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Per Napolinova R.Strauss Ciaikovsky e Wagner Stampa E-mail
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Scritto da Katia Cherubini   
Venerdì 17 Febbraio 2017 06:51

 

L’Orchestra Giovanile Napolinova continuerà la sua stagione concertistica domenica 19 febbraio 2017, alle ore 11,30, sul palcoscenico del Teatro Bellini di Napoli, guidata dal maestro Luca Bagagli e affiancata dal virtuoso violoncello di Giovanni Gnocchi, artista di fama internazionale, docente al Mozarteum di Salisburgo.
L'organico musicale eseguirà un programma di grande musica con opere di R. Strauss, P.I. Ciaikovskij e R. Wagner.
F
ondata nel 2014 da Alfredo de Pascale, presidente dell’omonima Associazione, unitamente al direttore d'orchestra Mariano Patti, docente del Conservatorio di Napoli "San Pietro a Majella", la ormai rinomata compagine, frutto di un meraviglioso ingranaggio di selezione, formazione e produzione e impegnata in un progetto che valorizza la musica classica offrendo una valida alternativa alla stagione sinfonica del San Carlo, ancora una volta darà ampia dimostrazione dell' alta professionalità di giovani artisti che, allo scopo di costruire la propria esperienza artistica, investono su se stessi e sul loro talento in un connubio perfetto con i più prestigiosi nomi del concertismo internazionale.
Composta per il violoncellista Hans Wihan, che la eseguì per la prima volta con l'orchestra di Corte di Monaco, la
Romanza in fa maggiore,di cui esistono due versioni, una per violoncello e orchestra, rielaborata dal citato Wihan, e una per violoncello e pianoforte, presenta un solo movimento, Andante cantabile, che ha uno stile melodico in cui la calda voce del violoncello emerge in modo chiaro e seducente in una serie di modulazioni tipiche del migliore Strauss che, com’è stato più volte sottolineato dal critico Fabrizio Scipioni, «... non ha molto a che vedere con il Novecento... e certamente non sembra un musicista del XX secolo»: non c'è in lui nulla del dubbio, della ricerca, delle problematiche che hanno caratterizzato l'opera di musicisti della stessa generazione.
E , infatti, lo stesso Glenn Gould, anch'egli appassionato interprete di Strauss, afferma che egli è
la dimostrazione che l’uomo può creare una propria sintesi del tempo senza essere vincolato dai modelli che il tempo gli impone, in una suprema dichiarazione d’individualità. La prima interpretazione moderna della Romanza nella versione per violoncello e orchestra ebbe luogo all'Opera di Dresda il 21 maggio 1986, ma già un'altra esecuzione in forma privata c'era stata l'anno precedente a cura dell'Istituto Richard Strauss con il violoncellista Peter Wòpke e l'orchestra diretta da Wolfgang Sawallisch.

Protagonista ancora il violoncello nelle Variazioni su un tema Rococò op. 33, scritte nel 1876 dal compositore russo Petr Ilic Cajkovskij : un formidabile riscontro da un punto di vista tecnico, ma anche una delle pagine più poetiche ed espressive del repertorio per violoncello e orchestra. Un brano dalla scrittura che si rifà apertamente al lezioso modello settecentesco di Mozart, della cui musica l'autore fu un fedele e appassionato ammiratore, ma pienamente calato in una sensibilità tardo-romantica densa di slanci virtuosistici e un raffinato uso delle armonie.
La partitura comprende tema, sette variazioni e una scorrevole coda, in cui
brillante si rivela la scrittura del violoncello e amabile il linguaggio della strumentazione, portato avanti da un orchestra che non viene chiamata solo ad accompagnare, ma viene perfettamente integrata allo strumento solista.

Un fiume inarrestabile, una melodia senza soluzione di continuità, mancante di un centro di gravità tonale che disorienta l'ascoltatore, lo trascina in mondi di eroi ed eroine della mitologia tedesca, in vorticosi echi di battaglie, con strumentazioni possenti e melodie sensuali. Tutto questo è la musica di Wagner, compositore di non facile ascolto, che talvolta spaventa il mite ascoltatore non avvezzo al modo da lui ideato di comporre, basandosi sulla teoria del Gesamtekunstwerk , un'opera d'arte totale in cui convergessero musica, pittura, letteratura. L’Idilliodi Sigfrido, protagonista della seconda parte del concerto,esprime il massimo stato di grazia e di felicità raggiunto dall’autore, che lo compose per il trentatreesimo compleanno della moglie Cosima Liszt. Fu infatti sulle scale della villa lucernese di Tribschen che la mattina del 25 dicembre 1870 un piccolo ensemble, diretto dallo stesso Wagner, ne diede la prima esecuzione, come regalo e inaspettata sorpresa per Cosima che proprio in quel momento stava uscendo accompagnata da Sigfrido, il primogenito della coppia. Nonostante si tratti di un lavoro strumentale, la tecnica compositiva e' la stessa usata da Wagner in ambito drammaturgico: non vi sono interruzioni, ma un flusso ininterrotto di suoni, arricchito da una trama di motivi in cui si sviluppa una storia non scritta.
L"Idillio di Sigfrido' e, infatti, un poema sinfonico senza testo i cui due temi principali, il “motivo della purezza” e i “motivi del mondo”, erano stati usati da Wagner nel duetto d'amore di Brunilde e Sigfrido nella seconda giornata della Tetralogia “L'anello del Nibelungo”.
E a conferma che l' Idillio era un lavoro intimo riservato alla propria famiglia e' la citazione di un frammento di una ninna nanna che qualche anno prima il compositore aveva annotato per la figlia Eva.
A tal proposito, Sergio Sablich, grande appassionato delle poetiche liriche e sinfoniche di Wagner, ha scritto: «
Al di là di ogni pur legittimo riferimento autobiografico o sentimentale, l’elaborazione dei motivi, il loro intreccio contrappuntistico e il loro sviluppo nel fluire calmo e disteso della musica, fanno della partitura dell’Idillio di Sigfrido una delle creazioni più perfette e rifinite fra tutte quelle uscite dalla penna di Wagner: qui dispensatore finissimo, con mezzi ridotti, di sottigliezze timbriche e armoniche di rara lievità, in una dimensione cameristica trasognata e aperta alla luce, e in una luce da apoteosi culminante: la pagina forse più serena e più lieta di tutta la sua vita d’artista».

Katia Cherubini

 

 

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