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Scritto da Dario Ascoli   
Le Nozze di Figaro

Musica di Wolfgang Amadeus Mozart (1756-1791)
libretto di Lorenzo Da Ponte, da Le Mariage de Figaro di Pierre-Augustin Caron de Beaumarchais
Commedia per musica in quattro atti
Prima esecuzione : Vienna, Burgtheater, 1 maggio 1786


Beaumarchais può ben vantarsi di occupare un onorevole posto d'onore tra i commediografi che abbiano fornito in vario modo ispirazione, spunto o testi, ai librettisti di opera, essendo secondo al solo sommo Shakespeare, volendo ritenere Pietro Metastasio, senza con ciò operare alcuna diminutio, un poeta per musica in linea diretta.
Le Nozze di Figaro è la seconda opera della trilogia dedicata da Beaumarchais al personaggio del barbiere faccendiere e scaltro ed è preceduta da Il Barbiere di Siviglia e seguita da La Madre Colpevole. L’ opera teatrale venne presentata dagli attori della Comedie Francaise nel 1781, subendo la scure censoria di Luigi XVI, i cui funzionari colsero i contenuti rivoluzionari del lavoro di Beaumarchais.
Tuttavia i censori del tempo vollero motivare la reprimenda con l'accusa di immoralità lasciva, cosicché non si diede pubblicità al contenuto eversivo, ma si solleticò la curiosità di molti, tra cui quella della regina Maria Antonietta che ne richiese ben presto la messa in scena.
Pochi anni erano trascorsi quindi quando Lorenzo Da Ponte propose a W.A.Mozart un libretto ispirato a Le mariage de Figaro, ma sulla primogenitura dell'intenzione di porre in musica la commedia non ce la sentiremmo di scommettere e, diciamolo, non ci sentiamo motivati ad attribuire un primato tra due geni del melodramma , tra i quali ha maggiore rilevanza il sublime valore della collaborazione rispetto ad una improbabile competizione.
Fatto sta che Mozart si era molto interessato alla traduzione in lingua tedesca di Le mariage de Figaro, pubblicata a Vienna e da cui Emmanuel Schikaneder, amico e collaboratore del musicista, aveva tratto una versione teatrale; aggiungiamo che proprio nella capitale asburgica Giovanni Paisiello nel 1783 aveva presentato il suo Barbiere di Siviglia, riscuotendo grande successo.
In conclusione ci piace optare per una sana contemporaneità e convergenza di interesse tra librettista e musicista, entrambi uomini molto attenti alle vicende culturali europee e animati da propensione al nuovo.
Le nozze di Figaro rappresentavano per Mozart un'imperdibile occasione di portare una propria opera in lingua italiana, su un libretto moderno, non mitologico, potendo, tra l'altro, disporre di un cast di cantanti di grande talento.
La censura abbattutasi in Francia sulla commedia di Beaumarchais non dissimilmente si accanì sulla versione in musica di Da Ponte e Mozart, nonostante sulla prima versione si fosse favorevolmente espressa Maria Antonietta, sorella della imperatrice d'Austria.
A Vienna il direttore dei Teatri imperiali, conte Rosemberg Orsini, per sussieguosità e per ristrettezza di vedute costituiva un ostacolo non irrilevante alla messa in scena, come testimonieranno le Memorie di Lorenzo Da Ponte,  testo in cui si legge un giudizio tranchant dell'ufficio censorio dei Teatri :”scritta troppo liberamente per un costumato uditorio”
Non vi è traccia epistolare, e comprendiamo che sarebbe ben difficile vi potesse essere, degli interventi diretti di Giuseppe II mirati a “depoliticizzare” il libretto dapontiano, operando tagli e modifiche.
La filmografia di Milos Forman ci ha regalato un episodio gustoso circa la proibizione dei balli nei Teatri Imperiali Asburgici; benchè romanzata possa essere, l'aneddoto testimonia la partecipazione diretta del sovrano e la sua presenza alle prove in teatro, tant'è che egli dovette concordare con la necessità drammatrgica ineludibile di rappresentare il ballo di nozze sulle scene.
Giuseppe II, in politica come nelle arti, andava assumendo atteggiamenti che oggi diremmo riformisti, tentando di instaurare alleanze con la borghesia emergente , in direzione di una monarchia costituzionale.

 

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