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Giuseppe Picone e due suite per il San Carlo Stampa E-mail
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Scritto da Tonia Barone   
Venerdì 11 Novembre 2016 16:25

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Le parole influenzano l'immaginario, condensano le esperienze individuali, soprattutto le emozioni, e le ripropongono generando aspettative che spesso sono disattese poiché non collima il significato con il significante.
Così è avvenuto anche per lo spettacolo proposto dal Teatro di San Carlo il 7 e 8 novembre 2016 nell'ambito della Manifestazione Autunno Danza, che ha proposto due titoli pregni di memorie: Il Lago dei Cigni e Il Corsaro.
Dei due celeberrimi balletti è stata proposta una Suite, un condensato delle parti dense di virtuosismi, dove la narrazione è stata posta in secondo piano.
Lo scorrere della musica di ouverture registrata ha lasciato un minimo di sconcerto nel pubblico con le luci accese a mezza sala, quasi a creare l'atmosfera di ambiente, ma non è riuscita a traghettare immergendo il pubblico nell'attesa del vedere.
Attesissimo il nuovo Direttore del Corpo di Ballo Sancarliano Giuseppe Picone che ha rielaborato la coreografia del II Atto de Il Lago dei Cigni dall'originale di Petipa/Ivanov.
La sua versione è apparsa estrapolata dalla storia originaria, con una sua autonomia narrativa, e se non fosse stato per l'ambientazione dei costumi poteva essere letta come una storia tragica d'amore dell'incontro tra un uomo e una donna contrastati dalle avversità della vita. Non ha abbandonato le parti pantomimiche per creare raccordi narrativi.

L'anima lunare ha portato alla memoria suoni della poetica di Rilke "come potrei trattenerla, in me, la mia anima, come cercarla oltre te, all'infinito? ... Ma tutto quello che ci tocca, te e me insieme, ci tende come un arco che da due corde un nuovo solo rende", un uomo innamorato della notte, del sentimento fluido nel flusso lunare.
Le lunghe ed elegantissime linee tecniche ed interpretative di Giuseppe Picone hanno condotto il pubblico nel meraviglioso mondo narrato da Il Lago dei Cigni. Giuseppe Picone è danseur noble per eccellenza e combacia profondamente con il ruolo del Principe accompagnato sulla scena da Iana Salenko nel ruolo di Odette, danzatrice di formazione russa attualmente prima ballerina al Berlin State Ballet, tecnicamente brillante, dalle lunghe linee, il cui corpo non ha appieno espresso l'animo del balletto, soprattutto le braccia non hanno restituito l'amore e la tragedia del Cigno.
Il Corpo di Ballo non sempre ha lavorato sull'insieme, soprattutto nella riproposizione delle linee disegnate nello spazio proprie di questo balletto, e spesso è stato stilisticamente difforme.
Le danzatrici del Corpo di Ballo sono apparse troppo attente alla buona esecuzione piuttosto che all'interpretazione stilistica, quasi a rimarcare i blocchi coreografici a se stanti.
A discapito della buona realizzazione delle parti corali danzate dai Cigni anche l'esiguo numero delle pur brave interpreti sulla scena divenuta scarna e dalle luci troppo gelide soprattutto nell'interpretazione de I Cignetti (Candida Sorrentino, Sara Sancamillo, Giovanna Sorrentino, Luana Damiano) e de i Cignoni (Anna Chiara Amirante, Martina Affaticato/Luisa Leuzzi il 7).

Nel ruolo di Rothbart Gianluca Nunziata (8 novembre), che si è alternato con Ertu Gjorni, non ha pienamente convinto.
La stessa funzione di Rothbart all'interno della coreografia è apparsa poco significativa, estrapolata dal contesto e ad essa legata per tradizione piuttosto che per cifra stilistica.
Giuseppe Picone per la suite da Il Corsaro ha deciso di affiancare al celeberrimo pas de deux i brani virtuosistici maggiormente noti.
Momento entusiasmante della serata il Grand Pas de Duex dove gli interpreti Iana Salenko e Danil Simkin hanno esibito i più alti virtuosismi ricevendo una doverosa ovazione dal pubblico.
Particolarmente emozionante il pas de duex da la Camera da Letto interpretato da Candida Sorrentino e Ertu Gjorni, dove è emersa anche la cifra stilistica propria del balletto; non convincente l'assieme delle Odalisques.
Aspettando nuove prove alla direzione di Giuseppe Picone gli auguriamo di costruire nuovi sogni da proporci.

Tonia Barone

 

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