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L'orchestra di Piazza Vittorio è al Verdi di Salerno con la sua 'Carmen' Stampa E-mail
Oltrecultura: Recensioni Musica © - Lirica ®
Scritto da Marisa Paladino   
Domenica 11 Dicembre 2016 12:41

 

Un'orchestra unica nel nostro panorama musicale, artisti dal background diverso e culture che si incrociano in questa esperienza dove i confini non separano ma uniscono. Nata a Roma nel 2002 l'Orchestra di Piazza Vittorio, dopo il successo del Flauto Magico di Mozart rivisitato in chiave etno-pop, scommette questa volta su un'opera lirica molto amata come Carmen di George Bizet. Mario Tronto, direttore artistico e regista, ha curato con Leandro Piccioni gli arrangiamenti mentre il libretto è stato adattato da Serge Valletti, così la ricchezza della materia musicale e drammaturgica è diventata un'eredità rigenerata, in chiave etnico-pop, conservando un rinnovato fascino. Al Teatro Verdi di Salerno l'8 dicembre 2016 la diversa musicalità espressiva ha costruito su nuove geografie sonore una ridda di alchimie ritmiche e recitative, e uno stupefacente intreccio di lingue, spaziando dal francese, all'arabo e al brasiliano, pur in una comprensione non definita, hanno creato la suggestione di una trama narrativa emozionante.
La leggerezza sfrontata e passionale di Carmen, gitana volitiva e seducente, ma anche tenera negli abbracci e nella domanda di amore, ha incrociato, ancora, la debolezza titubante di José, un soldato disertore per amore e vittima di incontrollabili sentimenti, a far rivivere il fatale incontro un'appezzata interprete della reagge music italiana
Mama Marjas e la saudade del brasiliano Evandro Dos Reis scandita dal suono tipico del cavaquinho.

I capricci della fisarmonica di Saria Convertino hanno aperto la scena in terra andalusa, alle porte di Siviglia l'arrivo di una carovana nomade travolgerà l'ordine di vita del tranquillo Josè, legato alla dolce promessa sposa Micaela, l'uomo infatti stregato dall'indomita gitana impazzirà d'amore fino alla distruzione.
E' l'ineluttabilità del destino. Habanera canta la bella zingara, l'amore è un uccello ribelle che nessuno può addomesticare, la donna è avvezza all'altrui corteggiamento, seduttiva e provocante, ma è anche un istinto libero e senza regole che pagherà con la vita la sua passionalità. Josè ne diventerà l'amante che la spingerà con il suo comportamento incerto verso l'affascinante torero Escamillo, tragico sarà allora l'epilogo della storia.
”Se tu non mi ami, io ti amo; se io ti amo, stai attento a te!” cinguetta maliziosamente Carmen in questo gioco a rimpiattino tra amanti, ma mette anche in guarda dai pericoli dell'amore che sa essere anche sofferenza e vendetta.
I ritmi latino-americani, tra
salsa, flamenco e tango, conditi dal blues, senza tralasciare la 'saudade' del canto di Josè o le sonorità arabe del tunisino Houcine Ataa interprete di Escamillo costruiscono un'atmosfera di opéra-comique ispirata dalla musica popolare gitana”. Una dimensione dell'amore che i due involontari rivali Josè ed Escamillo cantano anche come attesa e desiderio. La francese Elsa Birgé riscatta il personaggio di Micaela, forse 'scialbo' rispetto alla peccaminosa Carmen, ma un'ottima resa canora imprime la pacata sicurezza che il personaggio possiede. Le scene ancora una volta, come per il Flauto Magico del 2009, sono di Lino Fiorito, le coreografie di GiorgioRossi non mancano di ritmo e immaginazione, i multicolori e accesi costumi sono di KatiaRossi, l'esperta aiuto regia di Federica Soranzio completa l'insieme.
Un'azione scenica corale, che è somma anche di talentuose individualità, ci obbliga alla menzione di tutti gli artisti. A sé le voci soprano dell'albanese
Hersjana Matmuja e baritonale del romano Dario Ciotoli, sono i due innamorati in lamé dorato che dall'alto, come fossero sulle mura antiche della città, duettano non facendoci dimenticare il genere dell'opera originaria e modernamente abbigliati sono gli interpreti del sentimento amoroso per eccellenza, che non conosce confini né tempo, ricongiungendosi nel finale ai protagonisti saranno testimoni di quell'immedesimazione amorosa che fa riconoscere gli amanti.
Carlos Paz Duque, Omar Lopez Valle, El Hadji Yeri Samb, Ernesto Lopez Maturell, Pino Pecorelli, Raul Scebba, Ziad Trabelsi, Marian Serban i musicisti che animano con tromba, djembe, dum dum e percussioni, batteria, basso e synth, l'oud e il cymbalum la simpatica orchestra, non senza autoironia e leggerezza, alle chitarre Emanuele Bultrini, quindi Ion Stanescu e Kyung Mi Lee, rispettivamente al violino ed al violoncello.
Infine i danzatori
Ashai Lombardo Arop, Ovidiu Totti, Adam Iozsef, la direzione musicale e tastiere è di Leandro Piccioni.
A tenere tutti insieme, si coglie, la grande passione condivisa, e la consapevolezza di portare avanti un progetto di arte e di solidarietà che gli spettatori presenti hanno premiato con un sincero e caloroso applauso finale. 

 

Marisa Paladino

 

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