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Oltrecultura: Recensioni Musica © - Sinfonica ®
Scritto da Katia Cherubini   
Lunedì 02 Gennaio 2017 20:19

Iniziare l'anno con la musica è diventato un piacevole e perciò irrinunciabile rituale.
Il Teatro Mediterraneo di Napoli ha ospitato il tradizionale Concerto di Capodanno la sera del 1° gennaio 2017, inserito tra gli eventi di punta del "Natale a Napoli – 'E pazzielle", rassegna promossa dall' Assessorato alla Cultura e al Turismo del Comune di Napoli.
Un evento divenuto ormai tradizione, particolarmente apprezzato e fortemente partecipato da un folto e vario pubblico, grazie, anche, ad un repertorio adatto a tutti i gusti musicali.
Il direttore artistico della Nuova Orchestra Scarlatti, il maestro Gaetano Russo, sale sul palco per dare il benvenuto agli spettatori in sala, augurare buon anno e ricordare che sono ormai 22 anni che, con un impegno continuo e intenso, la Nuova Orchestra Scarlatti saluta il nuovo anno con la grande musica, offrendo non solo al pubblico partenopeo ma anche ai tantissimi turisti presenti in città, un evento di qualità, unitamente a un messaggio di serenità e speranza, per un 2017 carico di energia, forza di volontà, ritmo e passione, in un mondo ed in una società sempre più segnati da divisioni ed incomunicabilità.
Tanta voglia di festeggiare insieme in musica il nuovo anno, ribadisce il direttore artistico, unendo le forze dell'Orchestra Young , formata da musicisti dai diciotto ai trent'anni e l'Orchestra Junior, formata da oltre cento ragazzi fra gli undici e i diciotto anni, alcuni dei quali presenti sul palco per l'occasione, uniti dal piacere di condividere e fare cultura, di divertire il pubblico, anche con trovate scherzose, di far conoscere opere meno note (ma non per questo meno apprezzabili), sempre riaffermando con orgoglio le radici partenopee, valorizzandone la tradizione musicale e culturale.
Sul podio un frizzante direttore d'orchestra, il maestro Beatrice Venezi, classe 1990, recentemente nominata Assistant Conductor dell'Orchestra di Stato armena, la cui "mise" non avrebbe potuto essere più in tono con l'atmosfera di un Capodanno in sala da concerto, che ha diretto con piglio deciso e brillante la Nuova Orchestra Scarlatti, che ha visto anche la presenza di un solista di assoluto valore come Gennaro Cardaropoli, violinista classe 1997, vincitore del Premio Abbado 2015 quale migliore giovane violinista italiano, e primo premio al concorso "Arthur Grumiaux".

La consueta scelta di brani tradizionali, come le Danze Ungheresi di Brahms e le polke e le marce più brillanti di J. Strauss jr., il cui ascolto rimanda immediatamente all'eleganza della corte viennese di fine Ottocento e della Belle Epoque, e che offrono un senso vivo di energia danzante, di leggerezza, di gusto per la vita, con i piedi che quasi si muovono da soli per il senso del ritmo contagioso, è stata arricchita da una selezione che ha visto protagonista, nella prima parte del concerto, un brioso Rossini, con la Sinfonia da Elisabetta, regina di Inghilterra, usata poi dallo stesso compositore per il Barbiere di Siviglia, una Danza spagnola per violino e orchestra da La vida breve di Manuel de Falla, e una meravigliosa Fantasia sulla Carmen di Bizet per vl. e orch., in cui sono emersi la sicurezza e il virtuosismo straordinari di Cardaropoli.
Ad aprire la seconda parte del concerto, Gershwin, con una particolare versione della Rhapsody in Blue, con arrangiamento per sola orchestra di J. Brubaker.
L'attacco "glissato", affidato al clarinetto (strumento a cavallo di almeno due epoche, protagonista di alcuni gioielli cameristici dei secoli precedenti e al tempo stesso interprete massimo delle evoluzioni jazzistiche nel repertorio afro-americano), che inizia da una nota bassa e trillata e subito si proietta con rapidità verso le note più acute, ha offerto un affascinante amalgama sonoro sostenuto dai timbri bruniti degli ottoni, seguiti da quelli più delicati dei legni, che ha catturato gli ascoltatori per l'evoluzione quasi acrobatica e per il carattere sarcastico, spensierato e colorato.
"Sognante", invece, Summertime, proposto in una rivisitazione strumentale di Federico Odling: una performance estatica, perfettamente equilibrata tra melodia e divagazione, pianissimo e fortissimo, stasi ritmica e movimento, fino ad arrivare, con grande gioia del pubblico, a melodie partenopee molto note, come Tu vuò fa' l'americano e 'O cunto d''o surdato Funiculì, ed altre meno conosciute, come 'A canzone 'e Pearl Harbor, scritta da un napoletano a New York, e riscoperta grazie alle ricerche della musicologa napoletana Simona Frasca, in una versione strumentale di Odling, per gentile concessione di Joseph Sciorra.
Tre i bis in chiusura : la Feuerfest Polka di J. Strauss, animata da una scenetta, complice Venezi, con protagonisti alcuni orchestrali che partecipano all'esecuzione con un'incudine e due martelli; una riproposta di Tu vuò fa' l'americano di Carosone e la sempre presente e travolgente Radetzky Marsch che ha coinvolto il pubblico in un energico e felice battimano.
Grande e meritatissimo il successo decretato dagli applausi scroscianti dell'eterogeneo pubblico del Teatro Mediterraneo, con la consapevolezza che la musica sappia augurare a tutti un anno migliore di quello passato e sappia condividere nel primo giorno dell'anno la speranza di realizzare sogni e progetti dell'anno che verrà.
Un bene augurante inizio di  2017.

Katia Cherubini

 

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