Ediz. n.242 - 09.10.16

Partnership

Sostieni
Oltrecultura
e sarai visibile a  1 milione di  contatti !
scrivi a
commerciale


di mary
Via Oslavia , 44 - 00195 Roma
 +39 063208224
lallegrettodischi@yahoo.it


minabottesini@libero.it

+39 3392394093

 

 

 


Luigi Petrosino - Grafico e Pittore

 

Bottega Federiciana delle Arti

 

 

Dove saremo

Area Riservata

Dada e Surrealismo al Vittoriano Stampa E-mail
Oltrecultura: Eventi Arti Figurative
Scritto da Marisa Paladino   
Sabato 30 Gennaio 2010 22:34

Una mostra titanica, circa settecento opere in esposizione e duecento gli artisti presentati, è il grande evento in corso al Vittoriano di Roma fino a 7 febbraio 2010. Grazie a queste cifre significative ma anche al suo curatore d' eccezione, lo storico dell'arte e collezionista Arturo Schwarz, due tra i più significativi e coinvolgenti movimenti artistici del Novecento vengono 'riscoperti' con i loro protagonisti, artisti celebratissimi ed anche meno noti, tutti animati da passione artistica e desiderosi di un nuovo corso per l'arte, la vita e la società dell'epoca.
"Dada e Surrealismo riscoperti" è il titolo della mostra. Il primo movimento esploderà nella neutrale Zurigo del 1916, dove il tedesco Hugo Ball, spiritualista e moderato, ed il rumeno Tristan Tzara più anarchico e trascinatore, dettero vita al Cabaret Voltaire punto di riferimento delle eccentricità e delle provocazioni degli artisti di avanguardia, anche se per l' ufficialità non si può prescindere dalla pubblicazione nel 1918 del Manifesto Dada ad opera di Tzara.
Il secondo, dopo la Grande guerra con una generazione di pittori ed intellettuali consegnati al nichilismo radicale, all'irrazionale ed alla volontà di distruggere i legami che bloccano il puro desiderio, sarà ufficializzato nel 1924 a Parigi con il Manifesto di André Breton, ma già da qualche anno questi, attratto dal rivoluzionario pensiero di poeti e pensatori quali Rimbaud e Freud in particolare, aveva sostenuto la valenza iniziatica ed eversiva dell'opera d'arte e per l'arte visiva la necessità di superare i vari cliché figurativi con la superiore esigenza dell'artista di essere fedele al proprio 'modello interiore'.
Il movimento Dada fu provocatorio e desideroso di rivoluzione, pur non offrendo un reale progetto etico ed estetico. Il secondo fu teso anche al rinnovamento politico e sociale, ma al di là di ogni più o meno sottesa progettualità, nella mostra di Roma parlano le opere, una carrellata di olii, sculture, ready-made, acquerelli, collage, disegni automatici ed assemblaggi che esprimono la carica innovativa e visionaria, eversiva ed onirica, in ogni caso irripetibile dei due movimenti, tra i fondanti dell'arte del Novecento e la cui longevità ha suggestionato l'intero corso dell'arte contemporanea.
Completezza e rigore scientifico sono frutto di un osservatore privilegiato quale Arturo Schwarz. Oltre ad essere un raffinatissimo uomo di studi e di pensiero, questi è anche un appassionato collezionista, che conobbe gli artisti-chiave dei due movimenti come André Breton nel 1944, Marchel Duchamp e Man Ray, pertanto diretto testimone del loro fervore e della loro creatività e di quel grande credo di rottura con la tradizione, il conformismo e gli orizzonti del passato. Circa il rapporto tra i due movimenti lo stesso Schwarz precisa fu "sia di continuità sia di rottura. Continuità perché entrambi non si limitarono ad essere una mera corrente artistica, ma proposero invero anche una filosofia della vita. Di rottura perché la filosofia della vita che li animava fu totalmente diversa".
Lo Schwarz gallerista e collezionista, quindi dentro l'arte in maniera quasi tattile, ha donato moltissime sue opere alla Galleria di Arte Moderna di Roma ed all'Israel Museum di Gerusalemme, trasferendo due nuclei importanti di questa donazione oggi a Roma, insieme ai numerosi prestiti da prestigiose istituzioni museali e da ricche collezioni private, per costruire ultraottantenne il fascino di un unicum difficile a ripetersi.
