia" secondo i canoni figurati settecenteschi per il ritmo binario del primo movimento che si conclude con un canone stretto alla quinta. Carattere pastorale hanno invece il Minuetto e l'Adagio in mi bemolle maggiore nel quale il violino primo diviene solista di un canto melodico accompagnato. Il quartetto si conclude con un brillante Allegro assai in forma Rondò.

Nel Quartetto in la maggiore K 464 Mozart porta all'estremo la lezione haydniana sull'unicità tematica, creando pagine contrappuntistiche di estrema bellezza.
Nell'Allegro l'unico tema viene proposto dal primo violino e ripreso dagli altri strumenti in imitazione il tutto rispettando i canoni formali che vogliono il passaggio dalla tonalità maggiore a quella minore per poi tornare nella coda al tono d'impianto dopo lo sviluppo tra i più lunghi mai composti. Contrappunto e variazioni sono alla basa di tutti e quattro i movimenti, ricordiamo la fuga con cui si chiude l'ultimo movimento, ma è nell'Andante che Mozart raggiunge l'apice dell'elaborazione compositiva con le sue cinque variazioni.
Il Quartetto in do maggiore K 465 chiude il celebre gruppo di sei che Mozart dedicò a Haydn ed anche questo terzo appuntamento con il Quartetto di Cremona.

Probabilmente il K 465 fu il quartetto che più provocò scandalo per la scelta di anteporre all'Allegro iniziale (movimento tipico di apertura) un Adagio ricco di dissonanze responsabili del l'epiteto dato all'intera composizione di "Quartetto delle dissonanze".
Per decenni in molti cercarono di correggere gli "errori" commessi da Mozart in questo Adagio .

Pur distaccandosi per le scelte armoniche iniziali dal pensiero di Haydn è l'unico del ciclo di sei quartetti a presentare la Forma Sonata nel primo movimento, scelta conforme allo stile del Maestro.
Mozartiano è invece l'uso dei contrasti dinamici nel Minuetto.
L'esecuzione dei quartetti è stata nel complesso pulita ed elegante ma in alcuni momenti troppo distante dal clima settecentesco, come ad esempio negli accenti marcati sui trilli, nell'uso a volte eccessivo del vibrato, sopratutto nei passaggi dissonanti, e nelle strappate eccessivamente violente a discapito della direzione musicale come ad esempio nel Minuetto del Quartetto in la maggiore.
Il Quartetto di Cremona ha salutato il pubblico con il "più movimentato", come è stato da loro definito, Allegro molto del quartetto n° 3 op. 59 di Beethoven
Il prossimo appuntamento con l'integrale di Mozart si svolgerà sempre alle ore 21 presso il Teatro di Corte e vedrà l'esecuzione dei quartetti K 387 in sol maggiore, K 421 in re minore e, immaginiamo, al posto del K 458 già eseguito, il K 428 in mi bemolle maggiore.

 

Emma Amarilli Ascoli

Foto di Emanuele Ferrigno

 

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