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"Il respiro del mondo" Emilio Leofreddi fino al 28 settembre 2009 in mostra al Vittoriano. Stampa E-mail
Oltrecultura: Eventi Arti Figurative
Scritto da Marisa Paladino   
Lunedì 07 Settembre 2009 23:07

"Dreams (diario di viaggio)" da un progetto di Emilio Leofreddi, artista che ama definirsi 'on the road', in un viaggio compiuto in India nel 2005, le opere approdano a Roma, nella sala centrale al primo piano del Complesso del Vittoriano, in una mostra che sarà inaugurata il 9 settembre alle ore 18,00 e che resterà aperta fino al 20 settembre 2009.
In esposizione quindici dipinti di grandi dimensioni, realizzati su tende da campeggio, tele naturali ed evocative dell' itinerario che l'artista ha compiuto, realizzando il suo personale diario di viaggio per immagini in India, richiamato da una necessità esistenziale ed artistica, in cui questa esperienza è diventata 'opera d'arte' e matrice delle rele,  cucite direttamente nella permanenza nel grande continente indiano.
Ogni tenda, che in India viene in genere usata come rifugio per dormire, ha impressa la scritta Come up whit full inhalation e si offre allo sguardo del visitatore, come un coraggioso invito a liberarsi da pesi ed ansie, per abbandonarsi al flusso del respiro cogliendone la sua totalità e per entrare in sintonia con quello più ampio  del mondo, tant'è che la mostra si intitola "Il respiro del mondo".
L'evento a cura di Barbara Tosi, è stato promosso da Fabio Falsaperla e Nicoletta Maria Gargari con il patrocinio dell'Assessorato alle Politiche Culturali e della Comunicazione del Comune di Roma.
L'artista romano, autore anche di video ed installazioni, nonchè mostre e personali, anche all'estero, dal 2005 ha lavorato al progetto che si è sviluppato in una permanenza di sei mesi in India. Lì sono state create e realizzate le opere di questo speciale 'diario di viaggio' divenuto una manifestazione di libertà e di fuga dalla necessità e dallo scopo, verso la 'scoperta' capace di fare accedere a qualcosa di 'nuovo', ma anche di originario e inatteso, sul piano della ricerca artistica innanzi tutto.
Esperienza che diventa una sorta di impulso istintivo e migratorio, elemento esistenziale di un novello Siddharta dell'arte, teso verso la ricerca di motivi ispiratori tra il fascino di luoghi mistici e le contraddizioni di  un recente sviluppo  con  una miseria senza eguale.
Sguardo occidentale proteso verso una realtà multiforme, attratto dal materiale grafico e pubblicitario, anche molto kitsch e colorato, che tappezza i muri delle città indiane, ma anche dalle antiche tradizioni della tessitura,  che scopre assonanze tra la modernità e l'antico, e tesse un originale filo conduttore ed estetico, che traduce in opere realizzate su tende e su tappeti.
Le opere prenderanno corpo per "una mostra nomade e leggera con le sue tende da viaggio ed i tappeti come letto" come immaginerà l'artista all'inizio del progetto,  evocandoci oggi con forza quel suo nomadismo, anche culturale, capace di allungare gli sguardi ed arricchire le menti .
Ma l'India si declina e si moltiplica, si allarga e si espande nel caleidoscopio di impressioni che Emilio Leofreddi realizzerà nelle varie raffigurazioni, cinque delle opere esposte rappresenteranno i continenti, testimoniando come la dimensione onirica e vitale del viaggio abbia contribuito a dilatare gli orizzonti dell'artista, permettendogli di cogliere, ancora una volta, quel particolare 'respiro' che pervade  esseri e territori, a qualsiasi latitudine e senza limiti e confini.
Omaggi a Gandhi ed a Mandela, a Lennon ed a Martin Luther King si ritrovano elle opere dedicate ai continenti dove, non a caso, la scelta è ricaduta su personaggi che incarnano con la loro vita e le loro opere un messaggio che travalica la geografia dei singoli territori. In questo 'villaggio globale' ricreato  il messaggio è di pace, di musica e di sogno come la sequenza di quei nomi, per abbattere barriere e discriminazioni e, parafrasando il titolo della mostra, per respirare all'unisono con il 'respiro del mondo'.
La presenza dell'installazione di un grosso globo, realizzato con studenti dell'Accademia delle Belle Arti di Roma, è in un certo senso la materializzazione di questo 'sogno' e l'aspirazione all'universale respiro.
Previste per l'inaugurazione le performance di Costantino Pucci e della Scuola Popolare di Musica di Testaccio "Strabanda" diretta da Paolo Montin che reiterpreterà un brano tratto da "Millennium Klima" del compositore Tonj Acquaviva che interagirà con i musicisti, in tempo reale, con manipolazioni elettroniche.
Gli orari di apertura tutti i giorni 9,30/19,30 con ingresso gratuito, catalogo disponibile nella mostra.
Un appuntamento da non perdere, quindi, alla scoperta di suggestioni estetiche ricche e di questo "viaggiatore impenitente di incontro e di confronto" (per quanti ancora non lo conoscono) che del gesto creativo ne ha fatto ponte interculturale e occasione di innovativa sperimentazione artistica.
Marisa Paladino

 

 

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