E' garantito il piacere visivo e soddisfatta l'avidità di sorprese, anche se per il probabile disorientamento legato alla dimensione antologica della mostra, si consiglia di accompagnarsi al curatissimo catalogo della Skira con in copertina il ready-made forse più celebre e provocatorio firmato da Marcel Duchamp il Fontana/Orinatoio del 1917, catalogo che è una completa panoramica del percorso espositivo con contributi storico-critici di assoluto rilievo.
Tra capolavori celebri ed opere meno note, ma certamente non di minore interesse, questi movimenti fervidi di novità e di dirompenti attese si racconteranno fin dalle prime sale, dove sono esposte le opere dei precursori della poetica surrealista e dei tanti compagni di strada come Chagall, De Chirico, Duchamp, Kandinskij, Klee e Munch, quindi a seguire lo spazio dedicato ai protagonisti del movimento Dada che attraversò il continente europeo oltrepassando anche l'oceano, ricordando gli artisti della prima collettiva Erste Internationale Dada-Messe inaugurata a Berlino il 5 giugno 1920.
Il movimento surrealista si rafforzerà poi anche attraverso le collettive di cui André Breton si farà promotore per oltre quarantanni, ed il Vittoriano rende omaggio ai tanti artisti che vi parteciparono fin dalla prima collettiva parigina del 1925 alla Galerie Pierre, proseguendo per le esposizioni del periodo 1925-1935 fino al grande appuntamento di Londra "International Surrealist Exibithion" inaugurato l'11 giugno 1936. Anche il dopoguerra testimonierà la diffusione internazionale del movimento surrealista, sbarcato negli Stati Uniti, in Canada ed anche in America Latina, con collettive che si susseguono a Parigi curate dal duo Breton-Duchamp come "Le Surrealisme en 1947" e "L'Esposition Internationale du Surréalisme-Eros" del 1960. Sempre nel 1960 New York con "International Surrealist Exhibition" renderà omaggio ai maggiori esponenti del movimento ed André Breton nel dicembre 1965 dirigerà l'ultima mostra "L'Ecart absolue", infatti morirà nove mesi dopo.
Tante delle opere esposte in quelle storiche mostre sono presenti nell'omaggio attuale di Roma e di Arturo Schwarz. Lo spettatore ne rimarrà affascinato, per carica di irriverenza e di dissacrazione ma anche per il loro costante senso di sfida, e tale sarà la miriade di sollecitazioni che forse, ad un certo punto del percorso, sarà opportuno mettere da parte il catalogo, per lasciarsi andare al puro, aperto e curioso godimento di quella estetica del gioco tanto cara ai dadaisti o per lasciarsi trasportare nelle dimensioni espressive dell'automatismo psichico, dell'uso "concettuale" e "spaesante" dell'oggetto fino agli slanci onirici ed alle magie metafisiche che animano le tante opere in mostra. .
La sensazione, dopo siffatta ricchezza di materiale, è che lo sforzo antologico ed appassionato del suo curatore testimonia di quell'inesauribile immaginario che ha segnato Dada e Surrealismo, movimenti oggi ancora di assoluta modernità per lo spettatore del terzo millennio avvezzo alle provocazioni dell'arte contemporanea ma consapevole, esteticamente ed intellettualmente, di questo grande debito con un passato indenne da ogni banalizzazione e sempre carico di infinite e sollecitanti suggestioni.
Visitabile ancora per pochi giorni fino al 7 febbraio 2010 dal lunedì al giovedì 9,30-19,30; venerdì e sabato 9,30-23,30; domenica 9,30-20,30.
Marisa Paladino

 

 

Lettori nel 2016

mod_vvisit_countermod_vvisit_countermod_vvisit_countermod_vvisit_countermod_vvisit_countermod_vvisit_countermod_vvisit_countermod_vvisit_counter
Verificati > 1 milione di lettori nel corso del 2015 -------------------- Previsti > 1.200.000 lettori nel corso del 2016